Un episodio accaduto molti anni fa mi è rimasto vividamente impresso nella memoria, ricco di dettagli. Era il compleanno di Alessia, e lei arrivò all’asilo indossando un vestito nuovo di zecca. Tuttavia, pochi minuti dopo, un grido acuto spezzò la tranquillità.

La giornata è iniziata con larrivo di una bambina nuova nel nostro gruppo: si chiamava Bianca. Aveva la nostra età, ma era diversa. Il suo vestito era fuori moda, pieno di toppe ben visibili, e i capelli castano ramati erano raccolti in una coda e fermati con un fiocco ormai sbiadito. Gli occhi grandi, di un verde intenso, nascondevano una malinconia difficile da descrivere. Più tardi ho scoperto che veniva da una famiglia molto fragile. Bianca era cresciuta solo dal padre, la madre era assente, e la loro situazione modesta raccontava il peso della povertà. Tra noi cerano anche le gemelle Sofia e Marta.

Mentre Sofia manteneva sempre unaria tranquilla, Marta era una vera peste: rompeva spesso e senza scrupoli i giochi degli altri, senza ricevere mai un rimprovero. Essere figlia della direttrice dellasilo le dava una specie di immunità che indossava come una medaglia. Prendeva di mira soprattutto Bianca, le tirava i capelli, le rovinava la merenda alla mensa, e una volta le ha dato anche un calcio. Bianca soffriva in silenzio, ogni tanto le scappava qualche lacrima e si rifugiava in un angolo. Io e altri bambini cercavamo di proteggerla, ma i nostri tentativi finivano quasi sempre con una punizione da parte della maestra, visto che Marta era intoccabile.

Però, il giorno del suo compleanno, Bianca è arrivata allasilo con un vestito nuovo di zecca. Un rosa delicato, che la faceva brillare di mille sfumature. Lorlo era decorato con piccoli strass che luccicavano ad ogni passo, suscitando stupore e complimenti da parte di tutti. Le gemelle osservavano la scena da lontano, il loro silenzio raccontava la gelosia. Bianca era raggiante, gli occhi verdi luminosi di gioia. Giocando nel cortile, evitava la sabbiera per non sporcare il suo abito. Ma presa dallentusiasmo, labbiamo persa di vista per alcuni minuti. Allimprovviso un grido ha attraversato laria e ci siamo voltati.

Bianca era caduta in una pozzanghera, la sua gonna strappata. Marta le stava sopra, ridendo in modo crudele. Bianca piangeva inconsolabile, già pensando alla delusione negli occhi del padre quando avrebbe visto il vestito rovinato. Non sei una principessa, sei solo una stracciona! ha urlato Marta, con disprezzo. Quel momento mi ha scossa profondamente: ho visto la sofferenza di una bambina indifesa il cui giorno speciale era stato macchiato dalla cattiveria. Quella scena mi ha segnato, mi ha insegnato per sempre quanto sia importante non ferire mai gli altri.

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Un episodio accaduto molti anni fa mi è rimasto vividamente impresso nella memoria, ricco di dettagli. Era il compleanno di Alessia, e lei arrivò all’asilo indossando un vestito nuovo di zecca. Tuttavia, pochi minuti dopo, un grido acuto spezzò la tranquillità.
Il marito se n’è andato e lei ha solo sorriso