È andata in pensione e si è sentita irrimediabilmente sola: solo in vecchiaia ha capito di aver vissuto male la sua vita

Mi sono ritirato dal lavoro e il senso di solitudine mi è entrato nelle ossa. Solo ora, quando gli anni sono tanti, realizzo di aver vissuto la mia vita in modo sbagliato.

Molte donne pensano che la solitudine sia una condanna terribile. Credono che la felicità stia nellavere una famiglia numerosa, mille problemi e responsabilità da affrontare ogni giorno. Io, però, ho sempre sostenuto il contrario. Ho vissuto tutta la mia vita per me stessa. Nessuno mi ha mai chiesto niente. Nessun obbligo, nessun legame. Nessun gioco di famiglia.

Dopo luniversità, ho iniziato a lavorare per una grande azienda nel settore turistico a Milano. Per un periodo sono stata anche modella per una nota casa di moda. Sono riuscita a guadagnare molti soldi, più di quanto potessi mai immaginare. Le mie migliori amiche erano anche loro donne di successo, tutte con ottime posizioni e benestanti.

Mi sono sempre ritenuta una donna fortunata e ricca. Ho viaggiato in tutto il mondo: Parigi, New York, Tokyo, Buenos Aires. Nella mia vita ci sono stati degli uomini con cui mi sono divertita, ma alla lunga mi stancavano. Se perdevo interesse, semplicemente chiudevo la relazione. Mai una volta ho pensato ai figli. Dovevo forse sacrificare il mio tempo libero? Trasformarmi da donna elegante e affermata a una di quelle madri ansiose per qualsiasi sciocchezza? Le responsabilità mi facevano paura.

Gli anni sono volati senza che me ne accorgessi. Ora sono in pensione, con una piccola rendita che arriva puntuale ogni mese: sono sola completamente. Non mi sono mai sposata, non ho avuto figli. Adesso che sono avanti con letà, mi accorgo che avrei voluto almeno un figlio. Allinizio non avevo desiderio, poi non cera tempo, poi è stato semplicemente troppo tardi. Non pensavo che essere madre potesse essere una felicità.

Osservando mia sorella Caterina, che ha due figli e tre nipotini, mi sento sopraffatta dal rimorso. Sono stata arrogante, ho rifiutato consigli e opinioni. Oggi vorrei rimediare: tornare a parlare con la mia famiglia, passare il tempo con i nipoti, magari conoscere finalmente un uomo che, come me, si trova solo e desideroso di ricostruire una famiglia. Chissà, forse non è troppo tardi per cambiare qualcosa.

Scrivendo queste righe, mi rendo conto che nessuna carriera, nessun viaggio e nessun conto corrente in euro potranno mai sostituire laffetto vero. La solitudine, alla fine, non si baratta con nulla. Oggi so che è meglio condividere la vita, anche solo con una persona cara, piuttosto che proteggerla come un tesoro chiuso in cassaforte.

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