Licia era una giovane donna un po fuori tempo, disperata per sposarsi. Oggi le ragazze non cercano più il matrimonio: perché trascinare a casa una scrofa intera quando basta una salsiccia? E le salsicce sono dappertutto, di ogni forma e dimensione, come caramelle in una fiera di Napoli. Coabitare è ormai ben accetto, non più un segno di vergogna come un tempo. Allora esistevano ancora la morale, lonore, la dignità e mille altre cose inutili. Ora neanche lOblomov è visto come un personaggio negativo: gli sboccavano regolarmente gli euro dal patrimonio! Un vero rentier. E se Ilario Iacopo avesse uno smartphone, lo chiamerebbero influencer di successo per aver trovato il lavoro giusto. Per la vita di coppia, adesso si dice: vivete come volete! Incontratevi in alberghi, in appartamenti a tempo, tutto è inventato per voi! Cè anche il matrimonio a provviste, perché non correre subito al registro civile? Chi sa cosa potrebbe emergere dopo le nozze: prima erano i calzini sparsi, ora temono linfantilismo, il mammismo e leterna indecisione dei pretendenti. E, ancora, le donne si ammirano per la loro bellezza, mentre gli uomini chiedono solo pane e spettacolo. Naturalmente, lo shopping è dobbligo.
Licia era uneccezione gradevole: bella, senza le tuning alla moda, con un corpo senza parti potenziate. Era laureata, con una carriera prestigiosa e uno stipendio dignitoso. Eppure gli uomini la ignoravano, passando accanto a lei in fila, legando le loro vite a chiunque tranne lei. Non credete che la sua vita fosse priva di uomini: era attraente! Solo che non arrivava mai al registro. Il trentanni bussava alla porta, e con lui la vecchia frase socialista ancora alla prima maternità, ora spostata al sessanta le giovani mamme di oggi. Licia non voleva avere figli per sé senza un marito.
Licia credeva ancora negli oroscopi, ancor più precisamente nelle previsioni astrologiche, quelle create dai furbi cittadini per strappare denaro. Nei tempi difficili, tutti i profeti cantavano positivo: martedì mattina avrai un incontro fatale con un magnate! Portati lo spazzolino, non si sa mai, forse avrà intenzioni serie. Cercava il partner secondo i segni zodiacali: era Sagittaria, fuoco, accanto a Ariete e Leone, e il Sagittario era il più calmo.
Il suo primo amore sbocciò al primo anno di università, quelletà adesso considerata asilo che capiscono i ventottenni? Capivano solo dove andare e cosa fare, perché leducazione sessuale era ormai diversa. Poi arrivò il blocco creativo. Dovette pagare bollette, trasporti, cibo. Scoprì che doveva comprare il cibo da sé, non rubarlo dal frigo altrui. Prima i genitori le davano i soldi, ma ora viverla da sola con una sola stanza regalata dalla nonna al suo sedicesimo compleanno non bastava per due persone.
Il suo fidanzato, Vito, rimase perplesso: Non comprerai tu il cibo? Perché dovrei? Il frigo è tuo, ma io non sono il proprietario! La logica era quasi unopera darte. Licia, sempre scattante, rispose: Se è solo questo, ti affido tutti i poteri: gestisci il tuo regno! Il risultato fu limprovvisa scomparsa di Vito, che smise anche di salutare, nonostante fossero compagni di corso. Il fuoco del Sagittario aveva, in apparenza, bruciato il loro rapporto.
Il secondo amante arrivò al terzo anno, non più dalluniversità ma da un corso di nuoto. Serge, trentanni suonati, era divorziato e dichiarò: Ci sposeremo, tesoro! Ma non aveva lavoro stabile, e il contesto politico era ancora stabile, prima delle nuove malattie. Il suo capo lo scaraventava fuori, le richieste erano assurde, il ritmo di lavoro insopportabile. Mangiava a casa, chiedendo a Licia di fare la spesa per entrambi. Forse potrei fare il corriere? propose timidamente il povero Serge. Sono analista! sbottò fiero. Un analista può fare il corriere? ribatté Licia. Guidaci e analizza, mentre io compro lultima moneta rimasta. Chiedi aiuto a tua madre! gli suggerì. Le difficoltà sono temporanee! Il tempo è lunghissimo! citò il poeta, ricordando Mayakovskij. Il dialogo divenne un duello di citazioni e accuse, con Licia che, stanca, lanciò: Smettila di chiedere da mangiare! Il passato è finito, muovi i piedi! Serge, Capricorno, rispose irritato: Mi proponi di far sparire le gambe? La discussione degenerò in insulti e parolacce, Dubina Reginova e simili, che riempivano il suo vocabolario. Alla fine, entrambi, con lavori rispettabili, si trovarono a condividere una piccola casa con il figlio adulto del divorziato.
Il terzo pretendente, Leonardo, era Toro, terra come il Capricorno, e si diceva il più suscettibile dei segni. Conobbe Licia su un forum astrologico, dove la loro amicizia fiorì in sentimenti veri. Leonardo chiamava i segni zodiaci con unaria di scherno, ma Licia gli chiese il perché, e lui rispose: È divertente! Le parole della nonna risuonavano nella sua testa: Non ho bisogno di te per funzionare! Il loro linguaggio si riempiva di parole inventate, ma la loro vita era altrimenti stabile.
Alla fine, Licia incontrò Pietro, un divorziato senza figli, affascinante, non troppo ricco, laureato, con un senso dellumorismo solare e un monolocale accogliente. Nato sotto la Vergine, era parsimonioso, pratico, un segno noto per leconomia domestica, perfetto per una vita di coppia. Decisero di fare domanda di registrazione, ma Pietro volle iscriversi al suo nome. Perché? chiese Licia, sei già registrato nella tua casa! Oggi serve solo lindirizzo, non la carta di identità. Pietro, sorpreso, replicò: Ci amiamo, siamo una famiglia, tutto deve essere condiviso! Licia, ricordando una vecchia barzelletta, ribatté: Scrivimi il tuo appartamento, per favore! Oh scusa, non era così credi in Dio? Pietro rispose con un Sì, e la discussione si trasformò in un incantesimo damore.
Dopo un attimo di silenzio, Pietro si alzò, guardò il tavolo e disse: Andiamo al cinema? Licia accettò, e il fidanzato, sollevato, tirò fuori un pagamento anticipato per una cena in un ristorante di Venezia. Ti registrerò, Pietro? chiese Licia, confusa. Pietro distolse lo sguardo, si allontanò, e Licia non lo fermò; la cerimonia non si sarebbe mai tenuta.
Le amiche di Licia, due delle tre, si erano sposate una per sei mesi, laltra per un anno, la terza, come una barzelletta, si era unita lentamente al marito. Anche Licia aveva vissuto più di un mese con vari mariti civili e aveva provato lamore, ma lamore non era solo sentimento, era lavoro e azioni. In Italia, dicono non ci sono cattivi uomini, ma Licia, ormai oltre i trentanni, smise di desiderare il matrimonio. Ottenne una promozione, cambiò il monolocale di sua nonna per un bilocale, comprò una macchina tedesca e fece una vacanza in Costiera Amalfitana. Concludendo, capì che la vita era riuscita, e che letà fertile si spostava fino a sessanta, così avrebbe potuto avere bambini per sé. Le salsicce ora in ogni angolo dItalia continuavano a riempire le strade, segno che il sogno di Licia si era trasformato in una realtà surreale, ma piena di euro, amore e un pizzico di follia.





