È SOLO QUESTIONE DI ASPETTARE

Devo solo aspettare

Ginevra lo sapeva tutto. Certo, lo sapeva, non aveva più ventanni né neppure trentanni

***

Ginevra era stanca di stare sola, di trascinare quel carico eterno.
Luca, perché è così? Che cosa cè di sbagliato in me? Forse sono una noiosa? Forse puzzo o sono troppo invadente? O forse, al contrario, non do abbastanza amore e tenerezza? Che cosa non va in me?

Tutti, tutti, brutti, sgraziati, grassi, magri, beoni, belli, brutti, hanno una vita sentimentale tutti e io no.
Che cosa non va in me?
Perché sono sola?

Ascolta, Gine Non ridere, ma la nonna mi ha raccontato una cosa, non so bene come chiamarla il coro della celibatezza.
Ma va bene, scacciò Gine, viviamo nel Medioevo, o cosa?
Non ci credi? si alzò Lidia dalla sedia sulla mia cugina di terzo grado lo hanno messo anchessa, quella nonna lo ha tolto.
Che nonna? domandò Gine, senza curiosità, solo per rispondere.
In fondo, chiamerò subito Nadia, è mia sorella, quella con cui hanno tolto il coro, e le farò sapere tutto.

Dieci minuti dopo Lidia scriveva qualcosa su un tovagliolo, masticando il labbro.
Allora grazie, Nadia. Come va? Che? Ti sposi di nuovo? Non ho capito E Marco? Ah, lha cacciata. Va bene certo verrò

Lidia chiuse il telefono e rimase in silenzio.
È successo qualcosa?
Cosa? No beh, sì, è successo, devo comprare un regalo per il matrimonio, la sorella si sposa per la quinta volta sembra che la nonna abbia davvero tolto quel coro ecco lindirizzo. Vieni?

Ginevra alzò le spalle. Alla fine partì, ma la nonna, girandole la testa, la rimandò indietro a mani vuote.
Non hai nessun coro.
Come è possibile, io
Che cosa? Non hai scelto gli uomini giusti? Il primo ti ha tradita, ti ha promesso il mondo e poi è sparito, era già sposato.
Non lo sapevo? Pensavo fosse colpa mia? È tutto colpa sua è un bastardo, lha lasciata nei cespugli e poi la vita è andata avanti.

Come?
Non è affar tuo, non è il tuo uomo.
Il secondo non è il mio uomo? sorrisette Ginevra.
Non è il tuo, confermò la nonna, il terzo neanche.
Che terzo? Non ho nessuno
Così sarà
E il mio? Quando arriverà? Arriverà quando meno te lo aspetti sarà tuo, ma non del tutto una ragazza è una ragazza, non si può cambiare, ma credi in lui è affidabile, con lui troverai la felicità, forse potrai anche averlo tutto ma aspetta, non correre.

Vai, e dì alla tua amica di andare dal medico, di bere queste erbe, di vedere una ginecologa dìle che basta scovare, che la nonna ha chiesto di riferirlo.

Questa conversazione avvenne tanti anni fa. Disperata per trovare la sua felicità femminile, Ginevra andò a cercare la nonna, la guaritrice del villaggio. Tutto quello che la nonna disse fu come una profezia, e si avverò.

Incontrò il terzo, ma le parole della nonna le erano ormai dimenticate. Era un uomo buono, trattava bene la figlia di Ginevra, ma qualcosa accadeva, si faceva pensieroso e spariva, come se fuggisse, senza mai dare spiegazioni.

Poi Ginevra incontrò Giulio. Allinizio non capì che fosse lui, il tanto atteso. Lappartamento accanto era rimasto vuoto per anni. Quando Ginevra si trasferì con la figlia, nessuno vi abitava; la vicina, la zia Carla, le raccontò che il proprietario girava di turno, tornava dal fratello.

Un giorno Ginevra, curiosa, aprì la porta socchiusa del vicino, spinta da una femminile curiosità, e vide un uomo che incollava la carta da parati.
Ginevra uscì silenziosa, capì che il proprietario era tornato.

Il primo incontro avvenne nel corridoio una settimana dopo. Le porte degli appartamenti erano così ingegnose che se una rimaneva aperta, laltra non si poteva aprire, bisognava chiuderla per prima.
Ginevra, di fretta per andare al lavoro, provò ad aprire la porta e non ci riuscì. Il vicino si scusò rapidamente, chiuse il suo appartamento e Ginevra udì passi leggeri. Un attimo dopo, Ginevra bloccò luscita del vicino.

Si incontrarono poi in piazza; il vicino le permise di aprire per prima. Un giorno Giulio aiutò Kristina a sollevare la bicicletta; Ginevra preparò dei pasticcini e glieli portò. In un parco, Giulio aveva un figlio delletà di Kristina; i due bambini si fecero subito amici e andarono a dondolarsi su diverse giostre, mentre Ginevra e Giulio chiacchieravano allegramente.

Dopo sei mesi, Giulio la invitò a un appuntamento, poi la presentò alla sua famiglia. Iniziarono a vivere insieme, ma prima Giulio le raccontò la sua storia.

Gine non sono un ragazzo di ventanni, né un bastone, sono un uomo, Gine. Un adulto con le proprie opinioni e il proprio carattere. Ti prometto che, se vivrai con me, non tradirò, farò tutti i lavori da uomo, ti aiuterò, saprò guadagnare, sai, non bevo né fumo. Non ho cattive abitudini. Ti prometto rispetto, valore Gine scusa non so amare, ho provato.

Non è una roccia, non è un cuore di pietra, certo ho dei sentimenti per te, ma non quelli che vorrei Non riesco a fare nulla.

Sono adatto a te? chiese Gine, forzata.
Ti chiamavano la moglie rispose Giulio così te lo spiego, altrimenti penserai che faccio il drammatico.

È successo, in gioventù mi sono innamorato di una ragazza stavo accanto a lei, era caldo, mi sentivo bene Non è andata bene. Lei vedeva in me solo un amico, io ho cercato di tirarla fuori dal cuore, senza riuscirci. Ho avuto donne più belle, più intelligenti, ma nulla è stato giusto.

Dovevo parlare con lei? Gine domandò a fatica.
Ti ho parlato, ho spiegato per bene perché dovevamo stare insieme ho detto ti amo più della vita. Non mi sono limato, ho solo chiesto di ascoltarmi. Lei, appena separata dal marito, mi ha detto che mi ha sempre considerato un fratello. Ho provato a dimostrarle che non importava se mi amava o no, perché io lamavo.

Mi è rimasta in mente la sua domanda sul perché avessi lasciato Inna.

Non la amavo, rispose onestamente.
E allora? alzò le spalle è bella, intelligente, allegra, perché non lhai presa?

Allora capii: era una donna che non mi amava, mi puntò il naso come un gattino. Non potevo vivere con chi non mi amava, eppure provai a costringerla.

Poi mi sposai. Non ero unombra o uno zombi, vivevo, mi divertivo, come tutti. Ma appena pensavo a colei che amavo, lamore per me era una condanna. Mi sentivo stordito, incapace di donare felicità a una donna. Le donne amano con le parole, non voglio mentire.

Non sono qui a fare il saggio, ma voglio solo che tu decida se puoi vivere così, senza grandi emozioni la moglie non ce lha fatta. Non rispondere subito, pensa.

Ginevra rifletté, pensò bene e, una settimana dopo, conobbe la grande famiglia di Giulio. Erano allegri, pieni di vita, laccoglierono bene, così come la figlia di Ginevra.

Allinizio Ginevra temeva che qualcuno potesse dirle che era solo una sostituta, o che lavrebbero guardata con pietà ma tutto andò per il meglio. Non si pentì mai di aver sposato Giulio; era affidabile, risolveva subito i problemi, e lei cercò di non pensare alla passione o allamore, tutto andava bene. Solo qualche volta allanno, coglieva lo sguardo errante del marito, forse ricordava unaltra, ma non influenzava la loro vita coniugale.

E ancora, quel sguardo…

Era doloroso per Ginevra? Onestamente, toccandosi il cuore quale donna non sogna che luomo cambi per lei? Anche lei, non si era sposata per amore grande, ma col tempo si era abituata, e come non amare un marito perfetto?

Poi, quel sguardo sfocato è lui che non ama più Ginevra?

Gine? Giulio guardava sua moglie che puliva i vetri, primavera, il sole bruciava le finestre, lei cantava piano, e Giulio entrò nella stanza, ammirando la moglie. Si sentiva libero, così libero aveva ritrovato lamata e nulla più, era felice di vederla.

Che succede, Giulio? chiese Ginevra.
È tutto bene. rispose lui, guardandola. Non capisci quanto è bello tutto questo.

Giulio baciò Ginevra, e lui, per la prima volta, realizzò quanto amava sua moglie, quanto le era cara.

Pensò Ginevra: la nonna non aveva mentito aveva detto solo di attendere.

Buongiorno, carissimi! Che il vostro amore, se non lavete ancora incontrato, voli alla vostra finestra. E se è già con voi, custoditelo. Un abbraccio, un raggio di bontà e positività. Sempre vostra.

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