6 giugno
Stasera mi sento così stanco da non riuscire nemmeno a trovare le parole. Oggi, come spesso accade prima dellestate, i clienti al lavoro erano spietati: richieste su richieste, aspettative irraggiungibili. Ho spinto fino allultimo minuto e sono rincasato desiderando solo silenzio e un pasto caldo. In casa regnava unatmosfera glaciale: Chiara, la mia compagna, fissava lo schermo del cellulare sul divano, immersa nei suoi pensieri.
Dove sei stato? mi ha domandato con tono quasi di accusa.
A lavoro, Chiara. Una valanga di clienti sono distrutto.
Sono andato in cucina: in frigo, solo insalata e delle polpette al forno, tutte rigorosamente light. Avrei dato qualsiasi cosa per un piatto di pasta al forno della mia mamma, o semplicemente un bel minestrone caldo. Ma Chiara, così attenta alla linea, ha sempre detto che non voleva fare la servetta di nessuno, men che meno la mia. Mi sono seduto a tavola con quello che cera, però subito dopo è suonato il telefono: un messaggio di Laura, la mia ex moglie. Nostalgia, ma soprattutto urgenza nostra figlia Sofia stava male di nuovo, cera bisogno di andare in farmacia. Ho lasciato tutto e mi sono infilato la giacca.
E ora dove pensi di andare? ha sbottato Chiara, già nervosa.
Sofia ha la febbre, devo prendere delle medicine.
Ma non era appena stata malata? Ma mi stai prendendo in giro?
I bambini allasilo si ammalano spesso, dovresti saperlo, ho risposto stanco, quasi rassegnato.
Sono stufo dei suoi sospetti continui. In queste occasioni Chiara si trasforma, come se la mia attenzione per mia figlia fosse un tradimento. In un quarto dora ero già davanti alla porta di Laura. Appena entrato, mi ha offerto una tazza di tè gesto semplice, ma quanto basta per farmi sentire di nuovo umano. Ho abbracciato la mia Sofia, guardando un cartone animato insieme.
Solo un anno fa eravamo una famiglia come tante altre. Poi il mio mondo ha sbagliato direzione: ho ceduto a una tentazione fugace, ho scambiato la stabilità di una moglie e una figlia per qualcosa che ora avvelena la mia vita.
Allinizio con Chiara tutto sembrava il riscatto dai soliti problemi bollette, malattie, insicurezze. Ma era solo apparenza. Ho dovuto lavorare senza fermarmi mai, portando a casa pochi euro e molta stanchezza. E Chiara è stata una scossa travolgente, un desiderio di leggerezza. Avrei voluto interrompere subito quella parentesi, ma qualcuno ha pensato bene di avvisare Laura. Così, senza possibilità di recupero, il matrimonio è finito e ho perso la mia vera casa.
Laura però non mi ha mai tolto Sofia: tra noi due è rimasto un rapporto intenso, irrinunciabile. Sarei disponibile ogni volta che ce ne fosse bisogno come stasera, come sempre.
Mentre Sofia prendeva la medicina, guardavo Laura. Era diversa: bella, serena, con una pace che mi ha colpito. Forse cè un altro, pensai. Labbiamo messa a letto, e ci siamo seduti in cucina. Laura mi ha preparato il mio tè preferito e mi ha servito una fetta di crostata avanzata. Sono questi dettagli che mi fanno male: la cura, le attenzioni, il profumo del cibo vero. Ho sentito tutta la mancanza di casa quella vera e non potrò mai perdonarmi di averla buttata via. Che sciocco che sono stato.
Non volevo più tornare da Chiara, nonostante fosse già passata mezzanotte. Da lei ricevo solo nervosismi, domande, frecciate. Qui invece, finalmente pace. Questa è la famiglia che ho perso.
Ho osservato ancora una volta Laura. Avrei voluto abbracciarla, cercare non la complicità fisica, ma il calore di chi ti capisce. Avrei dato qualsiasi cosa per rimediare, riaverla accanto. In quel momento mi sentivo come un ragazzino impacciato al suo primo appuntamento, desideroso e impaurito di baciarla, ma bloccato.
Mi sono fatto coraggio, ho cercato la sua mano, ma proprio allora è squillato il mio cellulare: era Chiara.
Va bene, è tardi. Devo riposare, ha detto Laura, allontanandosi.
Certo Buonanotte.
Laura si è chiusa in bagno per una doccia. Io sono rimasto seduto in cucina, non avevo voglia di tornare. Quando è uscita, mi ha trovato ancora lì.
Sofia si è svegliata, così sono rimasto
Grazie, mi ha sorriso Laura.
Mi sono avvicinato e le ho detto:
Vorrei restare con te.
Perché? Davide, non ripartire con vecchie storie. Ci siamo già detti tutto.
Non parlo di rimproveri. Ti amo ancora.
Davide, ho imparato a vivere senza di te. Vai via! O non ti chiederò mai più aiuto.
Sono uscito. Ho dormito in soggiorno per non svegliare Chiara. Non provo più nulla per lei, e so che è ora di chiudere questa storia senza senso.
La mattina, ho detto a Chiara che era finita. Ha urlato, fuori di sé, non accettando che la lasciassi, lei giovane e bella come pochi.
È colpa sua, sempre lhai amata!
Chiara se nè andata sbattendo la porta. A me non è rimasto che un unico desiderio: cercare di sciogliere il ghiaccio che si è formato nel cuore di Laura.




