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Al funerale di mio marito ho notato una strana vecchia signora che teneva in braccio un’innocente creatura. Affascinante, vero?
Al funerale di mio marito mi sono imbattuta in una vecchia signora che teneva in braccio un neonatino
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Il Biglietto della Fortuna
Allora, ragazze, venite tutti a tavola! Facciamo un brindisi in onore della nostra vecchia compagnia.
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Padre Facoltoso Decided to Teach a Lesson to His Daughter by Sending Her to Work as a Doctor in a Remote Tuscan Village, Only to Discover the Simple Life and Decide to Stay!
Il ricco padre, Antonio Lombardi, aveva deciso di dare una lezione alla figlia e laveva imbarcata per
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A trent’anni, nel passato di Ivanova, figura una appassionata storia d’amore con Giò
A trentanni, nella mia vita cera stato un appassionato romance con Giulio, una noiosa novella con Costante
– Signora Natalia, buongiorno. Sono Iana, la futura nuora. Vorrei incontrarla per parlare: quando e dove le sarebbe comodo? Signora Natalia si irrigidì, soprattutto sentendo “futura nuora”. Che notizia è questa? Vadim non aveva detto che voleva sposarla. – Salve, Iana. Oggi alle 18 da me, l’aspetto. “Chissà di cosa vuole parlare? Forse aspetta un bambino? Certo. L’ha fatto apposta, così Vadim la sposa, lo sappiamo, ci siamo passati. Ma cosa pensa lui? Non è alla nostra altezza. Vadim è un architetto con un grande futuro. Ha casa, macchina, è bello e intelligente. Un partito da invidia. Qualsiasi ragazza sarebbe felice, invece ha scelto proprio questa…” Signora Natalia mise in ordine la casa, andò al supermercato. Era inquieta. Aveva visto Iana poche volte, e subito non le era piaciuta, fin dal primo incontro. Vadim l’aveva portata a conoscerla, poi solo per un tè, per chiacchierare. E ogni volta, dopo l’incontro, Natalia diceva al figlio tutto quello che pensava di quella ragazza. – Figlio, non ce ne sono altre? Perché proprio lei? Cosa ha di bello? È insignificante, magra, minuta. Ai miei tempi agli uomini piacevano ragazze ben diverse! E comunque, non è adatta a te! – Mamma, la amo, per me è la più bella! E cucina divinamente! Il suo borscht è una bontà! Queste parole fecero male. Prima elogiava sempre la cucina della madre, ora quella ragazza prepara borscht divini. Iana arrivò puntuale. Portò dei pasticcini – cestini con crema di albumi. Natalia li adorava. “Furba, vuole ingraziarsi…” – Signora Natalia, vado dritta al punto. Vadim mi ha chiesto di sposarlo e ho accettato. Sta aspettando il momento giusto per dirglielo. Teme che lei non prenda bene la notizia. – Certo, cara! Perché dovrei essere felice? – Vorrei proporle un patto. Mi ascolti, per favore. So che ha cresciuto Vadim da sola. Si è sposata perché aspettava un figlio, ma la vita di coppia non è stata felice. Suo marito se n’è andato. Anche mia madre mi ha cresciuta da sola, mio padre è mancato quando ero piccola. So cosa vuol dire crescere in una famiglia incompleta. Ha dato tutta l’anima e l’amore a suo figlio. Grazie di cuore. È educato, gentile, sensibile. È merito suo. Può esserne orgogliosa. Natalia annuì con approvazione. È vero. È solo merito suo se il figlio è così. Iana continuò. – Lei sogna che suo figlio sposi una ragazza bella, di successo, ricca. E invece arrivo io. Piccola, insignificante, di famiglia semplice. Lo stipendio non è alto. Una scelta sbagliata per suo figlio, secondo lei. Ora è confusa, non sa cosa fare, come dissuadere Vadim dal matrimonio con me, vero? Natalia scrollò le spalle e annuì. Proprio così. – Guardi cosa può succedere. Vadim non la ascolterà. È deciso. Lei cercherà di convincerlo. Finirà che litigherete. Ovviamente non verrà al matrimonio. Certo. Suo figlio non l’ha ascoltata. Giusto? – Sì, andrà proprio così. – Racconterà a tutti che suo figlio è cattivo, che ha fatto tanto per lui e questa è la gratitudine. Qualcuno la compatirà, qualcuno sorriderà. Intanto noi vivremo felici. Lei ci ignorerà offesa. Io avrò un figlio, Vadim ovviamente glielo dirà. Ma lei si ostinerà a non voler vedere il nipote. Non riconosce il nostro matrimonio, quindi neanche il bambino. Mia madre si occuperà del nipotino, lo porterà a passeggio, racconterà favole, lo vizierà. E sarà la nonna più amata del mondo. Nel frattempo, lei starà sola in casa, guarderà la TV e si lamenterà che la vita è andata così, che è sola e nessuno la vuole. Durante le feste sarà ancora più triste e sola. Tutti festeggiano in famiglia, lei di nuovo sola. Il rancore non la lascerà in pace. La salute non conterà più, finirà in ospedale. Gli altri riceveranno visite, lei solo dalla vicina e da un’amica. Con suo figlio e la sua “cattiva” moglie non vuole parlare. Alla fine vivrà da sola, senza sapere come cresce il nipote, nessuno la chiamerà nonna, nessuno la festeggerà per il compleanno. E sarà una sua scelta. Oppure, può andare diversamente. Dopo che me ne sarò andata, rifletterà bene. E, da madre intelligente e amorevole, accetterà la scelta di suo figlio, perché se lui mi ha amata, un motivo c’è. Sa, non sono poi così male. Al lavoro mi stimano, mia madre mi adora, sono una persona perbene. Sarò una brava moglie e mamma. E soprattutto, amo suo figlio e lui ama me. Quando Vadim le dirà che vuole sposarsi, lo loderà, dirà che accetta la sua scelta. Capisco che forse non mi amerà, ma basterà un po’ di rispetto e cortesia, sarà sufficiente. Neanche io provo affetto per lei, ma sono pronta a cambiare atteggiamento. Al matrimonio la metteremo al posto d’onore. Ammirerà suo figlio e un po’ anche me. Quando avrò un bambino, sarà sempre la benvenuta. Nostro figlio avrà due nonne che lo amano, ed è meraviglioso. Non dirò mai una parola cattiva su di lei, e lei su di me. Abbiamo una cosa in comune: rendere Vadim felice. Quindi collaboriamo. Rifletta e mi chiami, così saprò cosa aspettarmi. Grazie per il tè, signora Natalia, buona serata! Dopo che Iana se ne andò, Natalia si sedette sulla poltrona vicino alla finestra e si mise a pensare. Aveva ragione! È proprio così che è stato e sarà! E davvero, che importa se la futura nuora non le piace. È il figlio che deve vivere con lei. Litigherà, cercherà di convincerlo – e poi? Lui si rattristerà, ma si sposerà comunque. Ha visto come brillano gli occhi di Vadim quando guarda Iana. Se persino il borscht della madre non gli sembra più così buono… Cosa ci guadagna alla fine? Niente. Resterà sola con il suo rancore, mentre l’altra nonna coccola il nipote. Anche lei lo vorrebbe. Ma non potrà. Se… No, non succederà, se… – Pronto, Iana… Accetto il tuo patto. Non voglio restare sola e triste, voglio essere amica e parlare con mio figlio, e quindi anche con te. E mi darete il nipote nei weekend, va bene? E poi, cosa metti nel borscht che Vadim lo adora così? Iana rise – Signora Natalia, il suo borscht non è affatto peggiore, glielo assicuro. Ma il segreto sono le spezie. Sono felice che abbia accettato il mio patto, così staremo tutti meglio. Vadim aveva ragione, lei è una mamma intelligente e amorevole! Sono passati tre anni – Vadim, guarda Andrei, come strizza gli occhi, è proprio uguale a te! Che bravo bambino, sono così felice di avere un nipote! E poi, Iana, grazie per quel patto. Avevi ragione… – Che patto? Non ne ho mai sentito parlare! – Ma sì, Vadim, sono i nostri segreti con Iana… Natalia scambiò uno sguardo complice con la nuora e le fece l’occhiolino, ricambiata.
Buonasera, signora Natalia. Sono Francesca, la promessa sposa di suo figlio. Vorrei incontrarla per parlare.
Basta, non ce la faccio più! Quanto ancora dovrò resistere? Figlio mio, la tua stanchezza infinita, aiutami, aiutami… ma io vorrei uscire, come una volta! Voglio vicinanza! Lavoro tanto! Vorrei tornare dalla mia amata moglie… ora starò un po’ da un amico, poi troverò una ragazza giovane… ehhh…» – seduto al volante, pensando che oggi è stato il punto finale del suo matrimonio, Sergio fumava nervosamente.
Non ne posso più, davvero. Sento sulle spalle il peso di tutto: la piccola Giulia, sempre spossata, sempre
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Il Milionario Mi Ha Beffato: “Se Riesci A Entrare In Quella Vestito, Ti Sposerò.” Mesi Dopo, Fu Lui A Rimanere Senza Parole
Caro diario, stasera il salone dellHotel Baia di Venere scintillava come un palazzo di vetro, e io Ginevra
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La Solitudine e le Sue Variazioni: Un Viaggio nell’Anima Italiana
Solitudine Mi chiamo Ginevra, ho cinquantasette anni, e il mio ex marito, Marco, mi ha lasciata.
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Natalia sedeva sul bordo del divano, dove poco tempo fa si trovava Michele. Ora qui giaceva solo un velo nero da lutto, caduto per caso.
Natalia era seduta sul bordo del divano dove poco prima ancora era rimasto Michele. Ora sul cuscino giaceva
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LA VECCHIA FOTOGRAFIA
Ehi, nonno! Quei funghi sono porcini? gironzolava il ragazzino attorno al vecchio Pietro, un bambino