Ma che figlia sveglia che ho! si vantava Laura con le vicine. Ha chiuso la sessione con tutti trenta! E poi lavora anche, non ci chiede nemmeno un euro!
Ti invidio, Laura! I miei figli fanno solo una cosa: chiedere soldi, sospirava la donna accanto. E poi a studiare non ci pensano proprio. Martina dice che dopo il liceo vuole sposarsi subito, tanto che ci pensi il marito. E mio figlio lasciamo perdere! La vicina agitava la mano, profondamente delusa dai suoi figli. Invece tua Chiara è brava, vuole costruirsi la vita con la sua testa.
Già, certo mormorai tra me e me, facendomi qualche passo indietro dalle chiacchierone. Sarei anche tornato a casa, ma mia madre non aveva ancora finito la spesa. E, se papà era al lavoro, oggi lonorevole compito di portare le borse toccava a me. Se solo sapessi cosa combina davvero tua figlia a Roma, smetteresti di nominarla in continuazione. Altro che vantarsi.
Hai detto qualcosa? Laura mi lanciò uno sguardo seccato. Nemmeno cinque minuti riuscivo a pazientare? Non aveva ancora raccontato tutti i dettagli.
Sì mamma, ho detto che devo preparare una presentazione e scrivere un tema per domani. Magari la prossima volta ti vanti, che ne dici? risposi calmo.
Siete uguali tu e tuo padre! Non lasciate parlare con le persone va bene, andiamo.
Alzai le spalle, notando lo sguardo sollevato delle vicine. Probabilmente tutte loro preferiscono evitare dincrociare una madre tanto orgogliosa: Laura non faceva altro che raccontare di Chiara, al punto da farla sembrare un modello deccellenza su cui dovremmo tutti misurarci.
Solo io conoscevo la verità. Sapevo tutto, ma tacevo per non causare pensieri a mamma
***
Qui abita Chiara Bianchi? Lo sguardo sprezzante della signora spiazzò Laura, e i due uomini alle sue spalle non aiutavano a sentirsi più tranquilla.
Mia figlia ora vive a Roma. Studia alluniversità, rispose Laura con fierezza. Perché la cercate?
Studiare? Chiara? Ma davvero? la donna ebbe il coraggio di ridere. È stata cacciata al primo semestre! Non ha superato nemmeno un esame, e nemmeno frequentava le lezioni. Era troppo impegnata a cercarsi un fidanzato.
Ma si rende conto di cosa sta insinuando sulla mia figliola? La denuncio per calunnia! sentii il rumore di una porta accanto, mamma si bloccò confusa. Invitare quella sconosciuta in casa sarebbe significato ammettere che aveva qualche ragione. Ma lasciarla fuori? Che avrebbe detto in giro? La gente vuole solo parlare.
Entrate pure, la decisione la prese mio fratello. Meglio non dare occasione di sparlare. Mamma, lascia passare.
Ma, Matteo!
Fallo entrare.
In quel momento Matteo sembrava più grande dei suoi sedici anni, serio e solo un po preoccupato. Accompagnò gli ospiti in salotto. La signora scelse la poltrona più discosta, i due uomini restarono in piedi.
Matteo! Ma come fai a invitare questa gente in casa? Hai sentito cosa ha detto su Chiara?
Certo che ho sentito. È proprio per questo che li ho fatti entrare, rispose con stizza. Con papà fuori città, era lui il capo famiglia, doveva cercare almeno di contenere i danni.
Forse tu conosci meglio tua sorella, eh? provocò la signora. Dovè adesso, lo sai?
Sta a Roma, su questo mamma non mentiva. Solo che non vive in un collegio, ma in un appartamento in affitto che le paga il suo uomo. E no, non so lindirizzo. Però so che questuomo è sposato, ha ventanni più di lei e già tre figli adulti. E anche tanti, troppi soldi.
Per caso si chiama Gregorio?
Lasci che indovini, lei è sua moglie? dentro, mi si stringeva lo stomaco. Ma dove era capitata Chiara, se la venivano a cercare fin qui?
Grazie al cielo, no. Sono sua sorella, anche troppo stufa delle sue stranezze, fece un mezzo sorriso gelido. Gregorio ha una splendida moglie, la figlia del nostro socio daffari principale, che è molto infastidita dal giro di ragazzine attorno al marito. Rischia di chiedere il divorzio.
E ovviamente questo non deve accadere…
Sei sveglio, ragazzo, sorrise senza calore. Hai idea di dove si trovi tua sorella adesso?
Non io, forse lo sa la sua amica. Ma prima voglio sapere cosa intendete fare. Una sorella ce lho solo una.
Matteo, cosa significa tutto questo? Chi è questo Gregorio? E che appartamento affittato? Cosa ha combinato la mia bambina? Laura si era fatta pallida. Matteo corse in bagno, là dove mamma teneva le sue pasticche.
Dobbiamo chiamare lambulanza? Sembrava quasi che la signora si sentisse in colpa.
Matteo scosse la testa e spiegò di aver già chiamato un medico mentre andava a recuperare le pillole. La signora Nina, la nostra infermiera, aveva promesso di arrivare in cinque minuti.
Matteo ma tu come fai a sapere tutte queste cose? sussurrò Laura. Sua figlia lamante Come si va avanti con un peso simile?
Lultima volta che Chiara è venuta a casa aveva il cellulare rotto, ti ricordi? Così usò il mio computer per parlare con unamica ma si dimenticò di uscire dal suo profilo. Insomma, ho letto un po di messaggi, mi sono fatto qualche domanda, e ho chiesto direttamente a lei. Non ha nemmeno provato a negare. Solo mi pregò di non dirti niente.
Mamma soffriva. È una donna buona, il suo unico difetto è quella smania di vantarsi dei figli e dei loro traguardi. Mi metteva in imbarazzo quando raccontava a tutti di me.
Dopo, quando Laura fu sistemata a letto sotto controllo, Matteo raggiunse gli ospiti, incuriosito dalle intenzioni della signora riguardo Chiara.
Allora, cosa volete fare?
Niente di grave. Un po di soldi e la presento a qualche gentiluomo single. Se capisce come va il mondo, magari trova un buon marito.
Daccordo, datemi un attimo, sospirò Matteo preannunciando una telefonata scomoda. Lamica di Chiara era furba e tosta. Bisognava inventarsi qualcosa. Colse la palla al balzo grazie al pretesto dei trenta e lode e si offrì, da fratello, di farle un regalo speciale. Ma vivendo lontani, poteva farlo solo tramite corriere.
Ecco qua, Matteo diede un foglietto alla signora. Spero mantenga la parola.
Mantengo, non preoccuparti.
Uscendo dallappartamento, la signora pronunciò a voce alta, probabilmente per le orecchie curiose dei vicini:
Mi spiace se vi ho sconvolti così, ma non cera altro modo per parlarvi senza troppa gente attorno. Spero che non se ne parli in giro. In ogni caso, se mai ci fossero malintesi, sarò la prima a scusarmi di persona con Chiara. Ma sono certa che qui ci sono persone a modo, le voci non si spargeranno.
Ovviamente i pettegolezzi ci furono, ma a bassa voce. Laura li stroncava subito e pregava di non infangare lonore di sua figlia. Da allora, però, smise di vantarsi e usciva di casa sempre meno.
Io e papà decidemmo insieme: era tempo di cambiare aria. Laura si vergognava troppo a incrociare lo sguardo dei vicini, dopo averli presi in giro senza volerlo.
Una mattina, facemmo i bagagli e ci trasferimmo. E ai curiosi del condominio risposi che andavamo a Roma, vicino a Chiara, per motivi di salute della mamma, che aveva bisogno di buoni medici.
Chiara non tornò più. Si sistemò bene, si sposò e si dimenticò di noi…
Quel periodo mi ha insegnato che dietro le apparenze brillanti spesso si nascondono verità amare, e che la famiglia anche quando sembra perfetta deve saper guardare in faccia la realtà. E forse, a volte, è meglio avere un figlio normale ma onesto, che un campione solo per finta.



