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Ho custodito la bontà nel cuore
Ginevra Bianchi aveva appena finito la terza media quando si iscrisse allIstituto di Formazione degli
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Non avevano fretta di amare, perché l’amore li ha sempre accompagnati
Ricordo, come se fosse ieri, quei pomeriggi trascorsi nella piccola biblioteca del centro di Firenze
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Essere Grati: Un Viaggio di Riconoscenza in Italia
Ciao ragazzi, cari amici, lettori di cuore. Oggi è il due dicembre, linverno è ufficialmente iniziato
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Oggi in Italia: Un Viaggio Attraverso la Storia e le Tradizioni di un Paese Affascinante
Di nuovo è partita in vacanza Ma da dove gli scaturiscono i soldi? Giulia puntò il dito sullo schermo
Il direttore voleva aiutare la giovane donna delle pulizie con una donazione, ma nella sua borsa ha scoperto qualcosa di completamente inaspettato
Il direttore voleva aiutare la donna delle pulizie con dei soldi, ma trovò qualcosa di inaspettato nella
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Glasha, vuoi sposarti?
Caro diario, questa mattina mi sono svegliata con il pensiero fisso di un gioco di parole che mi ha perseguitata
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Mamma! Ma dai, lo fai di nuovo!
Caro diario, oggi è stato un vero miscuglio di emozioni, quasi come una minestra di parole troppo calde.
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Ero una domestica gratuita per la mia famiglia fino a quando, per il mio compleanno, non sono partita per affari all’estero
Ero sempre stata la colf gratis di casa, finché per il mio cinquantesimo compleanno non ho preso il volo
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«Buongiorno, Giulia»: un mattino che ha cambiato tutto. Il tè del mattino
«Buongiorno, Ginevra»: la mattina che ha cambiato tutto Era una di quelle mattine destate, quando Marco
Il mio primo matrimonio a 55 anni: il marito arrivato tardi nella mia vita Mi sono sposata per la prima volta a 55 anni… Sono già passati cinque anni dal nostro matrimonio… Ora ho 60 anni e mio marito ne ha 65… Niente di strano, ormai, se una donna decide di sposarsi a 55 anni. Oggi tutto è possibile! Ma ciò che sorprende davvero è che sia io che mio marito non avevamo mai vissuto un matrimonio prima… E pensare che io, da ragazza, non avrei mai immaginato di arrivare all’altare! Quando avevo meno di vent’anni sono stata profondamente ferita dal mio primo amore, Marco. Mi lasciò al quinto mese di gravidanza… All’inizio, Dio mi perdoni, pensai di farla finita, ma alla fine mi ripresi e mi giurai che non mi sarei mai sposata… Non volevo più rischiare che un uomo sparisse al primo problema come era già accaduto… E ho mantenuto la parola. Mia figlia è cresciuta, si è sposata, sono arrivati i nipoti, e io, testarda come un mulo, ho continuato a vivere da sola… E dire che le proposte di matrimonio non mi sono mancate! Ma quando qualcosa mi entra in testa, nessuno mi smuove… Questa vita solitaria mi aveva reso poco femminile e un po’ ruvida… Eppure il destino è davvero una sorprendente “signora”… E adesso vorrei raccontarvi come sono finita all’altare, contro ogni previsione… Quando sono andata in pensione, ho deciso, come tanti pensionati italiani, di dedicarmi all’orto. Mi era rimasta una piccola casa di campagna con terreno dai miei genitori… Facevo il tragitto in treno, ci impiegavo poco più di un’ora, e per passare il tempo portavo con me le riviste di enigmistica. Una volta, a una fermata, salirono due signori (sembravano marito e moglie) e un ometto anziano, basso… All’inizio nessuno parlava. Poi sentii la voce sommessa della donna al mio fianco… – Marco, vuoi che andiamo dai ragazzi ad aiutarli un po’? Sei pur sempre loro padre… Ma all’improvviso intervenne il rombo della voce dell’uomo. – Sei impazzita? Vuoi che vada a farmi umiliare da quei cretini? Seguì una filippica di insulti verso moglie e figli tale che inevitabilmente lo guardai… E quando vidi in faccia quell’uomo dal cipiglio rabbioso, rimasi paralizzata… Era Marco! Proprio lui, quello che mi aveva lasciata incinta tanti anni fa! Non era cambiato, solo il volto era più segnato dagli anni e dalla rabbia… Un omone, come ai tempi della gioventù… Marco ovviamente non mi riconobbe, ma incrociando il mio sguardo urlò istericamente: – E tu cosa guardi?! Voltati, o ti faccio passare la voglia! Rimasi di ghiaccio… Non mi risposero più né le mani né le gambe: per la sorpresa o per la paura, non saprei… Ed è stato allora che successe qualcosa d’incredibile… L’omino anziano davanti a me si alzò deciso, si piazzò tra me e Marco e disse con voce ferma: – Se non smetti di insultare queste donne, avrai a che fare con me. Un uomo che si comporta così con le donne per me non è nessuno. Ti piego come un foglietto di carta! Mi si gelò il sangue! Come, piegare Marco come fosse un aeroplanino di carta?! Marco avrebbe potuto schiacciarlo con un dito! Ero già pronta a difendere il mio salvatore, quando inaspettatamente Marco si abbassò sulle spalle e borbottò qualcosa, umiliato… Allora ho capito: questo “leone” era feroce solo con le donne, ma davanti a un vero uomo diventava un agnellino… E per colpa di uno così… mi ero rovinata la vita?! Avevo le lacrime agli occhi… Tutto successe come in un film dove trent’anni scorrono in un lampo… Marco e la moglie scesero dopo due fermate, io scoppiai a piangere… Dentro mi sentivo vuota e triste… – Neanche le lacrime spengono la bellezza del vostro viso – mi disse sorridendo il mio difensore… Ora non mi sembrava più un “ometto”. In realtà era un uomo profondo e coraggioso, si chiamava Guglielmo Bianchi, pensionato delle forze armate… Così ho incontrato il mio futuro marito “tardivo”… E ho capito che, dopo tanti anni, volevo ancora sposarmi, volevo sentirmi amata… Ed è proprio così che è andata… Io e Guglielmo siamo davvero felici… La vita sa come rimettere tutto al proprio posto… E non importa quanti anni hai… Perché anche l’autunno della vita può essere pieno d’amore e di felicità…
Il mio primo matrimonio a cinquantacinque anni: mio marito arrivato tardiMio marito arrivato tardi Mi