Alessandra, 38 anni, aveva vissuto otto anni di matrimonio con Sergio. Si volevano bene, sembrava una storia da cartolina: viaggiavano per lItalia, trascorrevano le domeniche al mare di Sorrento, amavano le serate sul lungolago di Verona e le passeggiate al tramonto nei parchi di Milano. Lunica nota stonata era lassenza di un bimbo. Alessandra sognava di diventare madre da quando era bambina, e insieme andavano di clinica in clinica, facevano esami, provavano terapie, ma la fortuna non li accompagnava. Negli ultimi quattro anni avevano perseguito quel sogno senza risultato. Dopo lultimo controllo, il medico gli disse con voce grave che non avrebbero avuto figli, attribuendo la causa a Alessandra.
Il matrimonio durò ancora un anno e mezzo; poi Sergio, stanco, se ne andò con unaltra. Alessandra scoprì che luomo la tradiva da tempo, aspettando il momento giusto per abbandonare il nido. Ci mise un po a rimettersi in piedi, ma alla fine si gettò anima e corpo nel lavoro. Lavorava come direttrice della comunicazione in una famosa radio di Roma, guadagnava bene (spesso parlava di un bel 3.500 euro al mese) e lappartamento in centro le consentiva di pensare a un futuro da genitore.
Una sera, dopo una giornata di riunioni, accese il televisore e vide un servizio sui bambini di una casa di accoglienza. Lidea di adottare le colpì come un fulmine. Decise di avviare tutte le pratiche; alla fine ottenne la tutela di un piccolo di due anni. Il suo cuore si riempì di gioia. Il bimbo, dolce e tranquillo, divenne subito il suo tesoro. Nessuno immaginava che quel ragazzino fosse stato adottato, eppure i due erano talmente affini da sembrare fratelli di sangue.
Quando il bambino compì quattro anni, si ammalò. Alessandra lo portò dal pediatra, il dottor Marco, che lo visitò, prescrisse una cura e lo accolse con un sorriso, promettendo di rivederli presto. Lì, mentre attendeva il referto, Alessandra cominciò a notare il fascino del dottore, e capì di provare a lui una certa simpatia. Dopo che il piccolo guarì, Alessandra non lo vide più, sperando di dimenticare quel sentimento.
Ma un pomeriggio, passeggiando con il figlio lungo la promenade di Viareggio, incrociò di nuovo Marco. Il cuore le balzò in gola appena lo vide. Si scambiarono due chiacchiere, e lui la invitò a un caffè. Da quel momento nacque una storia che, in poche settimane, si trasformò in un sentimento profondo, più intenso di qualsiasi cosa avesse provato prima. Alessandra temeva di rovinare il rapporto con il figlio, ma Marco si dimostrò un padre affettuoso: giocava con lui, lo portava al parco di Villa Borghese e lo coccolava con la stessa dolcezza di una mamma. Dopo sette mesi, Marco chiese ad Alessandra di sposarlo. La coppia celebrò il matrimonio con una festa allegra, dove brindammo con spumante e scherzavamo sul fatto che il futuro fosse più adottato che nato.
Decisi a condividere ancora più amore, adottarono un secondo bambino, un maschietto di un anno e mezzo, sempre dal ricovero per minori. La vita divenne più frenetica: doposervizi di lavoro, compiti a casa, gite al parco, ma i due ragazzi ricambiavano laffetto con sorrisi e abbracci.
A metà dellanno successivo, Alessandra scoprì di essere incinta di nuovo, a quarantadue anni. Nacque una splendida bambina di nome Ginevra, che portò ancora più luce nella famiglia. Ora la casa è piena di risate, di giochi e di storie da raccontare, e Alessandra non può fare a meno di pensare che, come diceva sempre la nonna, chi semina bene, raccoglie bene.
Fate del bene, aiutate gli altri e vedrete che il mondo vi restituirà un sorriso. Siate felici!





