Ciao tesoro, ascolta un po la storia di Fiorenza, la mia amica di cui ti volevo parlare.
Una mattina, la porta del suo piccolo appartamento a Milano si aprì e una donna dal look da amante misteriosa si affacciò, tutto scompigliata.
Oddio, ma che cavolo vuoi? sbottò la donna, girando gli occhi.
Ehm papà è a casa? incalò Fiorenza, sperando in una risposta.
No, è via in trasferta, le disse la donna, chiudendo la porta dietro di sé. Ma in fondo alla stanza si sentì una voce maschile: Luca, chi è?
Fiorenza era una ragazzina minuta, alta un po meno di un metro settanta, dal viso delicato e dalle lentiggini, sempre un po timida e sensibile.
La sua mamma, Anna, era una signora un po rotondetta, tranquilla, molto metodica e seria. Aveva cresciuto in solitudine la figlia, amandola con tutto il cuore.
Anna spiegò a Fiorenza, con voce calma: Il tuo papà non ha fatto nulla di male, è solo che si è innamorato di unaltra. Non lo disturberemo, ce la faremo da sole.
Fiorenza, naturalmente, avrebbe voluto sapere di più sul padre, ma il tono fermo di Anna spense quel fuoco. In fondo, se lui volesse parlare, lo farebbe; altrimenti, lasciamo stare.
Per tirare avanti, Anna si è prodigata a gestire la piccola famiglia. Prima sfornava torte e pasticcini su ordinazione, poi ha aperto il suo panificio, Il Sogno, in un quartiere di Porta Venezia.
Fiorenza non lha mai aiutata in cucina; lei frequentava una scuola darte, suonava un po di pianoforte e prendeva lezioni di nuoto. Si è formata in tanti modi.
Quando ha detto ad Anna che voleva diventare educatrice in un asilo, la madre le ha regalato un sorriso affettuoso: È il lavoro più giusto per te, piccola. E Anna ha promesso che guadagnerebbe anche il pane e il formaggio con il suo panificio.
Poco dopo la laurea, la sventura è arrivata: Anna è morta di una grave malattia.
Non avete visto che stava male? ha chiesto il giovane dottore, sorpreso.
No, ha balbettato Fiorenza. Le ho chiesto, ma lei ha detto solo che era stanca
E ha cominciato a piangere.
Il suo amico di sempre, Matteo, le ha messo una mano sul cuore: Non colpevolizzarti, Fiorenza. Tua zia Anna non vorrebbe vederti soffrire, per questo non ti ha detto nulla.
Matteo e lei si conoscevano dalla prima elementare, era il suo unico legame, oltre a quello con la mamma. Il padre di Matteo era sempre via per lavoro, così i due passavano molto tempo insieme. Matteo, un ragazzo tranquillo, più appassionato di computer che di feste, capiva bene la sua situazione.
Fiorenza ha pianto: Dovevo accorgermi! Dovevo farla curare
Poi ha scoperto che il panificio e lappartamento appartenevano interamente a sua madre.
Non lo sapevo, ha detto a Matteo, confusa. Lamministratore mi ha mostrato una lettera
Forse hai firmato dei documenti, le ha suggerito Matteo.
È vero, ha ammessa. Anna mi ha chiesto di firmare, non ho chiesto nulla.
Matteo ha sospirato: Zia Anna doveva prepararsi ma non piangere.
Nella lettera, Anna scriveva che amava molto sua figlia e non voleva farla soffrire, ma le cose sono andate così. Alla fine, indicava nome e indirizzo del padre di Fiorenza: Cerca tuo padre, è una brava persona e ti aiuterà.
Il padre era Alessandro Bianchi, un uomo che viveva dall’altra parte di Milano, nel quartiere Isola. Fiorenza e Matteo avevano intenzione di andare a trovarlo, ma la nonna di Matteo è morta a Bergamo, così Matteo è partito per una settimana.
Aspettami, andremo insieme da tuo padre, le ha detto Matteo prima di partire.
Fiorenza ha annuito, ma non lha ascoltata.
Quando è arrivata allappartamento di Alessandro, la porta le ha aperto una donna giovane, snella, che sembrava una direttrice di una boutique.
Chi sei? le ha chiesto con uno sguardo valutativo.
Alessandro Bianchi è qui? Sono sua figlia, ha balbettato Fiorenza.
Oddio! ha esclamato la donna, una amante è apparsa due mesi fa, e ora compare la figlia cosa vuoi?
Ehm papà è a casa?
No, è via per lavoro, ha risposto, chiudendo la porta. Fiorenza ha udito una voce maschile dal profondo: Luca, chi è?
Con gli occhi pieni di lacrime, Fiorenza è tornata a casa. Quella donna sembrava determinata a impedirle di incontrare il padre. Cosa fare? Infiltrarsi per strada? Era una cosa imbarazzante.
Il giorno dopo, Ludovica, la nuova moglie di Alessandro, lha chiamata e ha fissato un incontro.
Il tuo numero lha lasciata tua madre, volevo vederti, ma tuo padre è sempre fuori, ha detto con un sorriso.
Quando Fiorenza è entrata, un uomo alto, con jeans e una maglietta elegante, le ha detto: Ciao, figlia mia.
Sei proprio giovane, ha sorriso Ludovica, dai, ti faccio vedere tuo padre.
Luca, il padre, lha guardata con occhi pieni di sorpresa. Non laspettava così giovane.
Alex! Stai facendo arrossire Fiorenza, ha riso Ludovica, accarezzandogli la spalla.
Per unora, Alessandro e Ludovica le hanno chiesto della sua vita. Ha raccontato di Anna, del panificio, del lavoro. Il padre le ha accarezzato la testa, consolandola, e lei ha risposto felice: Adesso siete la mia famiglia.
Ludovica le ha chiesto: Come ti la cavi a gestire tutto?
Io non gestisco, cè lamministratore, ha risposto Fiorenza, non ho idea di come funzionano le cose.
Alessandro, preoccupato, le ha detto: Stanno cercando di fregarti, lo sai.
Cosa faccio? ha chiesto, intimorita.
Adesso ci siamo noi, non ti faranno del male.
Il giorno dopo Fiorenza ha firmato una procura per dare ad Alessandro la gestione del panificio. Ha atteso il ritorno di Matteo, che era ancora fuori per una settimana, per raccontargli la buona notizia: Non è più sola, ha una famiglia che la protegge!
Non ha voluto dire nulla a Matteo al telefono, temeva che si lamentasse per il ritardo. Ma quando Matteo è entrato, lei ha scoperto di aver licenziato lamministratore, perché rubava. Matteo, perplesso, ha guardato la sorella.
È fantastico! ha detto, nonostante il suo sguardo. Ti presenterò a lui, non ti preoccupare.
Tre giorni dopo Alessandro doveva tornare da una trasferta, ma non si è più fatto vedere. Il suo cellulare era spento. Anche Ludovica non rispondeva più, e il suo numero era non disponibile.
Fiorenza e Matteo sono andati a casa di Alessandro, ma nessuno ha aperto la porta. Una vicina scontrosa ha sbottato: Sarà in trasferta, e Ludovica… dove diavolo sarà? e ha chiuso la porta.
Fiorenza, in lacrime, ha pensato: Dove saranno finiti? Dobbiamo andare in ospedale, al carcere, alla polizia!
Matteo lha rassicurata: Non piangere, cercherò io di capire cosa sta succedendo.
Nei tre giorni successivi ha provato a chiamare senza successo. Poi ha detto a Fiorenza: Dobbiamo partire, ho un incontro. Lei, curiosa, ha chiesto: Con chi? e lui ha risposto: Presto lo scoprirai.
Giunti alla casa di Alessandro, la porta è stata aperta da un uomo di media statura, un po calvo.
Ah, siete voi? ha detto, quasi senza guardare. Entrate.
Si sono seduti in cucina, dove cera una bottiglia di grappa quasi vuota e qualche stuzzichino.
Hai detto a Fiorenza? ha chiesto Alessandro a Matteo.
Matteo ha scosso la testa.
No, racconta tu, non ce la faccio più.
Fiorenza ha ascoltato, sconvolta. Alessandro le ha spiegato che Ludovica era la sua seconda moglie, sposata da cinque anni. Il nome Alex era solo un soprannome; sul suo documento cera Alessandro. Era lui a essere presente quando Fiorenza era venuta la prima volta, probabilmente per capire di più sul panificio e sullappartamento. Avevano capito che era una ragazza ingenua e le avevano organizzato una piccola farsa.
Matteo lha interrogata: Non ti sei informata sul padre prima?
Fiorenza ha annuito, senza parole.
Alessandro ha chiesto: Hai ancora lappartamento?
Sì papà ha detto che lo venderà e comprerà una casa dove vivremo tutti insieme, ha risposto.
Matteo ha ipotizzato: Forse perderai lappartamento, hanno fatto qualcosa di strano. Forse hanno venduto il panificio e sono scappati.
Alessandro ha aggiunto: Il tuo ragazzo è in gamba, ha capito tutto, è venuto da me, ha parlato. Se lo avessi ascoltata ancora
Fiorenza non è andata in polizia, come Matteo le consigliava, perché si sentiva colpevole. Ha continuato a parlare con Alessandro, che si è rivelato un uomo onesto e lavoratore, ma quel giorno stava bevendo a causa di una moglie fuggita.
Su suo consiglio, Fiorenza ha cominciato a guardare al futuro, pensando di sposarsi presto.
Ecco, questa è la storia di Fiorenza, di come ha scoperto il suo vero padre, ha affrontato tradimenti, ha trovato una nuova famiglia e ora guarda al domani con speranza. Un abbraccio forte!






