– Per colpa di questo tuo amore sei stato cacciato dall’università! Ti abbiamo mandato a studiare, non a sposarti! Non ci serviva certo una ragazza di campagna in famiglia, – sbottò il padre. La passione travolgente del figlio venne stroncata dalla separazione decisa dai genitori: su richiesta di papà, Vittorio andò a fare il servizio militare. A distanza di anni, Vittoria ritrova in soffitta la scatola con le sue lettere d’amore: ricordi dal tempo del Politecnico di Milano, quando il figlio di città e la ragazza del paesino si innamorarono perdutamente. Ma l’opposizione dei genitori, l’inattesa interruzione della corrispondenza e il tradimento di un amico deviarono il loro destino… Ora, trentacinque anni dopo, le loro vite parallele, segnate da matrimoni senza amore e rimpianti, sono nuovamente a un bivio: basterà una lettera spedita all’antico indirizzo per regalare ai due innamorati di un tempo il secondo tempo della loro storia? Il vero amore non conosce confini né tempo: il commovente racconto di una seconda possibilità e una nuova, inaspettata felicità.

Sei stato espulso dalluniversità per colpa di questo tuo amore! Ti abbiamo mandato a studiare, non a sposarti! Non ci mancava certo che una ragazza di campagna entrasse a far parte della nostra famiglia tuonava il padre di Matteo. Per interrompere quella travolgente passione giovanile, i genitori decisero che la soluzione fosse mandarli lontani luno dallaltra. Su richiesta del padre, Matteo partì per il servizio militare.
Caterina teneva in ordine la casa. Aveva da poco ridipinto le pareti, cambiato le tende alle finestre e adesso cercava di fare pulizia sugli scaffali alti dellarmadio. Caterina amava organizzare ciò che aveva intorno: le dava una sensazione di pace anche dentro.
In un angolo remoto trovò una vecchia scatola colma delle lettere di Matteo. Da quanto tempo non la apriva più! E così la donna si dimenticò delle pulizie. Iniziò a leggere una lettera, poi unaltra, e ancora unaltra
Caterina e Matteo si erano conosciuti allUniversità La Sapienza di Roma. Matteo era un ragazzo di città, lei invece era arrivata dalla campagna marchigiana.
Fu la bellezza mediterranea di Caterina lunghi capelli neri, occhi intensi, figura snella ad attirare Matteo al primo sguardo.
I due iniziarono a frequentarsi. Per la riservata Caterina, il vivace Matteo era come una tempesta improvvisa: ogni giorno inventava qualcosa per conquistarla. Le lasciava fiori sulla porta della stanza in collegio. Talvolta, compariva dietro la finestra solo per salutarla con la mano e augurarle la buonanotte: la camera era al piano terra.
Risate alle feste universitarie, passeggiate nella notte romana, baci rubati: così volò via il primo anno di studi. Erano inseparabili.
Ma Matteo trascurò gli esami a dirla tutta, non aveva mai avuto una grande passione per lo studio, e lamore non fece che accentuare questa sua indole. Luniversità lo espulse. Tuttavia, Matteo non si scoraggiò.
Troverò lavoro e poi mi iscriverò alla triennale serale. Almeno così potrò sposarti senza dover aspettare, mia gioia spiegava a Caterina.
Fu assunto presso una fabbrica e annunciò ai genitori la sua intenzione di sposare Caterina. I genitori lavevano già conosciuta qualche volta.
Era preparato alla loro delusione. In cuor loro, infatti, sognavano un matrimonio con la figlia di una coppia amica di famiglia. Ma né Matteo né la ragazza, Elisabetta, volevano soddisfare quelle aspettative.
Matteo pensava che sarebbe riuscito a convincere i suoi; voleva parlargli del suo sentimento per Caterina, credeva che alla fine avrebbero capito. Che vita sarebbe stata senza di lei? Invece no, la reazione fu dura e ferma.
Per questa tua cotta hai rovinato il futuro! Ti abbiamo spedito a Roma per diventare qualcuno, non per prendere moglie! E non ci serve una figlia di contadini in famiglia! sbottò il padre.
Pensando che fosse solo una sbandata, la famiglia decise di separarli. Così Matteo partì per la leva militare.
Caterina soffrì molto per la lontananza dallamato. Solo le lettere che riceveva da Matteo le davano conforto: lui le scriveva parole piene di tenerezza e passione.
Poi, dimprovviso, le lettere smisero di arrivare. Un mese, due, poi sei: il silenzio più totale. Caterina non aveva pace.
Succede spesso: quando si sta lontani, i sentimenti appassiscono. Forse era solo uninfatuazione, non amore vero provava a consolarla Giacomo, un collega di università e amico di entrambi.
Caterina non sapeva che Giacomo aveva confessato in segreto a Matteo di essere innamorato di lei da tempo, e che ora si era fidanzato con Caterina. Gli aveva chiesto di non scriverle più, perché stavano per sposarsi.
Alla fine, Caterina si arrese allo scorrere della vita: si buttò sugli studi, tornò a uscire con gli amici. Giacomo le stava vicino in ogni momento, da tempo nutreva sentimento per lei, e ora allontanato Matteo poté coltivare il proprio amore.
Grazie alla dedizione e allattenzione di Giacomo, Caterina piano piano si lasciò andare.
Almeno Giacomo sarà felice si disse un giorno e accettò la sua proposta di matrimonio.
Le lettere di Matteo Caterina avrebbe voluto gettarle via, ma non ne ebbe il coraggio. Le sistemò dentro una scatola e le nascose.
Con Giacomo iniziò una nuova esistenza.
I genitori di Matteo si affrettarono a informarlo che Caterina aveva sposato Giacomo.
E il tempo volò.
Un decennio, poi un altro. Pur vivendo entrambi a Roma, Matteo e Caterina vissero vite parallele, che mai si incrociarono più.
Caterina sentiva voci qua e là: pareva che Matteo si fosse sposato anche lui, ma non con Elisabetta, bensì con unaltra donna, con cui aveva avuto un figlio.
Eppure, la vita di Caterina, serena e ordinata, non era piena di felicità. Dal matrimonio con Giacomo nacquero due figlie. Laccudimento, il lavoro, divennero lo scopo del suo quotidiano; il suo cuore non aveva tempo di soffrire.
I due trascinavano la loro esistenza senza gioia, e dimenticarono che vivere può essere meraviglioso.
Passarono trentacinque anni.
La famiglia di Caterina si sciolse. Nonostante i tentativi, fra lei e Giacomo non nacque mai vero amore. Il marito sentiva che mai sarebbe stato davvero amato; si innamorò di unaltra donna. Le figlie erano cresciute e si erano fatte una loro famiglia: nulla ormai li legava.
Dopo il divorzio, Giacomo confessò a Caterina il trucco con cui aveva interrotto la sua storia con Matteo.
Anche Matteo aveva divorziato, e si ritrovava solo.
Caterina lesse lultima lettera tra le lacrime e i sorrisi. Sentì nascere in lei un desiderio fortissimo di sapere dove fosse ora Matteo, come stesse. Voleva solo vederlo, anche solo per parlare un po.
Decise di scrivere allindirizzo che ricordava, sperando che fosse ancora valido o che qualche suo parente potesse consegnargli la lettera. Da sempre Caterina era una donna determinata. Così, senza pensarci troppo, scrisse e gli diede appuntamento in un bar di fronte casa sua. Poi depositò la lettera nella cassetta delle poste più vicina.
Il giorno dopo, iniziò già a pentirsene: Ma perché, a questa età, devo fare certe sciocchezze?
Matteo, tornando a casa, vide qualcosa nella cassetta postale. Una lettera! Una rarità in questi tempi. Quando lesse il nome del mittente faticò a credere ai suoi occhi. Lessi la lettera, e il tempo gli sembrò di tornare indietro.
Lora dellappuntamento arrivò, entrò nel bar con il cuore in tumulto. La sala era quasi vuota, a un tavolo sedeva una donna.
Caterina? sussurrò appena Matteo.
Sì, lei si voltò e incrociò i suoi occhi.
Quello sguardo lui non lo aveva mai dimenticato, neppure per un istante. Era proprio lei, la sua Caterina. Si parlarono, piansero, risero insieme.
Mano nella mano uscirono dal bar, decisi a non lasciarsi mai più.
P.S.
Sono passati quasi cinque anni da quel giorno. Caterina e Matteo vivono insieme, giorno dopo giorno, e ogni giornata è un dono di felicità.
Lamore vero non può essere cancellato dal tempo o dalla distanza: ora ne sono profondamente certi. Questa è la loro lezione di vita che il cuore, quando è sincero, trova sempre la strada per tornare a casa.

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– Per colpa di questo tuo amore sei stato cacciato dall’università! Ti abbiamo mandato a studiare, non a sposarti! Non ci serviva certo una ragazza di campagna in famiglia, – sbottò il padre. La passione travolgente del figlio venne stroncata dalla separazione decisa dai genitori: su richiesta di papà, Vittorio andò a fare il servizio militare. A distanza di anni, Vittoria ritrova in soffitta la scatola con le sue lettere d’amore: ricordi dal tempo del Politecnico di Milano, quando il figlio di città e la ragazza del paesino si innamorarono perdutamente. Ma l’opposizione dei genitori, l’inattesa interruzione della corrispondenza e il tradimento di un amico deviarono il loro destino… Ora, trentacinque anni dopo, le loro vite parallele, segnate da matrimoni senza amore e rimpianti, sono nuovamente a un bivio: basterà una lettera spedita all’antico indirizzo per regalare ai due innamorati di un tempo il secondo tempo della loro storia? Il vero amore non conosce confini né tempo: il commovente racconto di una seconda possibilità e una nuova, inaspettata felicità.
La Zia Miracolosa