Il segreto di Larisa: la misteriosa felicità di una ragazza di provincia tra pettegolezzi, maternità e un amore inaspettato nel cuore dell’Italia rurale

La mia storia ha inizio in un piccolo paese dellentroterra toscano, quasi più simile a una frazione che a una vera cittadina. Lì viveva una ragazza di nome Fiorella Romano. Un giorno, mia madre, che credeva fermamente in sortilegi e superstizioni popolari, decise di portarmi insieme a lei dalla cartomante del paese, la vecchia Zia Elda.

Zia Elda sparse le carte sul tavolo e, dopo averle scrutate a lungo con i suoi occhi grigio-azzurri, disse a mia madre:
Sarà felice, la tua Fiorella. Avrà tutto nella vita. Solo che non vedo un uomo vicino a lei.

Avevo avuto dieci anni da poco, ma quelle parole mi rimasero scolpite dentro senza che ne comprendessi davvero il senso.

Gli anni passarono, e Fiorella sbocciava in una giovane donna robusta e bella. I ragazzi del paese perdevano la testa per lei, si rincorrevano morbose voci sui suoi corteggiatori, ma lei non sembrava innamorarsi mai davvero. Un po usciva con luno, un po con laltro, ma con nessuno sembrava voler andare fino in fondo.

Nonostante la bravura a scuola, decise di non andare alluniversità e rimase a lavorare nel caseificio locale. Qualche voce insinuava che avesse una relazione con un capo, ma nessuno li aveva mai visti insieme.

Le donne del caseificio avvertivano una delle nuove arrivate:
Guarda che qui rischi di piantare radici, come la Fiorella. Peggio per te se non corri in città. Con la tua bellezza ti sistemerebbero subito.

Fiorella ascoltava e rispondeva alle chiacchiere con un sorriso, senza mai cedere a spiegazioni.

Improvvisamente, il paese fu travolto da una notizia: Fiorella era incinta!
Subito si scatenarono pettegolezzi e congetture su chi potesse essere il padre del bambino. In molti ci provarono a indovinare, ma nessuno sapeva nulla.

La madre di Fiorella fu decisa:
Ce lhai fatta ti sei rovinata la reputazione! Ormai arrangiati da sola. Niente aiuti da me: hai voluto il bambino, ora crescitelo. E vedi anche dove andrai a vivere, qui da me non ci resti. Hai un mese di tempo.

Va bene, mamma rispose Fiorella, serena Vado via. Ma non chiedermi mai di tornare.

Due settimane dopo, Fiorella acquistò con pochi euro una piccola casa appena fuori dal paese, già arredata. I figli di una vecchia signora se ne volevano sbarazzare e svendettero tutto. Tutti si chiedevano dove avesse trovato i soldi, che restarono un segreto.

Poi accadde lincredibile: la casa fu rimessa a nuovo in poco tempo, sembrava uscita da una rivista. Recinsero il giardino con una buona staccionata, scavato un pozzo, alcuni uomini fecero tutto con velocità ed efficienza.

Poi videro corrieri consegnare a Fiorella scatoloni con elettrodomestici e mobilio nuovo. Era sempre serena, con il sorriso sulle labbra: tutto tranne limmagine della solita ragazza abbandonata e triste.

Quellautunno nacque suo figlio, che chiamò Andrea. Nel cortile della nuova casa spiccava una carrozzina celeste. Fiorella tornò in forma presto, così bella e in ordine che le signore la guardavano con ammirazione. Sempre elegante, la vedevi passare per il paese a testa alta, completamente a suo agio.

A casa lavorava sodo: tra Andrea e la campagna, accudiva lorto, la stufa, faceva la spesa e le pile di bucato. Ma non si lamentava mai, era abituata al lavoro e risolveva ogni problema da sola.

Le vicine, vedendo quanto fosse operosa e sincera, col tempo la presero in simpatia. Se doveva andare via affidavano il piccolo Andrea a una di loro. Ogni tanto qualcuno aiutava con lorto o la legna, ma Fiorella riusciva quasi sempre da sola.

Quando Andrea compì due anni, una mattina si sparse una nuova diceria:
Hai visto? Fiorella è di nuovo incinta!

Ma va! Sarà uno sbaglio tuo

Macché sbaglio! Vai a vedere con i tuoi occhi

Tutto il paese tornò a parlare di lei: chi mai poteva essere il padre? Nessuno laveva mai vista con un uomo!

Fiorella ignorava ancora una volta le chiacchiere. Nel frattempo, le migliorie continuavano: fece costruire una piccola sauna, far arrivare il metano fino a casa da un percorso speciale, piantò in giardino una serra moderna in policarbonato, costosa.

Ma dove li prende questi soldi una donna sola? Chissà che protettore avrà, magari uno che conta! dicevano con sospetto. Però il mistero rimaneva.

Ben presto arrivò unaltra carrozzina, sempre azzurra: era nato Francesco, fratello di Andrea. E dopo altri due anni, ecco Marco, il terzo figlio.

Tre figli, e nessuno aveva mai scoperto da chi. Alcuni la deridevano apertamente, altri la ammiravano per il coraggio; qualcuno la indicava come cattivo esempio alle sue figlie.

Sua madre non riusciva a comprenderla, se ne vergognava e non tentava alcun avvicinamento coi nipoti.

Fiorella invece camminava sempre a testa alta, ignorando giudizi e pettegolezzi.

Passò del tempo e, un giorno, davanti alla casa di Fiorella arrivò una bellissima Alfa Romeo. Ne scese il direttore del caseificio, dottor Giorgio Bianchi, con un grande mazzo di fiori. Entrò in casa, mentre di fuori si radunava un capannello di curiosi.

Tutti sapevano che Giorgio aveva perso la moglie lanno prima. Lei era stata malata a lungo, e lui non laveva mai abbandonata. Si era affidato solo qualche volta a una badante, ma era rimasto sempre fedele fino alla fine.

Fiorella accompagnò Giorgio alluscita, trovandosi davanti una folla di paesani. Lui la strinse a sé e la baciò, davanti a tutti, poi dichiarò con voce ferma:

Fiorella ha accettato di sposarmi. Noi e i nostri figli vi invitiamo tutti al matrimonio.

Calò il silenzio in paese. Tutti fissavano la coppia felice, e soltanto allora si resero conto di quanto quei bambini somigliassero proprio a Giorgio…

Dopo quello, fioccarono le felicitazioni e gli auguri da ogni dove.

Il matrimonio fu splendido e partecipato. Poco dopo, Giorgio portò Fiorella e i ragazzi nella sua grande casa. Tutti gli abitanti aiutarono con il trasloco: cera aria di festa.

Lanno dopo, nella nostra famiglia arrivò finalmente la tanto attesa bambina

Ho riflettuto spesso su questa storia. Da allora, ho capito che le parole delle cartomanti e la curiosità della gente non dovrebbero mai guidare la nostra vita. Limportante è seguire il proprio cuore e la propria strada: solo così si trova davvero la felicità.

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Vivi ancora un po’, nonno.