Sono nato in un piccolo paese immerso nelle dolci colline marchigiane. Dopo aver terminato le scuole medie, mi iscrissi allIstituto Alberghiero di Ancona e mi diplomai dopo quattro anni di studio. In quegli anni, sui giornali e nelle conversazioni cera un gran parlare della costruzione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Bari, un simbolo di progresso e modernità per lItalia. Anche io, allora giovane ragazza spinta da sogni romantici e voglia di avventura, decisi di partire e lavorare là, portando avanti il mio mestiere tra rotaie e cucine mobili. Cinque anni dopo, compresi che la romanticismo è bellissimo per i sogni, ma la vita concreta pretende scelte decisive.
Lavorando sul progetto ferroviario, incontrai Tommaso, impresario napoletano col giusto giro di conoscenze a Roma. Così, spinto dalla speranza, lo raggiunsi a Roma e gli chiesi aiuto per entrare alluniversità. Non mi negò il sostegno, ma mi avvisò subito che avrebbe avuto un costo. Avevo risparmiato una discreta somma di euro durante il mio impiego sulla linea, così pagai 4.000 euro per il suo servizio, che allora era una cifra davvero consistente.
Riuscii anche a modificare il mio diploma e la carta didentità, sostituendole con documenti nuovi. Pagai per questa trasformazione: risultavo di cinque anni più giovane sui nuovi documenti e i voti migliori, solo “Buono” e “Ottimo”, splendevano sulla mia nuova pagella.
Tommaso mi fece entrare nell’Istituto di Tecnologia Alimentare di Roma, ma quando vide la mia carta didentità si stupì della mia improvvisa giovinezza. Non ascoltai le sue critiche, scherzando che così avrei trovato un marito più giovane. Infatti, i documenti certificavano i miei diciotto anni appena compiuti e mi ritrovai matricola circondata da studenti freschi di liceo, allegri e pieni di vita.
Un anno dopo mi sposai. Mio marito si chiamava Marco, appena diciannove anni, originario di Roma, e mi iscrissi allanagrafe nella casa dei suoi genitori.
Dopo la laurea, il Paese attraversò i cambiamenti della Mani Pulite e del boom economico. Marco ed io trovammo presto la nostra strada: affittammo un piccolo locale e aprimmo una trattoria. In seguito riuscimmo a comprarlo e diventammo i proprietari del nostro bar, una piccola impresa familiare.
Nonostante non avessimo figli, la nostra vita insieme era serena. Un giorno decidemmo di fare visita alla mia famiglia nel paese dove avevo trascorso linfanzia. Ritrovai compagni di scuola e amici dinfanzia. Era evidente che la mia vita era cambiata molto rispetto alla loro, e fisicamente mi sentivo ancora in forma e curata. Suscitai invidia, finché una compagna rivelò a Marco che avevo lavorato sulla linea ferroviaria e che ero più grande di quanto dicessero i documenti.
Marco cominciò ad accusarmi di averlo ingannato. Divenne un altro uomo, si lasciò andare allalcol. Divorziai. Dovemmo dividere il bar, io comprai un appartamento con la mia parte, mentre Marco si indebitò con le banche, che lo strozzarono con tassi altissimi.
Ad oggi lavoro ancora, benché abbia raggiunto letà pensionabile. Spesso ripenso a Tommaso, che mi aveva avvertito dellinsensatezza del rimpicciolimento della mia età. Il passato non si recupera, e gli errori di gioventù restano.
Di recente, sono andato a trovare mia madre e ho rincontrato una compagna di scuola. Da due anni è in pensione, si occupa dei nipoti e dellorto. A me restano ancora quattro anni di lavoro, ma la salute non è più quella di una volta. Da giovani si commettono sciocchezze che poi si pagano col tempo.
Forse non sono lunico ad essersi trovato in questa situazione, o qualcuno avrà sentito di altri che si sono fatti più giovani. Se qualcuno ha un consiglio per rimediare a questa follia che commisi anni fa, sarei grato. Una cosa ho imparato: la verità accompagna il tempo, e la vita va affrontata con onestà, perché le scorciatoie spesso portano a sentieri più difficili da percorrere.




