Questa notte da noi pernottava mia suocera, Annunziata Rossi. Allalba è piombata nella nostra camera da letto quasi strillando:
Avevamo ospite Annunziata Rossi, mia suocera. Non aveva ancora fatto giorno che era già entrata in camera mia urlando: Svegliati, Caterina, hai visto cosa sta succedendo nella tua cucina?!. Sono saltato giù dal letto ancora in pigiama, con il cuore che batteva a mille. Corro lungo il corridoio indossando al volo la vecchia vestaglia, annusando laria magari qualcosa brucia? O forse ho lasciato il gas acceso? Nella mia testa già passa un film di disastri: il fornello in fiamme, la pentola che esplode… Entro in cucina e… scarafaggi. Una mandria intera di quei mostriciattoli marroni che correvano tra il tavolo, i piatti e gli avanzi della cena che ero troppo stanco per sistemare ieri sera. Mia suocera si erge davanti a me, mani sui fianchi, guardandomi come se avessi allevato quegli insetti di proposito per turbarla.
Caterina, è sempre così da voi?, incalza con la voce che vacilla dallindignazione, Ma come si fa a vivere così? Hai due bambini, un marito e la cucina… peggio di un cortile! Sono rimasto imbambolato, quasi colpito da un fulmine, senza sapere che rispondere. Lo ammetto, non avevo messo a posto dopo cena: mi trascinavo appena dopo la giornata in ufficio, i bambini piangevano, mio marito Giulio borbottava di calcio e lunica cosa che desideravo era crollare a letto. Chi poteva immaginare che proprio quella notte gli scarafaggi decidessero di fare la sfilata? E soprattutto, da dove erano saltati fuori? Viviamo in un appartamento, non in una cascina abbandonata, il posto è ordinato. Be, quasi ordinato.
Annunziata Rossi, ovviamente, non si ferma. Ai miei tempi, dice, queste cose non succedevano! Dopo cena pulivo tutto, brillava anche il pavimento, nemmeno una briciola si trovava. E tu? I giovani di oggi pensano solo a stare al cellulare! Annuisco, mandando giù il nervosismo; cosa potrei mai rispondere? Non è solo una suocera: è una specie di generale con la gonna, per lei la cucina pulita è questione donore. E probabilmente lho delusa. Comincio a pulire in preda allagitazione: prendo la spugna, raccolgo gli scarafaggi, lavo il tavolo, i piatti, tutto quello che mi capita sotto mano. Lei mi sta addosso, supervisionando: Lì non hai pulito! E questa macchia? Mai una volta che passi una spugna sul fornello? Rischio di risponderle male, ma penso: Annunziata Rossi, perfetta non sei neanche tu, qualche volta le briciole ti saranno pure rimaste sul tavolo! Però resto zitto, tanto discutere con lei è inutile.
Mentre io combatto col flagello degli scarafaggi, Giulio spunta finalmente dal letto. Entra in cucina, dà unocchiata alla scena e invece di aiutare, fa una battuta: Caterina, hai aperto uno zoo? Gli ho lanciato uno sguardo tale che si è subito zittito ed è andato a prepararsi un caffè. Mia suocera scuote il capo: Hai visto anche tuo marito che clima cè qui? Se io non mi fossi mai occupata di Giulio, sarebbe diventato un disastro! Ecco, ora partirà pure il sermone sulleducazione dei mariti. Puntuale, si siede al tavolo già tirato a lucido e riprende: Noi donne di una volta tenevamo i mariti in riga. Voi invece lasciate fare, ed ecco il risultato: scarafaggi in cucina, e quei maschi che se la ridono!
Ascolto, e la sola idea che mi passa per la testa è come arrivare sana e salva alla sera, quando Annunziata Rossi tornerà finalmente a casa sua. Non è che mi sia antipatica, è una brava donna in fondo, ma i suoi attacchi… Non è solo una questione di scarafaggi, per lei è la prova che sono una pessima massaia, una cattiva moglie, forse pure una madre incapace. Faccio di tutto: lavo, spolvero, scrosto, ma lei trova sempre qualche difetto. La forchetta fuori posto, il coltello mal lavato. E non sono mica fatta dacciaio! Due figli, il lavoro, sempre di corsa come una trottola, e adesso pure la parata degli scarafaggi. Ma perché proprio a noi? Forse arrivano dal vicino; lo stabile è vecchio, tubature che perdono, umido in cantina: sicuramente risalgono da lì.
Finalmente finisco di pulire, la cucina brilla come una pubblicità di detersivi. Annunziata sembra più tranquilla, ma riesce lo stesso a dirmi: Bisogna stare attenti, Caterina. Questa è casa tua, è la tua famiglia. Se non ci pensi tu, chi ci pensa? Annuisco, sorrido di fatica, mentre dentro vorrei gridare: Lasciami in pace! Giulio, accorgendosi dello stress che mi legge addosso, porta la madre a fare due passi, così almeno riprendo fiato. Mi siedo al tavolo, guardo questa cucina perfetta, e mi domando: ma sono davvero così scadente come massaia? Forse Annunziata ha ragione e sbaglio tutto? Poi però ricordo che la famiglia non è solo pavimenti splendenti o piatti che luccicano… Il vero amore si trova nelle piccole cose, nei gesti imperfetti ma sinceri. E la lezione di stamattina? Anche se la cucina può essere invasa dagli scarafaggi o dalle critiche di una suocera severa, limportante è conservare la calma e ricordare che lamore per la famiglia non si misura dallo stato del lavello, ma dalla pazienza e dal calore con cui affrontiamo le piccole tempeste quotidiane.


