Una sola richiesta
Vittoria scopre il trasferimento della nonna tramite una vicina. La visita sempre il giorno del suo onomastico, le compra una torta e un sacchetto di susine la nonna ne va matta. Si ferma davanti al portone, mentre cerca il telefono che squilla, ed è allora che la vicina del primo piano la chiama:
Vittoria, sei tu? La nonna si è trasferita.
A dire il vero, non è la sua vera nonna, ma la nonna del suo ex marito. Si erano conosciuti alluniversità, e lui allora viveva con la nonna. Quando le aveva presentato, Vittoria era terrorizzata, si sentiva in prova. I genitori di Niccolò erano mancati, era cresciuto solo con lei fin da bambino. Tuttavia, le sue paure furono inutili: la nonna la accolse subito come una figlia.
Si sposarono al quinto anno di università, e per regalo di nozze la nonna fece loro un dono incredibile un appartamento mono locale. Sì, alla periferia della città, quinto piano e senza balcone, ma era comunque un posto tutto loro. Aveva risparmiato tutta la vita, senza voler disturbare i giovani.
Vittoria non aveva mai avuto niente di suo. Il patrigno controllava che non mangiasse più dei suoi figli, che non usasse più acqua, e la sgridava sempre perché sprecava elettricità. A diciassette anni trovò lavoro come cameriera, affittò una minuscola stanza, simile a uno sgabuzzino. Non aveva diritto al dormitorio, avendo la residenza in città. Così lappartamento mono locale le sembrò un vero palazzo.
Ci abitò poco. Un anno dopo il matrimonio, rientrando dalla sua giornata di lavoro unora prima del solito (voleva preparare la colazione a Niccolò), trovò nel letto una bionda dal naso allinsù. Fumava lasciando il fumo salire verso il soffitto, mentre dal bagno arrivava il rumore dellacqua. La bionda non si scompose affatto, si coprì solo col plaid che la nonna aveva regalato loro per Capodanno.
Così finì la loro storia, durata cinque anni. Vittoria non fece scenate, si separarono civilmente. Lappartamento rimase a Niccolò, ovviamente; non pretendeva nulla, anche se la bionda, presente ad ogni fase del divorzio, sibilava forte: “Fatti firmare una dichiarazione, che domani finisce con qualche autista e si prende lappartamento nei tribunali!”
Dove si è trasferita? chiede Vittoria mentre rifiuta la chiamata.
Nellappartamento vostro! Quei due avranno presto il bambino, e hanno fatto il cambio.
Vittoria si preoccupa la nonna si muoveva male dopo la frattura dellanca, e quellappartamento è senza ascensore, al quinto piano. Come farà lì? Prima, lei e Niccolò avevano pensato insieme di trasferirsi dalla nonna per occuparsi di lei, ma ora la nonna sarebbe rimasta sola, in un luogo nuovo dove non conosce nessuno. Qui, invece, il palazzo la conosce tutta, qualcuno da cui chiedere aiuto cè sempre.
La notizia del bambino la ferisce anche Niccolò con lei aveva sempre rifiutato lidea di diventare padre, dicendo che doveva vivere solo per sé.
Va bene, grazie, zia Caterina.
Esce, va alla fermata, aspetta lautobus e si sorregge al corrimano spelacchiato, proteggendo la torta dallo scuotimento, per quaranta minuti.
Rientrare nellappartamento dove per un anno era stata la persona più felice al mondo è triste. Percorre il solito percorso, nota piccoli cambiamenti la nuova insegna al negozio, il campo recintato Nel cortile hanno montato una nuova area giochi, e un bambino di circa sei anni siede vicino a una pozzanghera, con i piedi a mollo.
Sono in spiaggia! esclama allegro.
Vittoria sorride e tira fuori una barretta di cioccolato dalla tasca.
Tieni, Robinson!
La nonna, come sempre, finge che tutto va bene, e dice di essere stata lei a proporre il trasferimento.
Niccolò viene qui, fa la spesa, mi accompagna in ospedale se serve, spiega.
E quando è stato lultima volta?
Ieri, proprio.
Vittoria capisce che la nonna sta mentendo: il sacco dellimmondizia sotto il lavello è pieno e già emana odore; il pane è talmente duro che potresti inchiodare.
Vado io a fare la spesa, propone. Dovevo comunque comprare un po di formaggio, mi sono dimenticata.
La storia del formaggio è una bugia.
La nonna protesta, ma Vittoria insiste. Quando riparte, lascia apposta lombrello per tornare, così da avere una scusa e passare di nuovo dal negozio. Allinizio la nonna fa resistenza, dice che non serve, insiste che Niccolò arriva; ma quando in autunno Vittoria si ammala e sta a casa per una settimana (temendo di contagiarla), è la nonna stessa che la chiama, chiedendo timidamente quando riuscirà a farle visita.
Girare sempre è faticoso, così Vittoria trova una soluzione: si accorda con il bambino che gioca in spiaggia per 10 euro a settimana porta via la spazzatura ogni giorno, e la spesa la ordina con la consegna a domicilio. Compra anche uno smartphone per la nonna, insegnandole ad usare le app. Niccolò diceva sempre che la nonna non sarebbe mai riuscita, però invece ci riesce. Vittoria le fa visita una volta a settimana, a volte meno, a volte più. La nonna sembra aver dimenticato che Niccolò era stato il marito di Vittoria, si pavoneggia col primo nipote, si commuove ai video che Niccolò le manda sullo smartphone nuovo.
Ti hanno già portato il bisnipote? chiede Vittoria.
Ma che dici, è piccolo ancora!
Al compimento dellanno, però, il bisnipote arriva la nonna chiede a Vittoria di ritirare 500 euro dalla carta per il regalo. Così Vittoria sa di tutte le visite di Niccolò: per il suo compleanno, quello del bambino, a Natale, e ancora una volta ad aprile, probabilmente il compleanno della bionda. Per ogni festa la nonna ritira una bella cifra come dono.
Anche a Vittoria prova a dare dei soldi, ma lei rifiuta.
Mi offendo davvero tanto, le dice.
Un giorno la nonna le dice:
Va bene. Ma allora prometti che esaudirai solo una mia richiesta. Non insisterò più con i soldi.
Quale?
Te lo dirò poi.
Poi sia; Vittoria accetta.
Quando nella sua vita arriva Paolo, la nonna è la prima a saperlo. Vittoria non parla più con sua madre dopo il secondo matrimonio, beve insieme al patrigno, non fa altro che insultarla, chiamandola sfortunata.
Hai lasciato un uomo con la casa, ma come si fa! Passerai la vita nei tuoi scatoletti!
Paolo non ha la casa. Ma promette che la guadagnerà. È cinque anni più giovane e Vittoria resiste a lungo alle sue attenzioni, ma alla fine cede. È gentile e allegro, anche la sua famiglia la accoglie, vivono in una villetta in periferia, e oltre a Paolo ci sono altri cinque fratelli.
Non ho avuto il coraggio per la settima figlia, le confida la madre di Paolo con un sorriso triste. Ora aspetto le nipotine. Tu come sei, carriera o figli?
Voglio dei figli, ammette Vittoria.
Allora aspetto la nipotina: Paolo è il più serio, gli altri sono ancora scapestrati!
Si sposano senza grande festa, investono i risparmi in un viaggio. Vittoria si preoccupa molto per la nonna, ma non cè altra scelta.
Non a caso si preoccupa. Nessuno sa bene cosa sia successo forse si è sentita male e ha chiesto aiuto, o forse ha provato a portare la spazzatura la trovano sulle scale, ormai fredda.
Vittoria sa che ora non deve farsi prendere dalla tristezza solo il giorno prima aveva fatto il test e non vedeva l’ora di raccontarlo alla nonna Ma come si fa a non provare dolore? Se non fosse partita niente sarebbe successo! Nemmeno ai funerali riesce ad arrivare; Niccolò non le dice nulla, pur sapendo che ancora è in contatto con la nonna. Ma non si mette a litigare con lui.
Pochi giorni dopo la chiama la moglie di Niccolò.
Pensi di essere furba? Andremo in tribunale e dimostreremo che era incapace quando ha firmato!
Vittoria non capisce di cosa si tratti. La bionda urla, la insulta, e solo alla fine della conversazione Vittoria capisce che parlano di qualche appartamento.
Il giorno dopo la chiama il notaio. Le chiede di passare a leggere il testamento. Scopre che la nonna le ha lasciato una lettera.
Vittoria la legge tra le lacrime. La nonna scrive di quanto le vuole bene, la ringrazia con parole che le fanno vergogna lei non ha fatto tutto ciò per gratitudine, ma perché la amava, come fosse sua famiglia. E non aveva nessun altro da amare. Ecco la mia richiesta: accetta questa casa in dono, non ho altro da offrirti.
Vittoria pensa di riferirsi allappartamento dove abitava la nonna, ma il notaio le spiega che è quello dove vivono Niccolò e la moglie, il bilocale. Il mono locale era già di Niccolò, la nonna glielo aveva regalato.
Chiede tempo per riflettere e ne parla con Paolo. Non vuole nessuna casa, non vuole che la chiamino e la minaccino, non rischia nemmeno la gravidanza. Ma non esaudire la richiesta della nonna sarebbe improprio. Discutono a lungo e raggiungono una decisione comune.
Niccolò e la moglie vengono convocati dal notaio. Questi dice a Vittoria che forse non è molto saggia, ma non discute oltre.
La moglie di Niccolò si scaglia contro Vittoria e vorrebbe passare alle mani se Paolo non fosse con lei, riversa rabbia, minaccia.
Basta! improvvisamente grida Niccolò. La casa le spetta, perché per tre anni ha badato alla nonna.
Vittoria rimane senza parole: aveva preparato un discorso lungo.
Non cè altro da discutere, le cose si sistemano, traslochiamo e lasciamo lappartamento, dice senza guardarla.
Vittoria allora espone il suo piano. Non vuole rovinare la loro vita, le basta il mono locale in periferia. Si sono accordati con il notaio, devono solo avere il consenso di Niccolò.
Per la prima volta Niccolò la guarda, con occhi colpevoli.
La moglie si calma subito e chiede caffè e biscotti, stanca del viaggio, potevi dirlo subito, non farci perdere tempo.
Vittoria dà alla luce una bambina. La chiama Sofia, come la nonna. La madre di Paolo è al settimo cielo, e altre nipotine arriveranno, ma Sofia resterà sempre la preferitaLa prima volta che Vittoria porta Sofia nel vecchio appartamento, la bimba ha appena imparato a muovere passi traballanti. Aprendo la porta, lodore di fiori secchi e caffè sembra svanire, ma la luce che rimbalza sul plaid di capodanno, ancora piegato sul divano, è la stessa di allora.
Sofia si guarda intorno curiosa, si ferma davanti a una foto incorniciata della nonna. Vittoria abbassa la bimba sulle ginocchia e indica la signora coi capelli raccolti e il sorriso gentile.
Questa è la tua bisnonna, dice piano. Lei ha fatto tutto questo per noi.
Sofia prende il ritratto, lo osserva, poi lo posa accanto a una susina sul tavolo.
Fuori, il bambino che giocava alla spiaggia ormai ha compiuto undici anni, ma saluta sempre Vittoria quando passa. Gli lascia la barretta di cioccolato che la nonna avrebbe dato.
A volte Vittoria sente nostalgia, ma quando è seduta sul balcone, con Sofia sulle ginocchia, guarda le nuvole scorrere veloci e pensa che ogni casa si riempie di vita nuova, anche se porta tracce di chi cera prima.
Sofia cresce in un posto che era stato prima un dono, poi una promessa, infine una richiesta esaudita. Un giorno, quando chiede mamma, chi era la nonna Sofia?, Vittoria le racconta che nessuno al mondo le ha mai insegnato a donare senza calcolare, e che ogni tanto basta una sola richiesta, fatta col cuore, per cambiare la vita di chi amiamo.
Ed è così che, tra lodore di torta e il ricordo di susine, lappartamento non fu mai solo un luogo, ma una piccola storia di generosità che continua a crescere, finché qualcuno la ricorda.





