Sei un traditore: niente matrimonio!

Ma dai, amore mio, dimmi la verità cosa pensi che sia sta roba? Andrea giusto gettò unocchiata alla foto. Io amo solo te, non mi serve nessun altra, dai sarà sicuramente una foto ritoccata.
Davvero? E chi mai dovrebbe farlo, secondo te? Livia sentì proprio una fitta al cuore per quanto Andrea sembrava prenderla alla leggera. Si stava pure giustificando senza neanche impegnarsi davvero.

Il salone di bellezza che aveva ereditato dalla nonna, a dirla tutta, non le interessava più di tanto. Quello che adorava davvero era insegnare pittura ai bimbi alla scuola darte. Mica era stupida però: leredità non laveva rifiutata.

Il salone portava pure buoni incassi, e cera una signora affidabile che lo gestiva benissimo.

Così Livia si dedicava a ciò che la faceva felice, senza preoccuparsi di come sbarcare il lunario. Lunica cosa che le mancava era una famiglia tutta sua.

Dopo che la nonna era mancata, a 27 anni Livia si era ritrovata a sentirsi terribilmente sola. Un anno dopo, a una mostra, aveva conosciuto Andrea.

Bello, con un sorriso un po timido: laveva conquistata subito con i suoi modi, la sua gentilezza e quella tenera attenzione che aveva per lei.

Dopo due mesi, Andrea laveva invitata a casa per farle conoscere suo patrigno, il signor Giorgio.

Mio padre è venuto a mancare quando avevo solo quattro anni, le raccontò Andrea. Mia madre si è risposata dopo dieci anni.

Zio Giorgio non lho mai chiamato papà, però andiamo daccordo.

Quando mia madre è morta, due anni fa, sono rimasto io e lui.

Giorgio era uno di quegli uomini eleganti, sempre composti, con uno sguardo brillante non li dimostrava affatto i suoi 56 anni.

Anche Livia gli piacque subito.

Ma che fortuna che ha avuto il nostro vagabondo, disse il signor Giorgio, baciando la mano a Livia con un sorriso galante.

Vagabondo io? Ma dai, Giorgio! protestò Andrea, facendo finta di offendersi.

Un uomo vero non fa il responsabile degli hobby, scherzò Giorgio. Comunque, ti è andata proprio doro con questa futura sposa!

Allinizio Livia era imbarazzata, ma poi si ritrovò a ridere di cuore tutta la sera alle sue battute, al punto che Andrea si fece pure un po geloso.

Dopo sei mesi, Andrea le chiese di sposarlo. Livia era al settimo cielo, completamente innamorata e immersa nei sogni di una famiglia insieme. Proprio per questo ci mise un po a capire cosa fossero quelle foto che le arrivarono su WhatsApp.

Appena realizzò, rimase senza parole.

Nelle foto, Andrea abbracciava e baciava con tanta dolcezza una ragazza diversa, sempre con quel suo sorrisetto timido.

E la data? Solo un paio di settimane prima.

Ma amore mio, cosa vuoi che sia? Andrea diede ancora unocchiata distratta. Io amo solo te, nessuna mi interessa. Sarà un fotomontaggio di sicuro.

E per quale motivo qualcuno dovrebbe farlo, senti? Livia si innervosì ancora di più per la sua indifferenza. Si giustificava con una pigrizia incredibile.

Boh, non ne ho idea, rispose lui pacatamente. Ci sono tanti squilibrati in giro.

E Livia perse la pazienza. Un altro avrebbe cercato di spiegarsi, di rassicurarla, di difenderla E invece Andrea non solo laveva tradita, ma nemmeno sembrava sentirsi in colpa.

Sei un traditore! Il matrimonio non si fa! gridò Livia e scappò dalla casa, lasciando Andrea senza parole.

Tre giorni chiusa in casa a piangere, altri sette senza mettere il naso fuori, tirando fuori la storia della malattia per restare a casa. Pensò e ripensò a tutto, ad Andrea che, tra laltro, non si era mai fatto sentire e poi, raccolse le forze.

E se davvero fossero foto false? Se qualcuno voleva solo dividerli? Ormai si possono creare foto di qualunque tipo con lintelligenza artificiale E lei, Livia, si era arresa così, senza lottare sul serio.

Poi, scopre navigando online che la ragazza delle foto esiste veramente. Trova il suo profilo si chiama Violetta addirittura in tre social diversi. Organizziamo un incontro.

Ma quelle sono foto vecchissime, ride Violetta quando Livia le spiega tutto e le mostra le immagini. Sono passati più di dodici mesi.

Ma cè la data! balbetta Livia, confusa.

Ma dai! È la cosa più facile del mondo cambiare la data, Violetta la guarda quasi con pena. Se qualcuno vuole davvero, è un attimo.

Sei stata tu?

Ma figurati! Per cosa, poi? Io con Andrea ho chiuso un secolo fa, poi ci siamo trovati incompatibili. E tra poco pure io mi sposo.

Davvero? Ma sul tuo profilo non si vede traccia di fidanzati, dice Livia, sospettosa.

Sai comè la felicità ama il silenzio, ribatte Violetta. Non si sa mai, meglio evitare che vada tutto allaria. Ma le foto del matrimonio, quelle sì, le pubblicherò!

Insomma, sembrava tutto chiaro: qualcuno aveva inscenato tutto e Livia ci era cascata come una pera cotta. Doveva rimediare.

Ma ai messaggi e alle chiamate Andrea non rispondeva. Così, dopo due giorni, Livia decise di andare a casa sua.

Arriva la sera, giusto in tempo, e che ti vede? Andrea che scende dallauto della sua odiosa ex amica Chiara.

Loro, da piccole, erano cresciute nello stesso palazzo e per un po erano amiche, poi avevano smesso di parlare. Livia faceva fatica a sopportare il modo insistente e vistoso di Chiara.

Da un po si erano limitate a un ciao e stop, a parte qualche rapido scambio quando la nonna di Livia era morta.

Chiara aveva cercato in ogni modo di convincerla a vendere il salone. Diceva che al suo posto ci sarebbero stati benissimo i suoi studi di massaggi. Ne aveva già un paio, ma quel locale era un vero gioiellino.

Eh già! Livia sapeva benissimo che non era solo massaggi quello che si praticava là dentro! E poi a lei il salone serviva! Aveva rifiutato mille volte le sue offerte. E ora? Voleva pure prendersi il suo futuro marito?

Mentre pensava a tutto questo, vede la coppia salutarsi affettuosamente e Chiara riparte.

Che ti avevo detto, che Andrea è un buono a nulla, la voce di Giorgio alle sue spalle la fa sobbalzare.

Buonasera, signor Giorgio, borbotta lei, rossa in viso.

Buonasera. Non star lì a pensare ad Andrea, eh Sposati con me piuttosto! Giorgio lo diceva scherzando, ma gli occhi erano seri.

Ora non posso, davvero, Livia si scusa e quasi scappa via.

Trovare Chiara fu facile. Quando Livia rientrò nel suo cortile, la vide parcheggiare.

Cosè, hai deciso di rubarmi il fidanzato? fissò Chiara dritto negli occhi. Ma con le fotografie hai toppato! Ho scoperto tutto.

Fotografie? Di cosa parli? Chiara la guardò perplessa, sembrava davvero sincera.

Vuoi dirmi che non eri tu a mandarmi le foto di Andrea con unaltra? Che volevi incastrarlo e soffiarmi il fidanzato?

Livia, ma davvero ti senti bene? Non ho mandato proprio nulla. Andrea stesso, tra laltro, ci stava provando con me già una settimana fa. Ma non eravate già lasciati?

Guardandola in faccia, Livia capì che Chiara non stava mentendo. Aveva bisogno di riflettere, sola.

Ah, pensavo stessi vendendo il salone, urlò dietro di lei Chiara, ma Livia non si voltò nemmeno.

A casa, prendendo fiato, chiamò ancora Andrea. Questa volta, sorpresa: risponde.

Sì, vieni pure, dice lui stancamente dopo che lei propone di vedersi. Mi sa che mi sono preso linfluenza. Non sto proprio bene.

Non ci pensò due volte.

Andrea, ho sbagliato Perdonami. È solo che ti amo troppo, mi sono fatta prendere dalla gelosia. Era tutto così convincente Perdonami.

Eh va bene, fa spallucce lui. Può capitare.

Sei unico! si butta al suo collo. Ti amo da morire!

Ma Andrea si tira indietro gentile.

Restiamo amici.

Come? Avevamo deciso di sposarci

Livia, lui fa una smorfia, ora mi sposo con Chiara.

Cosa? Lei non crede alle orecchie. Ma mi avevi giurato amore dovevamo sposarci

Niente drammi eh. Proprio per questa tua emotività ho cambiato idea. Non ho voglia di scenate.

E poi Chiara è più imprenditrice, guadagna meglio. Devo pensare al mio futuro.

Rimase lì, senza parole, incapace anche solo di respirare. Andrea laveva proprio usata, voltato pagina e via.

Scappò dalla casa, giù per le scale, finché non crollò su una panchina fuori.

Dopo cinque minuti, le si sedette vicino il signor Giorgio.

Povera ragazza mia, le accarezzò la testa con dolcezza. Meglio così, fidati

Ma chi può aver orchestrato tutta sta storia? scoppiò in lacrime.

Io disse piano Giorgio.

Voi?! Ma perché? non riusciva a smettere di piangere.

Mi sono innamorato di te, da quella prima sera che sei venuta a casa nostra. E ho subito pensato che avrei voluto sposarmi con te, ma tu neanche mi vedevi. Sempre Andrea, Andrea Ma a che ti serve uno così?

Ma voi avete letà di mio padre io amavo Andrea o meglio, pensavo

Capisci, volevo farlo uscire male ai tuoi occhi però poi lho sentito vantarsi con un amico di aver trovato una sposa ricca. Allora ho pensato che comunque non ti avrebbe lasciata. Così ho cambiato strategia. Avevo modo Lasciamo perdere.

Lei capisce che mi ha distrutto la vita?

No. Te lho salvata. Avresti sofferto di più in futuro. Sposami, Livietta, dai

Siete fuori di testa! Livia si alzò dallo scatto e tornò a casa, decisa.

Se ne andò poi da Milano, ma Giorgio la trovò e continuò a sentirla. Alla fine, rimasero amici.

Dopo un anno, Giorgio venne a mancare e lasciò tutto a Livia. Non ne fu felice. Si era ormai abituata a lui, era diventato una presenza familiare.

Andrea invece si arrabbiò parecchio per la perdita dellappartamento, ma a Livia non interessava più nulla di lui.

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