Ma stiamo insieme da quarantanni sotto lo stesso tetto, e ora a sessantatré anni ti svegli e vuoi rivoluzionare la tua vita?
Maria sedeva nella sua poltrona preferita e fissava il panorama di Genova dalla finestra, sperando che la giornata appena trascorsa svaporasse come la schiuma dal cappuccino. Solo qualche ora prima si affaccendava ai fornelli, aspettando Alberto che tornasse dalla sua mitica giornata di pesca. Ma niente spigole, solo novità e di quelle toste che lui rimandava da mesi.
Voglio il divorzio, e spero tu possa capirlo disse Alberto tutto dun fiato, incrociando lo sguardo col pavimento anziché con la moglie. Le ragazze sono adulte, capiranno; ai nipoti non interesserà. Possiamo chiudere la storia senza fare drammi.
Ma dopo quarantanni insieme vuoi ricominciare da capo? ribatteva Maria, senza credere a quella scena. Ho il diritto di sapere almeno che cosa mi aspetta.
Tu tieni lappartamento a Genova, io mi trasferisco alla casa al mare a Varazze decise Alberto con quella concretezza ligure, come se il tutto fosse già fatto. Non abbiamo nulla da dividere, e tanto poi tutto finirà alle nostre figlie.
Come si chiama? chiese Maria, palesemente rassegnata.
Alberto diventò rosso come un pomodoro San Marzano, prese la giacca e fece finta di non aver sentito la domanda. Maria non aveva più dubbi: cera una terza incomoda, probabilmente neanche tanto giovane. Da ragazza non si sarebbe mai immaginata che da grande suo marito potesse lasciarla per unaltra; che cliché, pensava con amarezza.
Vedrai che si sistema tutto, mamma la consolavano le figlie Bianca e Ornella. Non farti il sangue amaro per il papà.
Il lieto fine ormai non c’è sospirava Maria. Ma tanto non cè ragione di stravolgere tutto; resto qui, cercherò di godermi la vostra felicità.
Le ragazze, piene di spirito pratico, andarono a Varazze per una seduta diplomatica col padre, ma tornarono a casa abbattute, e con Maria non dissero una parola di comè andata. Cambiarono solo tono, cercando di convincerla che vivere da sola potesse anche essere un vantaggio: Almeno non devi badare a nessuno, mamma. Maria capiva tutto, ovvio, ma preferiva non indagare. Ma non era una passeggiata: parenti e amici a rotta di collo non mancavano di ficcare il naso con domande e curiosità.
Ma senti, dopo quarantanni insieme ti molla per una giovane? commentavano le vicine di casa, più pettegole ancora di una romana davanti al bar. È più giovane di te o solo più ricca?
Maria non sapeva mai bene cosa rispondere. Ma pure lei, sempre più spesso, pensava a questa misteriosa rivale e voleva vederla in faccia. Così, armata di scuse (come il recupero delle conserve estive), un giorno andò alla casa di Varazze e ovviamente beccò proprio la nuova.
Alberto, non mi avevi detto che la tua ex veniva a trovarci! protestava una signora davvero appariscente, truccata come una vetrina del Carnevale di Venezia. Pensavo aveste sistemato tutto, qui non ha niente da fare!
Sul serio mi hai rimpiazzata con questa qui? domandò Maria, fissando a morte lintrusa.
Starai qui a permettere a questa di offendermi? strillava la rivale. Ho solo qualche anno meno di voi, ma sembro una ragazzina!
Se a questa età pensa che basti il trucco a dare valore a una donna commentava Maria, cercando gli occhi imbarazzati di Alberto.
Durante il viaggio verso la fermata dellautobus sentiva ancora i gridolini isterici di questa Barbie stagionata e cercava di non scoppiare in lacrime. Solo a casa si sciolse, telefonò alla sorella Nina, e la invitò per una tazza di tè alla menta.
Dai, su col morale diceva Nina, mettendo a bollire lacqua. Lhai detto tu che la nuova di Alberto non è nessuna bellezza e pure poco sveglia.
E se invece avesse ragione lei ad esagerare e io somiglio davvero a una vecchietta? dubitava Maria.
Ma figurati, stai benissimo! sentenziava Nina. Sai, secondo me, indossare i leggings leopardati a settantanni è patetico. Una donna è bella sempre, basta che sappia presentarsi con stile e veste adatta alletà.
Maria si guardò allo specchio e dovette darsi ragione. In realtà, era ancora in buona forma, non aveva particolari acciacchi, sapeva vestirsi con gusto e le figlie le regalavano sempre buona cosmetica italiana. Non si sentiva né antipatica né ridicola, e di certo non si vedeva mai come quella donna truccata che aveva appena conosciuto.
Sai che cè? rilanciava Nina. Adesso che sei ufficialmente una donna libera, goditi la vita! Le figlie sono indipendenti, tra mostre, concerti e aperitivi cè da divertirsi, non ti lascio certo poltrire in casa.
Nina mantenne la sua parola: trascinò Maria a teatro, a passeggiate, a concerti di musica leggera. In breve, si formò una compagnia di coetanei con mille passioni. Un tipo persino corteggiava Maria, che però tagliò corto e stoppò le avances subito.
Ho sentito che ora giri per teatri e hai nuovi amici, non è che vuoi anche risposarti? provocava Alberto, incrociandola al supermercato.
Ma che ci fai qui, sei venuto fino a Genova per comprare il pane? Non hai negozi più vicini a Varazze, o la tua nuova compagna non cucina? domandava Maria, con tono fra lo sferzante e il divertito.
Ma io qui ho sempre fatto la spesa, è questione di abitudine. A una certa età cambiare è dura borbottava Alberto.
Maria evitò di approfondire e col pretesto di essere in ritardo congedò lex marito. Stranamente, Alberto avrebbe voluto rincorrerla e confessare tutti i suoi rimpianti. Era stato sempre un uomo da casa e famiglia, si era fatto incantare da una esuberante Caterina e si era lasciato trascinare in una centrifuga di passioni nuove.
Allinizio sembrava una ventata daria fresca, poi invece Caterina si rivelò una che detestava occuparsi della casa, collezionava chiacchiere e uomini come figurine, e amava le cene chiassose. Alla fine Alberto, sempre più spesso, sognava di tornare a casa. Maria così dignitosa, silenziosa e indistruttibile gli mancava proprio per quella serenità che solo lei gli dava.
Hai comprato ancora lalbicocca secca, ti avevo chiesto la prugna! sbraitava Caterina, controllando la spesa. Il formaggio non è quello magro, la maionese te la sei dimenticata.
Maria faceva sempre la spesa giusta, o ci andavamo insieme. Tu invece lasci tutto a me sbottò Alberto.
Basta che mi paragoni alla tua ex! urlava di rimando Caterina. E magari rimpiangi pure di averla lasciata!
Alberto rimpiangeva eccome, sapeva perfettamente che non serviva dirlo. Maria non aveva mai fatto trucchetti né scenate, e lex marito era diventato un campione di rimorsi.
Sapeva che Maria non gli avrebbe mai più dato fiducia, e probabilmente sulle soglie di casa non sarebbe mai più entrato. Più volte aveva pensato di chiamarla, infine, dopo lennesima lite con Caterina, trovò il coraggio di andare almeno a recuperare qualche cianfrusaglia.
Sei venuto a prendere della roba? chiese Maria, fermandolo alla porta.
Vorrei parlare hai cinque minuti? mormorò Alberto, inebriato dal profumo della sua crostata di susine, la preferita.
Ho ospiti che stanno arrivando, sono impegnata e francamente non ne ho voglia rispose lei, tranquilla. Prendi quello che ti serve e chiama quando vuoi, ma ora sono occupata.
Non aveva proprio nulla da prendere, e le parole gli si moltiplicavano in testa senza riuscire a uscirne. Tornò a Varazze, e mentre Caterina saltellava per il paese, Alberto improvvisò una solitaria cena in cucina. Quando lei rientrò bella allegra, Alberto capì che era il momento di lasciarle il tempo per preparare la valigia.
Dopo tutto, in preda ai conti col passato, avrebbe voluto raccontare tutto a Maria, ma poi ci rinunciò. Conosceva troppo bene la sua ex moglie per nutrire speranza: perdonare ok, ma dimenticare certi tradimenti da romanzo mai e poi mai.
Forse, chissà, un giorno si sarebbe potuto presentare pentito e fare due chiacchiere. Era necessario, sennò non gli sarebbe mai venuta pace. Sperava nel perdono, anche se era certo che Maria non sarebbe mai tornata indietro, soprattutto dopo il fiasco con Caterina.
Ora la sua era una vita da pensionato di mare nella casa di Varazze; Maria, invece, si godeva Genova, le figlie, i nipoti, e le prime alle teatrali. Nella trama della vita di Maria, un ruolo per il vecchio marito non era più previsto giusto così.




