Che fai qui? chiese Loredana, sospettosa.
Sono tornato, come vedi sorrise Vincenzo Rossi, indicando le valigie piene di vestiti.
Da dove esce questo? increspò la fronte Loredana, piegando la testa di lato. Sono già passati sei mesi.
Loredana, non posso più stare così! sospirò pesante Vincenzo. Quando mi viene in mente che ti ho lasciata sola, il cuore si spezza in mille pezzi! È come una lacerazione che non guarisce, ti vedi soffrire così!
E io soffro? domandò Loredana.
Almeno non devo più dipingermi davanti a te rise Vincenzo. Puoi mostrarti a tutti come se la mia partenza non avesse significato nulla, mentre tu ti arrangi!
Lo so, è dura! Da sola. E con il bambino!
Loredana rimase in silenzio, pensierosa. Il cigolio dellascensore interruppe quel momento di imbarazzo, aprendo la porta al piano.
Papà? chiese confuso Sandro, il figlioletto.
Sì, figliolo! si sedette Vincenzo aprendo le braccia. Tornerò a vivere con voi! Vieni, ti abbraccio!
Sandro esitò, guardò la madre, che annuì con un cenno di accettazione.
Va bene, disse Loredana, entra, vedrai.
Vincenzo varcò la soglia come il proprietario di casa, ma si mosse verso la cucina con latteggiamento di un ospite.
Nel corridoio era comparsa una nuova mensola per le chiavi e una credenza di legno per le scarpe. Il lampadario aveva cambiato stile, le porte interne erano di recente fattura.
Mentre Loredana, dietro di lui, passava accanto al bagno, schiacciò linterruttore.
Cosè questo? chiese Vincenzo.
Ti ricordi che il bagno era sempre umido? ricordò Loredana. Ho messo una ventola per non dover tenere la porta chiusa.
Sono più o meno venti minuti non importa! scacciò Loredana. Un caffè, allora?
Prepara il caffè, per favore disse Vincenzo, sedendosi su uno sgabello nuovo.
Loredana estrasse una capsula dalla cialda, la infuse nella macchinetta, e premé il pulsante.
Mi cambiò, appena mi vesto sorrise, mentre Vincenzo alzò un sorriso contenuto.
Non erano soltanto gli sgabelli a essere nuovi; le pentole erano diverse, il piano cottura rivestito da piastrelle smaltate invece della pellicola che Vincenzo aveva incollato un tempo. Nuovi ganci per gli asciugamani pendevano accanto al lavandino.
Quando Loredana tornò in tuta sportiva, che prima indossava soltanto in grembiule, Vincenzo mostrò un umore cambiato rispetto a quello di quando era arrivato.
E che è questo? chiese con tono pungente.
Chi? non colse la domanda Loredana.
Che tipo di uomo hai portato in casa? Avrei dovuto saperlo! Devo conoscere chi sta educando mio figlio! E, se ti è sfuggito, non siamo ancora divorziati!
Bevi il caffè! rise Loredana.
Guardala! esclamò Vincenzo. Lho rimpianta! Sono tornato! E lei è lì a fare chissà che cosa! E con il marito ancora vivo! Loredana!
Il tono di Vincenzo divenne imperativo: Bevi il caffè!
Se vuoi, ti verso il caffè in testa! scoppiò, saltando in piedi. Che sta succedendo? Voglio risposte!
***
Sei mesi prima, Loredana aveva creduto che la sua vita fosse giunta al capolinea. Un turbinio di emozioni che non riusciva a spiegare.
Loredana, penso che il nostro matrimonio sia finito! dichiarò Vincenzo. Non cè più quellaffetto, né quel calore!
Non cè più nulla che ci leghi. Restare insieme solo per il figlio è, a dire il vero, un sacrificio troppo grande.
Divorziamo? chiese Loredana, la voce tremante.
Qui suggerisco di non affrettarci rispose Vincenzo. Potrei sbagliarmi! E potrei sbagliarmi di brutto. Non parliamo di divorzio per ora, solo di vivere separatamente.
Non prometto di fare visita, ma se avrai davvero bisogno, potrai chiamarmi. Però, per favore, non telefonare incessantemente; potrei già avere una nuova vita!
Un altro colpo. Il silenzio di Loredana fu interpretato da Vincenzo in modo diverso.
Non presentare domanda di alimenti, evitiamo burocrazia. Ti assegneranno non più di quindicimila euro. Ti darò questa somma per il prossimo mese, poi la trasferirò come stipendio. Sai, tutti gli adulti devono provvedere a sé stessi!
Per il figlio darò la mia parte. Quindi, vai pure, e non offenderti!
Non cerano ferite da rimproverare. Loredana era persa tra cielo e terra.
Nove anni di matrimonio, che Loredana credeva felici, crollarono in un attimo.
Non riusciva a ricordare alcun preavviso. Sembrava tutto andato bene. Perché Loredana aveva deciso che la sua vita fosse finita? Perché, nella sua vita adulta, non cera nulla se non il matrimonio.
La loro vita aveva iniziato con la laurea di Loredana. Si era aspettato il giorno del diploma per organizzare il matrimonio.
Lui laveva accompagnata a colloqui, ai documenti per la commissione medica, laveva portata al lavoro e laspettava al ritorno. Era presente a tutte le visite ginecologiche durante la gravidanza e anche al parto, dove aveva insistito per una nascita condivisa.
Il padre deve accogliere suo figlio in questo mondo! diceva.
Quando la giovane madre uscì dallospedale, Vincenzo la accolse con gioia, rinnovando la casa e comprando mobili nuovi. Non avevano mutuo, poiché gli zii di Loredana le avevano lasciato un appartamento ereditario, così i soldi bastavano per ristrutturare.
Il ruolo sociale era convenzionale: Vincenzo le dava la possibilità di occuparsi della casa, ma non la costringeva se chiedeva aiuto. I rapporti con i parenti erano sempre cordiali, così come con i genitori di Loredana, la madre di Vincenzo e sua sorella.
Le feste riunivano tutti a tavola, senza mai una parola di rancore.
Quando il bambino crebbe, Loredana tornò al lavoro, ma Vincenzo non poteva più accompagnarla; il suo turno era cambiato. Loredana si spostava da sola, grazie alla macchina che il padre le aveva dato e al finanziamento per la patente.
Se la macchina avesse avuto problemi, chiedeva a Vincenzo di portarla in officina, ma lui rifiutava perché, a suo avviso, le officine trattano le donne con sospetto e chiedono cifre spropositate. Così, Loredana si occupava di tutto, lasciando le chiavi a lui e dicendo che era successo qualcosa.
Loredana non era una casa vuota per il marito; gestiva ogni questione domestica da sola, chiedendo il suo aiuto solo quando non poteva farcela. Al lavoro era stimata per la sua dedizione e, in cinque anni, era salita di due gradini nella scala professionale.
Il suo orgoglio rimaneva sempre legato al marito; ogni suo successo lo celebravano insieme.
In sostanza, Vincenzo era stato sempre al suo fianco, in ogni respiro. Poi, improvvisamente, se ne fu andato.
Loredana si sentiva smarrita nello spazio. Conosceva i passi da compiere, ma cercava con gli occhi il marito, e, non trovandolo, tutto le cadeva dalle mani.
I genitori di Loredana notarono la sua tristezza. La madre si agitò, e il padre, Denis Andreoli, prese in mano la situazione e andò da Loredana a parlare.
Figlia mia, nella vita capitano molte cose disse Denis, ma non è motivo per perdere il coraggio! Sì, è difficile da capire e da accettare, ma la vita non si ferma qui!
Papà, tutto mi cade dalle mani! scappò Loredana in lacrime. Non ho più forze né voglia di fare nulla!
Loredana, noi due ti sosterremo sempre! Hai sempre avuto una mente brillante, sei stata una brava bambina! Non deluderci, per favore.
Le parole di Denis furono dolci, senza colpe o pretese.
Le lacrime si placarono. Loredana trascorse un mese in una routine di inerzia, senza cambiare nulla di ciò che rimaneva da quando Vincenzo era partito. Poi accadde qualcosa di strano, che la sorprese piacevolmente.
Se la si vuole vedere come una equazione, Loredana cancellò Vincenzo dal problema e lo risolse da sola; le soluzioni erano completamente diverse.
Scoprì che non era necessario pulire ogni giorno. Con il piccolo di otto anni, la casa rimaneva in ordine per quattrosei giorni. Il lavaggio dei vestiti diminuì notevolmente: il secchio di detersivo durò tre mesi senza finire.
Non serviva nemmeno cuocere per ore ogni giorno; bastava una volta ogni due giorni, molto meno di prima.
I soldi! Il suo salario e gli alimenti di quindici mila euro erano lunico ingresso. Eppure, a fine mese rimanevano venticinque mila euro.
Forse ho dimenticato qualcosa? si agitò. Forse non ho pagato?
Tutto quadrava, la casa era piena di abbondanza.
Loredana da tempo voleva cambiare le porte delle stanze. Con i soldi a disposizione, comprarle non fu un problema; la domanda era chi le avrebbe installate. Il negozio le assicurò che avevano dei maestri.
Arrivarono due giovani robusti, portarono via le vecchie porte, le gettarono nel cassonetto e posero quelle nuove, pulendo anche dietro di esse. Loredana pensò: Quante volte avrei dovuto chiedere a Vincenzo di farlo!.
Il denaro in tasca stimolava gli acquisti.
Comprò la mensola per le chiavi, il nuovo lampadario per lingresso e la credenza per le scarpe. Guardava le scatole e pensava se invitare Vincenzo a montarle, ma ricordò che lui le aveva pregato di non insistere.
Unora di lavoro? si chiese. Perché no?
Il lavoro fu veloce ed economico. Un artigiano arrivò, ascoltò il compito, annuì e, unora dopo, disse:
Ha finito. Ho pulito il bagno, e non cè più umidità. Non temete il muffa.
È un problema eterno rispose Loredana, scrollando le spalle. Tengo la porta aperta e basta!
Possiamo installare una ventola, se volete suggerì. È già lì il condotto. Bastano trenta minuti e qualche euro.
Lo farete domani pomeriggio? chiese.
Facile, veloce, senza lamentele la convinse; nella mente di Loredana cominciarono a nascere piani per altri miglioramenti.
Le vacanze di Sandro erano imminenti, così Loredana decise di portarlo da sua nonna, non dalla madre di Loredana, ma dalla madre di Vincenzo. Il fatto che Vincenzo fosse andato via non aveva incrinato il rapporto con la suocera. Anche la sorella di Vincenzo e la cognata Caterina parteciparono al tè, chiacchierando di gossip.
Tre giorni dopo, Vincenzo tornò di corsa con la frase: «Sono tornato!»
***
Puoi pretendere solo quando eri marito replicò Loredana. Ora bevi il caffè e vattene!
Non me ne vado! gridò Vincenzo. Sono ancora tuo marito! Sono tornato a casa! Ti ho risparmiato di sparire senza di me!
Come vedi, sorrise Loredana, non sono scomparsa! Ma tu sei solo un marito su carta. E anche quello lo sistemeremo, è il prossimo compito!
Vincenzo fissava Loredana con sguardo di totale incomprensione.
Nella sua testa non entrava: «Come è possibile? Ho mostrato nobiltà, non ho distrutto la famiglia! Eppure non mi accettano!»
Se non vuoi il caffè, vai pure sbatté Loredana una mano, come per scacciare una mosca, ho ancora lezioni da fare con il figlio!
Le relazioni con lex suocera e la cognata si incrinarono allimprovviso. Era comprensibile: chi lavrebbe avvertita che Loredana non si fosse bruciata dallabbandono? Erano loro a spingerla a salvare Loredana dal suo stesso benessere.





