Ti racconto questa storia come se fossi qui davanti a me sul divano, tra un caffè e due chiacchiere. Allora, cera questa ragazza, si chiamava Alessia. E sai, Alessia è cresciuta praticamente da sola, anche se i suoi genitori erano vivi e vegeti. La mamma la vedeva solo attraverso qualche foto e qualche chiamata su WhatsApp, il papà invece abitava accanto, sempre nello stesso palazzo a Bologna, ma non le dava mai nemmeno mezzo soldo di attenzione, come se avesse paura che lei gli chiedesse qualcosa.
Quando era più piccola, Alessia si arrabbiava parecchio con la madre, pensava che le avesse preferito il proprio benessere e una vita più leggera. Ma col tempo lha capita. Insomma, restare incinta a sedici anni in una delle città dellEmilia, col padre del bambino che era pure un compagno di liceo e vicino di casa mica è facile. Almeno il coraggio di tenerla non le è mai mancato. Poteva anche decidere diversamente, ma invece no. Alla fine, la madre di Alessia, Francesca, laveva lasciata in braccio ai nonni appena nata, ma Alessia gliene era grata. Alla fine, chi lo sa come sarebbe cresciuta se fosse rimasta con una madre che, a dirla tutta, non era proprio portata per fare la mamma.
Comunque, Alessia è stata fortunata: uninfanzia serena, piena di affetto. I nonni la adoravano, e la madre le mandava un sacco di vestiti allultima moda e giochi colorati da Milano. Quando Francesca si è sposata con uno straniero e si è trasferita a Parigi, i pacchi e i bonifici in euro sono diventati ancora più frequenti.
A volte Alessia si chiedeva se la madre stesse cercando di recuperare il tempo perso e farsi perdonare a forza di regali. A diciottanni, addirittura, le ha mandato abbastanza soldi da permettere ai nonni di comprarle un piccolo appartamento in città. Così, quando sarebbe andata alluniversità, aveva la sua indipendenza e non doveva stare in uno stanzino della casa dello studente.
Insomma, Francesca ci provava in tutti i modi a far capire ad Alessia che tutto quello che aveva fatto, laveva fatto per lei, per il suo bene. I nonni erano un po sorpresi, ma Alessia non portava rancore verso la madre; certo, non cera nemmeno un grande attaccamento.
Quando Francesca tornava in Italia, la gente pensava che lei e Alessia fossero sorelle, tanto si assomigliavano. E Francesca, a trentanni passati, ne dimostrava appena venticinque: sempre curatissima.
Che dici, Ale, vieni via con me stavolta? le chiedeva ogni tanto.
No mamma, ho ancora gli esami, devo finire luniversità.
Brava la mia bambina Tieni, questo è il mio nuovo numero. Se ti serve qualcosa, soldi o altro, tu chiamami sempre, va bene?
Grazie mamma, davvero, hai già fatto tanto per me. Mi hai mandato i soldi per laffitto e tanti vestiti, sono a posto.
Non ci faceva nemmeno caso, Alessia, al brivido che correva sulla schiena della madre ogni volta che la chiamava mamma. Francesca sembrava non essere mai stata pronta veramente a vestirsi di questo ruolo. Anche al marito francese aveva raccontato una mezza verità: che aiutava i genitori e una sorella minore in Italia, ma di una figlia grande mai parlato.
Magari lamava anche, Alessia, ma era un affetto diverso, più da cugini che da madre e figlia.
Quando il marito la lasciò di punto in bianco per una sua connazionale, è corsa subito da Alessia.
Ale, ti va se resto da te ancora un po?
Certo, mamma! Tanto tra poco mi sposo e poi andrò a stare con Matteo.
Ti sposi? Ma non sei un po giovane? Hai appena compiuto ventanni!
Giovane?! Mamma, tu mi hai avuto che eri ancora più giovane Ma non lo disse ad alta voce, non voleva mettere il dito nella piaga né sembrare maleducata. Tanto ormai era grande e decideva lei quando e con chi sposarsi.
Alessia, ogni tanto, non poteva fare a meno di fare dei confronti tra la futura suocera e la madre. I genitori di Matteo lavevano accolta come una figlia loro, la madre sua invece appena si informava su chi fosse il futuro sposo.
Al matrimonio ci sarò, ora però ho bisogno di staccare, vado qualche settimana in Grecia a riprendermi.
Grecia, che sogno! Matteo ogni tanto ci va per lavoro, adesso proprio ieri è partito lui
Erano giorni stressanti per Alessia, mancavano pochi giorni alle nozze ed era esausta a furia di organizzare tutto e sistemare dettagli. Matteo aveva dovuto trattenersi per lavoro, la madre sparita senza dare più notizie. Una cosa però la teneva su: la gioia che avrebbe dato a Matteo quando gli avesse detto che aspettavano un bambino!
Sì, non era davvero nei piani subito, ma ormai il matrimonio era alle porte e nessuno avrebbe potuto mai pensare che stavano insieme solo per il bambino.
Finalmente, ecco Matteo di ritorno dalla Grecia. Alessia scherzava: Ehi, pensavo ormai che ti fossi innamorato di qualche greca e non volessi più sposarmi!
Dai, smettila, lo sai che a me basta solo te Ma una scappatella, in realtà, laveva avuta, proprio in Grecia, e di quelle che poi ti si ritorcono contro come un fulmine a ciel sereno.
Non passano che pochi giorni, che eccola lì davanti alla porta Alessia, mentre si trova dentro casa una certa Claudia, una ragazza che aveva conosciuto Matteo in Grecia.
Quali segreti mi stai nascondendo, Matteo? chiede Alessia. Stava per cadere tutto in pezzi.
Quali segreti? Aspetto il tuo bambino, a lui lho già detto risponde Claudia, convinta.
Ripeti un po? TU aspetti un bambino da mio marito?! È uno scherzo?
Ti sembro una che scherza? Ci siamo conosciuti in Grecia e beh, vabbè, ci siamo divertiti e tutto il resto Matteo, raccontale anche tu!
Alessia non ce la fa più: Fuori! Tutti e due, via da casa mia!
Matteo, con la faccia di uno che ha capito troppo tardi la lezione, cerca di giustificarsi: Ale, è stato un errore assurdo, questa storia non doveva nemmeno accadere
Errore?! Lerrore vero è stato pensare che tu fossi una persona su cui poter contare!
Così Alessia chiede il divorzio. Non perdona Matteo, non parla più con la madre sua. Torna così dai nonni, nel paesino vicino a Modena, dove nasce suo figlio, un maschietto bellissimo e pieno di vita. Nessuna notizia della madre né dellex marito, e neanche la vuole.
Poi, un mese dopo la nascita del figlio, una chiamata dallospedale Maggiore di Bologna.
Lei è la figlia di Francesca Romano?
Sì, è successo qualcosa?
Mi dispiace, sua madre non ce lha fatta durante il parto. È nata una bambina, pensavamo magari a lei, se vuole prendersene cura Altrimenti dobbiamo affidarla alla casa famiglia.
Vado io. Vengo subito io!
E così Alessia prende in casa anche quella bambina. Non poteva fare altrimenti, il cuore le avrebbe scoppiato in petto.
Matteo, lex marito, la bambina non lavrebbe mai presa con sé, per lui la colpa era stata sempre solo della madre di Alessia come se gli errori si potessero scaricare tutti su di lei.
Ma Alessia pensava che la colpa fosse un po di tutti, un po per uno. Ma cera una cosa che sentiva forte: i bambini non devono mai pagare per gli sbagli dei grandi. I bambini portano solo felicità. E la felicità, si sa, non è mai troppa.




