Oleg si è sposato con Nadia per vendetta — per ferire Maria. Doveva dimostrare a tutti che, dopo il suo tradimento, non si era lasciato abbattere.

Lorenzo si è sposato con Alessandra apposta, solo per infliggere una piccola puntura al cuore di Ludovica. Doveva dimostrare a tutti che, nonostante il tradimento, non si era spezzato. Con Ludovica aveva condiviso quasi due anni di relazione, un periodo più lungo di una stagione di serie TV.

La amava fino all’estremo, pronto a mettere in fila il mondo intero per i suoi progetti, a piegare il cielo e a girare la terra. Credeva che presto sarebbe arrivato il momento della proposta. Però, ogni volta che la conversazione toccava il matrimonio, Ludovica cambiava argomento con l’arte di un giullare sornione.

E allora perché sposarsi adesso? Sto ancora alluniversità, e tu al lavoro né macchina né appartamento, né tanto meno condividere una cucina con tua sorella. Se avessimo venduto quella casa, avremmo potuto vivere tranquilli, le sentiva ripetere, tra una frase e laltra, mentre lui stringeva il cuore nella tasca.

Lorenzo non poteva negare che le osservazioni avessero un fondo di verità. Lui e sua sorella Oliva vivevano ancora nellappartamento dei genitori, lattività commerciale era alle prime luci, e Lorenzo era ancora studente allultimo anno di ingegneria.

Quando il padre si ammalò gravemente, il giovane prese le redini dellazienda di famiglia. Vendettero la casa, giusto il necessario per estinguere i debiti, rinnovare la merce e mettere da parte qualche spicciolo per il futuro.

Ludovica, a differenza di Lorenzo, pensava che la vita dovesse essere vissuta qui e ora. I suoi genitori si occupavano di tutti i conti, così per lei era facile mantenere la leggerezza. Lorenzo, invece, maturava giorno dopo giorno, tra bollette, lavoro e responsabilità, convinto che un giorno avrebbe avuto casa, auto e una famiglia felice.

Un pomeriggio decisero di andare al cinema. Margherita, la compagna di Lorenzo, gli chiese di non seguirla, dicendo di potersi muovere da sola. Lorenzo lattese alla fermata, ma la vide sfrecciare su una macchina scintillante, scendere, porgergli un libro e, con tono quasi teatrale, dire:

Scusa, ma le nostre strade si separano. Mi sposo subito, e ripartì verso la sua auto.

Lorenzo rimase senza parole. Tornato a casa trovò Oliva già al corrente di tutto.

Lo sai? sussurrò lei, quasi a sé stessa.

Lorenzo annuì silenzioso.

Lei sposa un ricco e vuole che io sia testimone. Lho rifiutata. Traditrice! È tutto dietro le mie spalle

Oliva lo avvolse in un abbraccio, accarezzandogli i capelli.

Calmati. Che le vada bene. Noi avremo ancora di più.

Poi si chiuse nella sua stanza per unintera giornata. Oliva bussò alla porta:

Vieni ho fatto dei crêpe

La sera, Lorenzo uscì con uno sguardo determinato.

Preparati.

Dove? Cosa hai in mente?

Mi sposerò. Con la prima che non mi rifiuta, ribatté, con la freddezza di chi ha già deciso.

È una follia! Non è solo la tua vita implorò Oliva.

Se non vuoi, andrò da solo, replicò, tirando fuori un sorriso gelido.

Si diressero verso un parco affollato. Tra la folla una ragazza girò la testa, unaltra fuggì, ma la terza gli incrociò lo sguardo e accettò.

Come ti chiami, bella?

Alessandra.

Allora festeggiamo le promesse! la condusse, insieme a Oliva, al bar più vicino.

Al tavolo regnò un silenzio teso. Oliva non sapeva da dove cominciare, Lorenzo ribolliva dentro, la vendetta ormai era pronta a bollire. Decise che il matrimonio sarebbe stato il venticinquesimo giorno del mese, proprio come quello di Ludovica.

Deve esserci una ragione seria per questa proposta improvvisa, interruppe Alessandra, spezzando il ghiaccio. Se è solo un impulso, non mi offenderò. Posso andarmene.

Hai già accettato. Domani andiamo a registrare la domanda, poi incontreremo i tuoi genitori, affermò Lorenzo, con voce ferma, aggiungendo un occhio alzato: E basta Lei, passiamo a tu.

Durante il mese che precedette il matrimonio, si incontrarono quotidianamente, scambiandosi storie, sogni e risate. Una sera Alessandra chiese:

Allora, perché proprio così?

Ognuno ha le proprie stanze buie, evitò Lorenzo, con un sorriso.

Limportante è che non soffochino, rise lei.

E tu, perché non ti sei opposta?

Mi sono immaginata la protagonista di una fiaba, sposata col primo eroe che incontrerà. Sempre un lieto fine, giusto per verificare se fosse vero.

Dietro quel sorriso si celava una storia di amori intensi, perdite e delusioni, segnata da qualche spicciolo speso. Aveva imparato a riconoscere chi valeva davvero, e in Lorenzo vide forza, decisione e coraggio. Se lui fosse arrivato con una comitiva, lei lavrebbe superata senza battere ciglio.

Allora chi sei? La Principessa Stupida, la Rana o forse la Bella Addormentata? chiese Lorenzo, guardandola intensamente.

Baciamoci e lo scopriamo, rispose Alessandra con un misterioso sorriso.

Il bacio non arrivò, né alcun altro gesto più intimo. Lorenzo si occupò di tutti i preparativi: invitò il catering, scelse labito e persino la velo, tutto a suo nome.

Sarai la più incantevole, ripeteva, convinto.

Il giorno della registrazione al Comune di Roma, in fila, arrivò la sorpresa: davanti a loro cera Ludovica, accanto al suo futuro sposo. Lorenzo, forzando un sorriso, le disse:

Congratulazioni, e la baciò sulla guancia. Che la vostra fortuna sia grande come i vostri scarponi!

Ludovica, pallida, rispose con un Non fare spettacolo. Osservò Alessandra: alta, elegante, con unaura di serenità che contrastava con la frenesia di Ludovica. Linvidia le graffiò il cuore, la felicità del suo matrimonio svanì in un attimo.

Lorenzo si voltò verso Alessandra:

Va tutto bene, disse, forzando la serenità.

Non è ancora troppo tardi per cambiare idea, sussurrò lei.

No. Andiamo fino in fondo, rispose, mentre nella stanza dei registri, guardando negli occhi profondi di Alessandra, capì improvvisamente la follia della sua scelta.

Ti renderò felice, mormorò, credendo davvero alle proprie parole.

La vita matrimoniale iniziò con Alessandra e Oliva che subito trovarono sintonia: la focosa Oliva imparava la calma, mentre Alessandra organizzava la casa senza mettersi in mostra. Con il suo background in finanza, mise ordine nei conti. Dopo sei mesi aprirono un nuovo negozio di materiali edili e, poco dopo, una squadra di ristrutturazioni; i profitti schizzarono alle stelle.

Alessandra si rivelò una vera Vasilissa della gestione, proponendo idee così sagge che Lorenzo le attribuiva come proprie. Vivi e sorridi, sembrava dire. Ma a lui mancava la passione travolgente che aveva provato con Ludovica; tutto era preciso, prevedibile, come un fiume che scorre senza rapide. Non è amore, ed è sufficiente così, pensava.

Grazie alle doti di Alessandra, la coppia passò a costruire case chiavi in mano; il primo progetto fu la loro stessa villa.

Man mano che gli affari prosperavano, Lorenzo non poteva fare a meno di pensare a Ludovica.

Se solo avesse visto la mia nuova auto e la casa, non più una casa ma un vero palazzo! si rallegrava, immaginando scenari alternativi.

Alessandra percepiva il suo desiderio di essere più di una moglie, di essere una compagna. Ma il cuore non è un chiodo che si fissa a comando.

Non tutte le favole hanno un finale felice, rifletteva, ma il suo nome le dava comunque speranza.

Oliva, attenta, gli disse:

Non fare sciocchezze, perderai più di quanto credi.

Non ficcare il naso! sbottò Lorenzo, irritato.

Oliva, con gli occhi che brillavano, replicò:

Stupido. Alessandra ti ama davvero, e tu fai il disastro.

Il pensiero di avere dei figli lo agitava. Intanto, il ricordo di Ludovica lo attirava indietro, così scrisse un messaggio.

La risposta fu un fallimento personale: Senza lavoro, senza diploma, vivo in affitto a Napoli, lontano dai genitori. Lorenzo esitò se partire o restare. Alessandra, invece, era partita a prendersi cura della nonna malata, lasciandolo solo.

Decise di incontrarla nella città di Napoli, correndo come un fulmine, senza curarsi dei segnali stradali. Il cuore batteva a mille, immaginando parole, futuri, strade da percorrere insieme.

La realtà, però, era un duro colpo.

Che bel giovanotto sei diventato! esclamò Ludovica, gettandosi sulle sue spalle.

Lodore di sudore non lavato gli colpì il naso. Lorenzo si allontanò di un passo.

La gente guarda, disse lei.

A me non importa! rise, con voce stridula.

La sua gonna corta, il trucco pesante, profumi sconosciuti unesplosione di volgarità che non poteva competere con la sobrietà di Alessandra.

Dammi un po di soldi, non voglio restare in debito, sussurrò, le labbra bagnate da un sorriso civettuolo.

Lorenzo non sapeva più dove scappare.

Scusate, ho degli affari, si alzò dal tavolo.

Ci rivedremo? chiese Ludovica.

Ne dubito, rispose al cameriere: Il conto, per favore.

Voglio ancora stare qui! protestò Ludovica.

Lui mise il denaro sul bancone, il cameriere annuì, e Lorenzo, superata la velocità consentita, tornò a casa, mormorando:

Che stupido Oliva mi aveva avvertita. Perché ho insisto?

Forse, dopotutto, non era poi così male.

Non ho mai chiamato la moglie Alessandrina non ho nessun altro vicino, pensò, frenando il pensiero.

Si fermò per cinque minuti, fissando il vuoto, e limmagine di Alessandra gli tornò in mente: occhi azzurri come il mare, sguardo sereno, mani che gli aggiustavano i capelli con dolcezza.

Le avevo promesso di renderla felice rifletté, accendendo il motore. Dopo qualche chilometro, svoltò su una strada di campagna.

Una settimana senza di te è come uneternità. Due giorni non li ho sopportati, disse, quando Alessandra corse fuori dalla casa della nonna, vedendo la sua auto.

Pazzo, rispose lei, ridendo tra le lacrime, la più bella ricompensa per lui.

Alessandrina, amore mio, le sussurrò allorecchio, stringendola. Entrambi giravano la testa per la gioia, il sollievo, la felicità.

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