Alessia bussò al campanello del quinto piano del palazzo in Via delle Rose. Il pulsante suonò, ma la porta rimase chiusa.
Che sventura, la suocera, Maria Serafina, apparve sulla soglia, appoggiata a una gamba come se il mondo le fosse sfuggito di mano.
Che è successo, Maria Serafina? chiese Alessia con il cuore che batteva come un tamburo in una processione.
La suocera non aveva mai mostrato mai una fragilità così spaventosa.
Il figlio, Gabriele, è un codardo: ha messo fuori dal nostro nido la mia bambina insieme ai suoi bimbi! rispose con voce flebile.
Sorseggiò un bicchiere di acqua con qualche goccia di limone.
Ha trovato una amante! Ha detto che voleva il divorzio, ma adesso vivrà con la governante e la sua bella! continuò.
Non aveva il diritto di mandare via i piccoli, sono tutti registrati qui! ribatté Alessia.
Lappartamento è ereditato dai genitori di Gabriele, quindi è sua proprietà! ribatté la suocera.
Come così? rimase perplessa Alessia.
Cè una stanza dove Lidia sta con le sue figlie, e unaltra dove lui è con la sua regina. spiegò la donna.
Alessia annuì, furiosa.
Non so più che fare sospirò la suocera. Ho chiamato la figlia, arriverà domani.
Non si preoccupi, Maria Serafina. Io affitto lappartamento che ho ereditato dalla nonna. Dirò agli inquilini che non posso più subaffittare.
Ma ha lipoteca, ricordò la suocera. Lei paga il mutuo con i soldi dellaffitto!
Nessun problema, troviamo un modo in due o tre mesi. Lidia troverà un lavoro in un alloggio per dipendenti, magari con una buona paga, così potrà affittare qualcosa di modesto. Resisterà una settimana con loro finché i miei inquilini non se ne vanno.
Che fortuna ho con la nuora! esclamò Maria Serafina, abbracciando Alessia. Grazie, cara!
Nel giro di un giorno Lidia arrivò a casa dei genitori; una settimana dopo gli inquilini lasciarono lappartamento di Alessia e la sua famiglia si trasferì lì.
Dio, che casa splendida, disse Lidia osservando il trilocale appena arredato, dove erano arrivati suo fratello e sua moglie con le figlie. Il rifacimento è appena finito. Quando lhanno fatto?
Sei mesi fa. Abbiamo preso lipoteca e deciso di affittare a prezzo più alto per coprire la rata mensile. Abbiamo dovuto rinnovare i lavori e sostituire i mobili e gli elettrodomestici.
Lidia, con un sorriso, aggiunse:
Non si preoccupi, cercherò lavoro con alloggio incluso. Che sia guardia notturna o spazzino, basta avere un tetto sopra la testa.
Il fratello rispose:
Purtroppo non possiamo ospitarla per un anno intero; paghiamo già il mutuo e un finanziamento per lauto. Ma cerchi unazienda seria, prenda il tempo che le serve.
Duetre mesi al massimo, confermò Lidia. In quel periodo troverò qualcosa e ci trasferiremo altrove.
Alessia consegnò le chiavi a Lidia e si salutarono.
…
Tre mesi passarono. Alessia stava preparando la cena quando il cellulare suonò: Ricordati di pagare la rata del mutuo domani. Prese lenveloppe, trasferì i 5000 mancanti, poi sentì la porta aprirsi. Corse a salutare:
Ciao, Emanuele, gli diede un bacio sulla guancia. Perché sei così in ritardo?
Emanuele, senza una parola, si sedette a tavola:
Sono andato a trovare Lidia.
E comè?
Stanno benissimo!
Alessia, curiosa, chiese:
Lidia ha trovato un bel lavoro?
Non aveva nemmeno pensato di cercarne uno! Mi ha detto che non aveva mai vissuto in un appartamento così bello e confortevole. Lui e io non potevamo permetterci quelle finiture, gli elettrodomestici di ultima generazione. Ha deciso di restare qui, per ora.
Cosa intende per restare?
Ha detto che resterà almeno sei mesi, perché la casa le fa bene. Ha bisogno di ricostruire i nervi dopo il divorzio.
Alessia si fece più seria:
E adesso?
Non lo so. Domani parlerò con Lidia, le chiederò di pagare le bollette da sola. Tre mesi le abbiamo già pagate noi, basta così.
…
Di sera, dopo il lavoro, Alessia andò a casa di Lidia. Uscita dallascensore, udì una musica allegra, voci che ridevano. Quando si avvicinò al suo nuovo alloggio, vide una festa in pieno svolgimento: due coppie danzavano in salotto, il tavolo era imbandito, Lidia e un giovane portavano piatti fumanti dalla cucina.
Con che soldi festeggi? chiese Alessia, prendendo Lidia da parte.
Ho ricevuto gli assegni familiari. E poi, dopo tutto quello che ho passato, merito un po di tregua.
Chi è quel tipo?
Io e Dario ci vediamo da due mesi. Quando troveremo un appartamento, vivremo insieme. Per ora viene a trovarmi solo a volte, con gli amici.
Alessia, irritata, replicò:
Lidia, hai solo un mese. Poi riprenderemo lappartamento. Non apprezzi affatto la nostra buona volontà! Spendere i soldi dei figli per fare baldoria. Non ti preoccupi che ti levino i bambini?
Gli occhi di Lidia divennero gelidi:
E tu, hai mai pensato a quello che ti ho detto prima? la fissò con rancore. Non ho bisogno di consigli!
Alessia tornò a casa, il piano di azione ben chiaro nella sua mente. A cena raccontò a Emanuele della festa e del comportamento arrogante di sua sorella.
Forse non riesce a staccarsi dal divorzio? Cerchiamo lavori per lei, portiamola ai colloqui appena arrivano le risposte.
Il giorno dopo, Emanuele stampò una pila di offerte e le consegnò a Lidia. Quella sera Alessia si diresse verso Maria Serafina, voleva dirle ciò che aveva visto nella casa di Lidia.
Salì di nuovo al quinto piano, premé il pulsante, ma la porta rimase chiusa. Capì che la suocera non era in casa, ma il padre poteva aprire se fosse tornato. Aspettò. Dal piano di sotto, sentì voci: la suocera e Lidia scendevano le scale lentamente.
Mamma, è impossibile! lamentava Lidia. Ho bisogno di riposo, di aiuto…
E lei? chiedeva la suocera, con un pizzico di compassione.
Ha detto che in un mese dovremmo liberarci, perché hanno due mutui e servono i soldi. E a chi non servono più?
Figlia mia, la nuora è ricca ma tirchia. Anche Emanuele è così.
Lidia scoppiò in lacrime:
Non voglio che ci mettano a vivere qui per un anno o due! Potrebbero lasciarci finché le bambine non finiscono la scuola. Ma no!
E il lavoro?
Vorrei qualcosa di pulito, per vivere al caldo
Ti ho sempre detto: studia, figlia, studia sbuffò la madre.
Che dire allora! Cercherò qualcosa, ma non voglio più fare la donna delle pulizie o lo spazzino!
Allora apparve Alessia, fingeva di guardare il telefono, ma ascoltava.
Entrarono tutti nella cucina della suocera. Alessia, curiosa, chiese:
Lidia, Dario ha una casa sua?
No, vive in un dormitorio. È stato licenziato e ha un mese di tempo per liberare la stanza.
Alessia non poteva credere:
E dove andrà poi? Spero non finisca nella nostra casa.
Non ne abbiamo ancora parlato.
Abbiamo rifatto i lavori per non trasformare lappartamento in un cortile pubblico. Lidia, sistemati, per favore, nella tua zona personale.
Lidia alzò il capo scontenta, mentre Alessia continuava:
Abbiamo trovato molte offerte, Emanuele ti ha dato il foglio stamparlo. Se non scegli, torni qui tra una settimana.
La suocera, abbattuta, chiese:
Come faremo a starci tutti?
Non dovrete stringervi se Lidia troverà lavoro e sistemerà lalloggio. Non ha né chiesto gli alimenti né pensato a nulla, vive solo di sussidi! Emanuele e io non intendiamo aiutarla.
Alessia mantenne un tono freddo, Lidia la fissò:
Che lingua lunga hai!
Alessia si allontanò, la suocera mise la figlia in seduta, gli occhi pieni di fuoco:
Ora raccontami chi è Dario e dove spendi gli assegni familiari. Non osare mentire!
Lidia dovette parlare onestamente, ma poi afferrò la testa:
Quindi Alessia e Emanuele sono cattivi, ma tu sei buona? Dovrai trovare lavoro in un mese, altrimenti ti porto via i figli. Conosco le mie parole, non butto via nulla al vento!
Lidia capì che la festa era finita. Tornò a casa, trovò il foglio delle offerte, prese il telefono e scrisse: Non ti perdonerò mai!, e lo mandò ad Alessia.
Così si concluse questa storia, davvero accaduta, un sogno che gira come una giostra a Napoli. Chi semina bene, raccoglie il frutto; chi non paga, paga il conto.




