Quando i genitori di lui stavano per arrivare, ho iniziato a pulire casa: la mia esperienza da fidanzata convivente tra dubbi, tradizioni familiari e la delusione della futura suocera italiana

Quando i genitori dovevano venire, iniziai a sistemare tutto.

Sono stata fidanzata con il mio ragazzo, Leonardo Rossi, per quasi due anni. Mi aveva chiesto di sposarlo: senza esitazione dissi di sì. Eppure, mi confondeva il fatto che non pareva avere fretta di andare a vivere insieme.

Leonardo viveva con i suoi genitori in un appartamento con tre stanze a Bologna, mentre io stavo ancora in una stanza delluniversità, vicino a Piazza Maggiore. Ho sempre pensato che convivere prima del matrimonio fosse fondamentale: ti aiuta a conoscere davvero laltro e abituarsi alle sue abitudini. Ne parlavo spesso con Leonardo, ma lui faceva finta di non capire, sorrideva e cambiava discorso. Il destino, però, ci fece incontrare a metà strada: i suoi genitori dovettero partire per due settimane per andare in Calabria a trovare dei parenti e così, finalmente, potemmo condividere la casa.

Mi impegnai davvero, volevo essere una perfetta padrona di casa. Preparavo la cena ogni giorno tortellini, lasagna, arrosto e pane fresco pulivo a fondo, riordinavo tutto scrupolosamente. Ogni sera, Leonardo tornava e lo stupivo con qualche delizia: una crostata di ricotta, un risotto… Volevo fargli piacere, essere la migliore compagna possibile.

Ma cera un piccolo ma che mi faceva riflettere. Chiesi a Leonardo di passare laspirapolvere; lui mi rispose, serio, che quelli erano compiti da donna. Diceva che nella loro famiglia, il maschio provvede al benessere materiale, non ai lavori domestici. Non dissi nulla, pensando che, una volta conviventi, tutto sarebbe cambiato.

Prima che tornassero i suoi, ripulii lappartamento da cima a fondo. Volevo fare bella figura. Cucinei una torta di mele, preparai il pranzo polpette e insalata e poi andai verso casa mia.

Il giorno dopo, però, Leonardo mi disse che sua madre, Maria Grazia, non era affatto contenta di me. Pare che non fossi una brava casalinga. Rimasi esterrefatta. La prima volta che andai da loro, la casa era molto più sporca! Perché parlava male di me? Non aveva valutato neppure il mio pranzo, diceva che i miei piatti non erano buoni. Mi sentii così offesa!

Ripensandoci ora, credo che Maria Grazia non volesse proprio che il figlio lasciasse la casa. Forse aveva in mente per lui una ragazza più adatta, magari dalla stessa città. Perché lo penso? Dopo il ritorno dei genitori, Leonardo era diventato freddo, quasi distaccato. Ci vedevamo raramente, non mi cercava più. Non credo che ci sarà mai un matrimonio tra di noi.

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Quando i genitori di lui stavano per arrivare, ho iniziato a pulire casa: la mia esperienza da fidanzata convivente tra dubbi, tradizioni familiari e la delusione della futura suocera italiana
Un anno intero a dare soldi ai figli per pagare un mutuo! Non darò più neanche un euro in più!