Insospettita dal marito, una donna assume un investigatore privato: ma quando arriva all’indirizzo i…

Da tempo ormai sospettavo che mia moglie mi tradisse. Troppi incontri di lavoro, troppe trasferte per recuperare pezzi in magazzino, troppi profumi addosso che non trovavano spiegazione. Ho sopportato, ho taciuto, ho guardato finché non ho deciso di ingaggiare un investigatore privato, che prometteva risposte rapide in pochi giorni. E proprio questa mattina ho ricevuto il suo messaggio: solo un indirizzo, senza commenti. «Si rechi subito. È importante. Deve vedere tutto con i suoi occhi».

Ho guidato quasi unora fuori Milano, sempre più lontano dalla città, finché la strada si è trasformata in un sentiero stretto tra i boschi. Sentivo il cuore battere così forte che sembrava potesse spaccare il silenzio nellabitacolo.

A ogni chilometro lansia cresceva, mentre la sicurezza lasciava spazio a un senso crescente di inquietudine. Mi aspettavo di trovare la casa di un amante, oppure lauto di mia moglie parcheggiata davanti a qualche cascina isolata.

Avevo sospettato il tradimento, avevo assunto un investigatore ma quello che avrei visto allindirizzo ricevuto mi avrebbe gelato il sangue.

Mi sono trovato davanti a una vecchia costruzione in mattoni rossi, mezza nascosta tra gli alberi del bosco. Non cerano auto, nessun segno di vita. Solo unenorme malinconia e uno strano senso di angoscia mi sono scesi addosso.

Sono sceso, stringendo il telefono in mano, pronto a chiamare linvestigatore o persino la polizia se fosse servito. La porta di quella baracca era socchiusa, come se fosse stata appena spinta da qualcuno entrato in fretta.

Ma quello che cera dentro non somigliava affatto a ciò che temevo: niente amanti, niente tradimenti come li avevo immaginati.

Mi sono avvicinato, ho spinto la porta che ha scricchiolato piano, come a mettermi in guardia. Dentro sapeva di umido e ferro vecchio. Il pavimento era coperto di sporcizia, tranne in un angolo dove si vedeva una tavola di legno troppo perfettamente posata per essere lì per caso. Lho raggiunta, lho tastata con la mano e la tavola si è spostata senza rumore.

Dietro cera una stanza piccola, buia. Su un materasso lurido sedeva una donna. Viva, ma sfinita, pallida. Al suo piede una catena.

Sono rimasto senza fiato, incapace di muovermi. Lei ha alzato lentamente il volto verso di me, con gesti lenti e dolorosi.

Sei il marito? ha sussurrato. Non dovevi venire qui. Mi aveva detto che non avresti mai scoperto nulla.

Chi? ho balbettato, la voce quasi soffocata.

La donna si è voltata di lato.

Tua moglie. Mi tiene qui da sette mesi. Dice che sta cercando una sostituta.

Solo in quel momento ho notato il vassoio a terra, ancora con della minestra calda. Qualcuno era stato lì da poco.

E dietro le mie spalle, allimprovviso, ho sentito dei passi. Era la polizia, chiamata dallinvestigatore.

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