Comodamente seduta sul divano della sua caffetteria preferita, Laima assapora il suo cappuccino e un éclair, mentre fuori nevica, preparandosi con piacere alla giornata di lavoro

Sprofondando comodamente sul divano della pasticceria, lei aspettava lordinazione, godendosi il suo cappuccino con un bignè prima di affrontare la giornata lavorativa.
Martina si era sistemata con cura vicino alla finestra della caffetteria, indossando il suo solito sorriso rilassato. Veniva spesso qui per coccolarsi con un cappuccino e un bignè un piccolo rito per dare una nota zuccherina ai lunedì milanesi. Fuori, la pioggerellina tipica invadeva la città, e un raggio di sole sembrava unutopia. Martina, con unespressione beata, assaporava la bevanda cremosa.
Al tavolo di fronte sedevano due ragazze. Dovevano essere amiche da una vita.
Senti, ho incontrato la nuova fidanzata del mio ex. Ma ti rendi conto? Non è che sia sto spettacolo… Ma cosa ci trova?
Vuoi vedere che cucina la parmigiana meglio di te? Oppure è una maga con le lenzuola? rise lamica.
Macché! Dai, guarda le sue foto su Instagram. Ti giuro, pure la zia Gina è meglio!
Si scambiarono una risata e Martina rimase col cucchiaino a mezzaria. Le tornò in mente quando a sette anni sua mamma diceva al papà: Eh, la nostra Martinetta non sarà mica una Miss Italia, ma di sicuro lavorare sa.
Col tempo, Martina era diventata quasi maniacale nella cura di sé. Eppure, non si sentiva mai allaltezza. Mamma rincarava sempre la dose: Forza, tesoro. Se non conquisti coi riccioli, conquisterai col cervello. Studia, impegnati, così uno lo trovi pure tu.
A scuola, si vergognava di quella sua aria poco femminile e delle spalle larghe che sembravano più da nuotatrice che da ballerina. Alluniversità imparò a vestirsi con stile e a truccarsi come una milanese doc. Pure un ragazzo trovò, Giacomo. Ma quello faceva battutine tipo sei piatta come una focaccia o hai i piedi da calciatore. Martina, a un certo punto, arrivò alla conclusione: anche se fosse un Premio Nobel, chi mai potrebbe amarla davvero? Fece la pace con lo specchio e tirò avanti.
Terminata la colazione, dritta come uno stelo, si mise in cammino verso lufficio. In pausa pranzo, doveva passare a casa dellamica per dar da mangiare al gatto e annaffiare le piante. Caterina era partita per due settimane in Sicilia e il marito, si sa, in casa non ci metteva quasi piede. Anche se per miracolo si facessero vivo nello stesso luogo, figuriamoci se sinteressa a Martina, pensò lamica organizzando le ferie senza troppi pensieri.
Arrivata dal portinaio e arrampicata al quinto piano, Martina trovò il gatto, Virgilio, a sonnecchiare. Gli versò la pappa, poi si dedicò alle orchidee e ai ficus, con la musica che proveniva dal muro accanto. Una canzone di Vecchioni la fece sorridere e, cantando sottovoce Chissà se un giorno ci ritroveremo, iniziò a ballare fra i vasi come in un sogno, leggera come una meringa.
Dimprovviso, delle voci in corridoio.
Martina si girò e vide due uomini. Federico! Il marito di Caterina. E con lui uno sconosciuto. Entrambi sembravano sorpresi. Che figura da premio Oscar!, pensò Martina.
Martina, ciao. Lui è il mio amico Lorenzo, siamo passati a prendere dei documenti. Ballavi così bene che ci siamo bloccati sulla soglia! Ci scusiamo, eh?
Ehm… io Caterina mi ha chiesto di… balbettò lei.
Cercò di sgusciare via ma, in pieno stile Totò, non vide Virgilio sotto i piedi e patatrac, volò dritta a terra come una statuetta del presepe. Buio.
Si svegliò con la testa pesante e la luce bianca di una stanza dospedale.
Ciao! Come ti senti? Sono Giulia, la tua compagna di stanza. Niente di rotto, solo una piccola botta in testa! Ah, quasi dimenticavo: ti hanno portato dei fiori e un sacchetto con frutta, succhi e… dei cannoli! Si vede che ti vogliono bene! disse laltra sgranando gli occhi.
Grazie riuscì a sussurrare Martina.
Si avvicinò al sacchetto. Pensava subito alle calde mani di Caterina e al premuroso Federico. Ma tra i fiori trovò anche un biglietto: Martina, rimettiti in fretta! Una ragazza affascinante come te non può restare in ospedale. Ti porto alla mostra di fiori. Risposta negativa non si accetta. Lorenzo.
Avvicinò il viso alle margherite e, commossa, abbracciò la nuova amica di stanza.
La bellezza, in fondo, non deve mica essere eclatante. Ogni donna segue la propria melodia. E a volte il bello è proprio quello che viene da dentro, come i migliori piatti della nonna.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

fourteen − twelve =

Comodamente seduta sul divano della sua caffetteria preferita, Laima assapora il suo cappuccino e un éclair, mentre fuori nevica, preparandosi con piacere alla giornata di lavoro
Quando tua suocera…