La speranza è il ponte che collega il dolore al futuro
Dopo aver superato momenti difficili, Valentina sa bene che non bisogna mai perdere la speranza, anche quando sembra non esserci via duscita. La vita a volte stravolge i destini senza preavviso. Così è successo a Valentina: in un attimo ha perso tutto, la libertà, la fiducia, lamore.
A venticinque anni, Valentina ha preso la patente e il padre le ha regalato la sua vecchia Fiat.
Usala, figlia mia, la patente non deve restare chiusa in un cassetto. Io ormai non guido più, la vista mi tradisce. Ma mi raccomando guida con prudenza.
Grazie, papà, prometto che sarò attenta risponde lei, e mantiene la parola.
Valentina porta regolarmente lauto dal meccanico, la tratta con cura. Il marito, Marco, invece, si arrabbia spesso: non ha mai voluto frequentare la scuola guida, non ha pazienza, vorrebbe comprare la patente, ma non può. Il fatto che Valentina guidi lo irrita, torna spesso a casa ubriaco. Forse la invidia, visto che lui non è riuscito a prendere la patente.
Le discussioni aumentano. Valentina lo minaccia:
Se non smetti di bere, ti lascio. Non voglio che Tommaso veda tutto questo
E allora lasciami, pensi che mi importi? Di donne come te ce ne sono ovunque E Tommaso è mio figlio, tu non lo vedrai più urla Marco.
Ma la vita cambia direzione quando Valentina compie trentadue anni: accade una tragedia. Lavora come infermiera in un ospedale dallaltra parte del paese, ci va in macchina. Una mattina, come sempre, sale in auto, esce dal cortile e si dirige verso il lavoro.
Appena imbocca la strada in discesa, i freni smettono di funzionare. Per fortuna la pendenza è lieve, ma basta a spaventare Valentina. In quel momento, un uomo anziano attraversa la strada: lei lo investe. Cerca di sterzare e finisce contro un palo. Si fa male, ma non gravemente: la gamba e la testa le fanno male. Esce dallauto e si avvicina alluomo, intorno si raduna gente, qualcuno chiama lambulanza, ma lui non reagisce. Forse sarebbe sopravvissuto, ma cadendo ha battuto la tempia sul marciapiede.
Valentina trascorre anni in carcere, lontana da casa. Il suo desiderio più grande è rivedere il figlio Tommaso, ormai diciottenne. Solo la madre, Speranza, le scrive lettere; allinizio arriva anche una da Marco, che le comunica il divorzio. Non aspettava altro, e Valentina non si offende: il loro matrimonio era già finito.
Tommaso aveva dodici anni allora, Valentina sperava in una sua lettera, ma la madre le scrive che lui la rifiuta, Marco gli ha riempito la testa di bugie e la chiama delinquente.
«Tommaso sta bene, ma il padre lo ha messo contro di te, non gli permette di venire a trovarti, e lui continua a bere», scrive Speranza. «Lunica speranza è che Tommaso cresca e capisca la verità, bisogna crederci», legge Valentina tra le lacrime.
A trentanove anni, Valentina è quasi la stessa, solo lo sguardo è più deciso. Rientra nel cortile di casa, sale le scale e bussa. Dopo un po, Marco apre la porta. Lei si ritrae: è trasandato, puzza di alcol, ha lo sguardo spento.
Sei tu? Ti hanno già rilasciata dice, lalito pesante.
Come vedi risponde Valentina , mi fai entrare?
No, qui è un disastro, vai da tua madre, qui non hai posto.
Non voglio vivere con te, voglio vedere Tommaso dice, guardando dentro: le pareti sono scrostate, una sedia rotta, il pavimento pieno di mozziconi e bottiglie.
Tommaso vive in città, in una residenza universitaria, studia al college, ogni tanto torna, ma di solito dorme da un amico.
Valentina si dirige dalla madre, non ha altra casa. Speranza, vedendola, scoppia a piangere. Parlano un po.
Mamma, Tommaso viene mai da te?
Ogni tanto, quando ha bisogno di soldi.
Valentina si rammarica per il figlio: non ha potuto crescerlo, era in prigione proprio quando lui aveva più bisogno di lei, allinizio delladolescenza.
Sei anni fa era una madre affettuosa. Ma è andata così. In tribunale scopre che il tubo dei freni era stato manomesso, ma la polizia non trova prove, tutto viene archiviato come incidente, una sua negligenza, ma luomo muore e lei paga.
Valentina deve ricominciare da capo. Cerca lavoro, vorrebbe tornare in ospedale.
Mi dispiace, Valentina, non posso assumerla le dice il primario , capisce la situazione.
Valentina non insiste, capisce già tutto. Pensa:
Magari mi prendessero come donna delle pulizie, mi guardano come se fossi una criminale, una ex detenuta pensa amaramente.
Alla fine trova lavoro in una farmacia privata. Il titolare, Sergio Bianchi, la assume, dicendo sinceramente:
Nessuno vuole lavorare qui, dicono che pago poco. Ma se non lavorano bene, io non posso pagare di più. Ho licenziato una che mi ha rubato, e ora tutti parlano male di me
Grazie, farò del mio meglio promette Valentina.
Lavora con piacere, le mancava una vita normale. I conoscenti che entrano in farmacia la guardano con diffidenza, poi le sorridono.
Rivede Tommaso una settimana dopo, quando lui torna per il weekend e va dalla nonna, accompagnato da una ragazza. Lì incontra Valentina.
Figlio mio, che gioia vederti! Sei diventato un uomo lo abbraccia, ma lui resta immobile. Come stai?
Bene risponde lui, la ragazza accanto lo osserva.
Buongiorno, signora Valentina, non mi riconosce? sorride gentile.
Martina, sei tu? Non ti avrei riconosciuta Valentina ricorda la ragazzina che abitava vicino.
Tommaso, ti servono soldi? chiede la nonna Speranza. Lui annuisce, lei gli mette dei euro in mano.
Grazie, nonna Speranza, appena lavoro te li restituisco Prometto Ora dobbiamo andare dice, lanciando uno sguardo rapido alla madre , ciao.
Valentina aveva immaginato mille volte quellincontro, ma è diverso da come sperava, il cuore le si spezza. Persino Martina sembra più felice di vederla del suo stesso figlio. Ma la speranza non la abbandona, resta accesa, come un ponte che la sostiene nel dolore.
Col tempo, in farmacia si presenta spesso il maresciallo Antonio Romano, di due anni più giovane, compra delle medicine. Un giorno chiede:
Avete il misuratore di pressione? Mi sento strano
Certo si affretta Valentina , si accomodi
La pressione è perfetta.
Tutto a posto, forse cè altro che la preoccupa? Vuole una pastiglia?
Sì, il cuore ma le sue medicine non servono, sono malato di lei
Valentina si spaventa, poi scoppiano a ridere.
E perché ha inventato la storia della pressione? sorride lei.
Che altro potevo fare? Lei non mi nota, compro farmaci da lei, ma niente.
Antonio si innamora di questa donna forte e bella, nonostante il suo passato, e decide di scoprire la verità. Non crede che Valentina abbia trascurato lauto, è sempre stata precisa. Da quel momento la loro relazione cresce, diventa seria. Antonio non si cura del passato.
Si avvicina il compleanno di Tommaso. Valentina scopre da Martina che festeggeranno con gli amici in un bar del paese, faranno una piccola festa.
Vieni anche tu, signora Valentina, penso che a Tommaso farà piacere.
Martina, dimmi, lui mi odia?
Non lho mai sentito dire, davvero, signora Valentina Se non fosse per suo padre, è lui che lo influenza, lo istiga.
Valentina compra un regalo e va al bar. I ragazzi sono seduti insieme. Tommaso, vedendola, si alza e si avvicina.
Buon compleanno, figlio mio gli porge il regalo.
Non mi serve niente risponde lui, tornando al suo posto.
Valentina, amareggiata, esce dal bar. Cammina piangendo sul marciapiede. Non si accorge che si ferma una macchina, ne scende Antonio.
Ciao, fermati lei lo guarda confusa, ma lui capisce tutto, sa che voleva regalare qualcosa al figlio, lo hanno scelto insieme. Valentina, non essere triste, presto Tommaso capirà. Fidati di me, ti prometto che andrà tutto bene.
Passa una settimana, Tommaso si presenta in farmacia con un livido sotto locchio.
Figlio, cosè successo? Chi ti ha fatto questo?
Mamma, perdonami! È stato papà.
Ti ha picchiato lui?
Sì, abbiamo litigato. Da ubriaco ha confessato che ha sabotato il tubo dei freni della tua macchina, voleva spaventarti, ma è finita male Io ero ingenuo, non capivo, gli credevo ti ho ferita. Anche Antonio Romano lo ha confermato. Scusami mamma.
Non sei colpevole, figlio mio. È tutta colpa di Marco.
Il maresciallo aveva interrogato Marco, che ha confessato di aver causato lincidente Antonio ha scoperto la verità. Lonore di Valentina è stato ristabilito, tutti hanno saputo la verità. Persino la responsabile del reparto le propone di tornare a lavorare in ospedale. Ma Valentina rifiuta, si trova bene in farmacia, con Sergio Bianchi e uno stipendio dignitoso.
Poco dopo, Antonio e Valentina si sposano, anche per lui è il secondo matrimonio. Tommaso, finito il college, decide di entrare in polizia, un sogno che aveva sempre tenuto nascosto. Ora ha trovato la sua strada, sostenuto dalla madre e da Antonio.






