Sono stata cresciuta da mia nonna, ma ora i miei genitori pretendono che paghi loro il mantenimento: non li vedo da vent’anni, sono artisti girovaghi e quando avevo cinque anni mi hanno lasciata con la nonna – oggi, che ho una clinica odontoiatrica e una mia famiglia, loro ricompaiono e mi chiedono aiuto economico. Devo davvero mantenerli dopo tutto questo tempo?

Sono stata cresciuta da mia nonna, ma ora i miei genitori hanno deciso che devo versare loro un mantenimento.

Io e la mia famiglia viviamo in città diverse, città che non conosco se non nei miei sogni, mai davvero viste con la luce del giorno. Non ci incontriamo da più di ventanni. Loro sono artisti, cantano in un coro dalle voci che si fondono in echi, sempre in viaggio, come se rincorressero le nuvole che si dissolvono dietro le colline della Toscana. Quando avevo cinque anni, sono andata a vivere con mia nonna, Ernesta. Voleva alleggerirsi la vita portando una bambina tra le braccia, così ci siamo trasferite nella vecchia casa di famiglia, dove i muri odoravano ancora di basilico e di passato.

Allinizio, mia madre e mio padre venivano a trovarci due, forse tre volte lanno; poi sempre più di rado, come foglie che cadono da un albero fuori stagione. Alla fine, a poco a poco, ho smesso di pensare a loro: sono scivolati fuori dal tessuto dei miei sogni, e noi abbiamo perso ogni contatto. Quando frequentavo la facoltà di odontoiatria, mi sono sposata al terzo anno con Matteo, in una festa piena di confetti e luci troppo bianche per essere reali.

Ora io e mio marito gestiamo la nostra clinica odontoiatrica a Bologna e ci va bene, guadagniamo abbastanza euro per vivere nel profumo di caffè mattutino. Un anno fa sono ricomparsi mio padre e mia madre, usciti da un sipario di nebbia. Cominciarono a chiamare in clinica, perché nemmeno avevano il mio numero di telefono. Le conversazioni erano quasi tutte stramonio: racconti di sfortune e rimproveri nascosti tra le parole. Io li ascoltavo rassegnata, rispondendo ogni volta che erano stati loro a scegliere di lasciarmi crescere tra le mani ossute di mia nonna. Qualche volta, mi raccontava Ernesta, arrivava una lettera dalla Sicilia con dentro poche monete, ma per il resto abbiamo sempre vissuto con la sua pensione, risparmiando anche sul pane.

A scuola andavo bene, e per potermi permettere un cappotto nuovo lavoravo di notte come assistente in ospedale. Ora mi sembra che la mia vita sia questa, fatta di scontrini e silenzi, e la loro sia solo unombra in fondo allarmadio.

Quando hanno capito che non li avrei aiutati, i miei genitori hanno minacciato di chiedere il mantenimento; quelle parole hanno lasciato una scia di distacco così densa che non sono più riuscita a guardare indietro. Se prima avevo qualche rimorso e pensavo di aiutarli almeno con un bonifico, ora non desidero più nemmeno sapere che faccia abbiano. Secondo voi ho fatto bene o dovrei mettere da parte tutto e aiutarli lo stesso?

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Sono stata cresciuta da mia nonna, ma ora i miei genitori pretendono che paghi loro il mantenimento: non li vedo da vent’anni, sono artisti girovaghi e quando avevo cinque anni mi hanno lasciata con la nonna – oggi, che ho una clinica odontoiatrica e una mia famiglia, loro ricompaiono e mi chiedono aiuto economico. Devo davvero mantenerli dopo tutto questo tempo?
Perdonami, figlio mio.