Attenzione! Ora sono ricco e voglio il divorzio,” disse il marito con arroganza. Non poteva immaginare le conseguenze.

Ehi, senti questa! “Ora sono ricco ed è tempo di divorziare,” disse il marito con aria arrogante. Non poteva immaginare le conseguenze. “Non ti rendi nemmeno conto di quanto la tua mediocrità e noia mi irritino adesso,” continuò Marco, gli occhi che brillavano di disprezzo. “Non ho bisogno di una topolina grigia; merito di meglio!”

“Credi davvero che i soldi ti rendano migliore?” rispose Giulia, la voce piena di dolore, cercando di trattenere le lacrime.

La luce serale illuminava accogliente la cucina dove Giulia stava preparando la cena. Lodore di minestrone appena fatto e di focaccia calda riempiva laria.

Marco irruppe dalla porta, agitando una busta con un sorriso smagliante. “Giulia! Giulia! Non crederai mai a questa notizia!” urlò, senza nemmeno togliersi le scarpe. “Ho ricevuto una lettera su uneredità da un lontano parente! Ora sono ricco!”

Giulia si girò, asciugandosi le mani sul grembiule. “Che bello, Marco,” rispose con calma. “Ma chi era questo parente? Non conoscevamo nessuno…”

“Che importa!” rise Marco, avvicinandosi per darle un bacio sulla guancia. “Ora possiamo permetterci tutto quello che vogliamo!”

Giulia alzò le sopracciglia sorpresa, ma non fece in tempo a parlare che Marco si mise a sognare ad alta voce, gesticolando e parlando di auto di lusso e vacanze da sogno.

Ma il giorno dopo, dopo una notte insonne da futuro milionario, Marco era diventato unaltra persona. La guardava con sufficienza, dava ordini e pretendeva attenzione solo per sé. Parlava solo della sua nuova ricchezza, come se avesse vinto il premio Nobel.

“Sai, Giulia,” disse a colazione, evitando il suo sguardo, “ora che sono ricco, dobbiamo ripensare la nostra relazione.”

Giulia trasalì, fissandolo incredula. “Cosa intendi dire?” chiese, trattenendo le lacrime.

“Be, capisci, ora sono a un altro livello,” rispose, mordendo un panino.

“Altro livello? Di che parli, Marco?”

“Del fatto che sono ricco,” ripeté, come se spiegasse tutto. “E tu… sei troppo ordinaria.”

Giulia era sconvolta. Chiamò le sue amiche del cuoreSofia e Valentinaper incontrarsi al bar e raccontare tutto.

“Ragazze, non crederete mai!” esordì appena sedute. “Marco ha ricevuto uneredità e ora pensa che io non sia più alla sua altezza!”

Sofia sbuffò. “Ma dai! E chi sarebbe sto parente piovuto dal cielo?”

Valentina aggrottò la fronte, ascoltando attentamente. “E tu cosa farai?” chiese.

“Non lo so,” sospirò Giulia. “Marco è diventato… disgustoso!”

Sofia scosse la testa. “Giulia, sei sicura non sia un errore? Forse ha solo perso la testa?”

“Non lo so,” ripeté Giulia. “Ma non è più lui.”

Valentina, pensierosa, aggiunse: “Dovresti stare attenta.”

La serata finì così. Giulia tornò a casa, dove Marco era già immerso in cataloghi di macchine di lusso. Unansia le serpeggiava dentro, ma la speranza nellaiuto delle amiche la teneva su.

Passarono giorni, e Marco diventò sempre più insopportabile. Anche se non aveva ancora ricevuto i soldi, si comportava come un nababbo, camminando a testa alta e trattando Giulia con sufficienza.

“Giulia, dovè il mio completo?” urlò una mattina. “Ho un appuntamento importante!”

Giulia gli appese il completo alla porta della camera. “Marco, possiamo parlare?” chiese timidamente.

“Non ora,” la liquidò. “Non ho tempo per sciocchezze.”

Giulia sentì gli occhi riempirsi di lacrime. Non capiva cosa stesse succedendo. Quelluomo che amava era diventato un estraneo. Decise di parlarne ancora con le amiche.

Quella sera, al solito bar, Sofia e Valentina la aspettavano. Ordinarono caffè e Giulia iniziò: “Ragazze, non ce la faccio più. Marco mi tratta come una serva. Dice che ha bisogno di gente al suo livello.”

Sofia sbuffò. “Che idiota! Giulia, devi metterlo in riga. Non ha nemmeno i soldi e già fa il gradasso!”

Valentina la strinse la mano. “Siamo qui per te. Andrà tutto bene.”

I giorni passarono, e Marco peggiorò. Continuava a umiliarla, accusandola di essere interessata solo ai suoi soldi.

“Giulia, ormai siamo su piani diversi,” le disse una sera. “Sei sempre stata una mediocre, e ora lo vedo chiaramente. Aspetti solo i miei soldi.”

Giulia lo guardò ferita. “Marco, come puoi dirlo? Ti ho sempre sostenuto!”

“Sostenuto?” sogghignò. “Ma ora è chiaro: ti interessano solo i soldi.”

Era la goccia che fece traboccare il vaso.

Il giorno dopo, Giulia incontrò di nuovo le amiche. Sofia e Valentina si scambiarono unocchiata seria. “Giulia, dobbiamo dirti la verità,” iniziò Sofia.

“Scusa, abbiamo voluto fare uno scherzo, ma è andato oltre,” aggiunse Valentina.

Giulia le guardò confuse. “Cosa volete dire?”

Sofia sospirò. “La lettera delleredità… è falsa. Labbiamo organizzata noi per mostrarti chi è Marco davvero.”

Giulia impallidì. “Quindi era tutto una bugia?”

Valentina le prese la mano. “Volevamo che vedessi il suo carattere. E purtroppo, ha dimostrato di essere una persona orribile.”

Giulia scoppiò in lacrime. “Come avete potuto farmi questo?”

Sofia la guardò piena di rimorso. “Volevamo aprirti gli occhi. Non credevamo diventasse così…”

Giulia rimase in silenzio a lungo. Alla fine, disse: “Ora so che Marco non è chi credevo. Ma anche voi mi avete delusa.”

Quando Marco tornò a casa, la trovò in salotto, determinata. “Siediti, dobbiamo parlare,” disse ferma.

Marco si mise a ridere. “Ancora? Sono stanco di questi discorsi.”

“Marco, so che la lettera è falsa. Le mie amiche lhanno fatto per mostrarmi chi sei davvero.”

Marco impallidì. “Cosa? Falsa? Ma sei seria?”

“Sì. Hai agito come se fossi già ricco. Sei diventato arrogante e crudele. Mi hai umiliata.”

Marco si alzò, rosso di rabbia. “È ridicolo! Credi a loro più che a me? Sono solo gelose!”

Giulia si alzò a sua volta. “No, Marco. Hanno fatto emergere la verità. Non meriti il mio amore.”

Marco sbatté la porta, urlando che se ne andava.

Appena uscì, arrivarono Sofia e Valentina. “Giulia, come stai?” chiese Sofia, premurosa.

“Male, ma so di aver fatto la cosa giusta,” rispose, asciugandosi le lacrime.

Valentina le sorrise. “Cè dellaltro. Quel avvocato svizzero che ti cercava… esiste davvero. Abbiamo inventato la lettera per mettere alla prova Marco, ma leredità è reale.”

Giulia sgranò gli occhi. “Cosa? Davvero?”

Sofia annuì. “Chiamalo. È tutto tuo.”

Giulia chiamò il numero. Dopo pochi minuti, il suo volto si illuminò. “È vero! Ho ereditato una fortuna!”

Le amiche esultarono. “Ora sei libera e ricca!” disse Valentina.

Alzarono i bicchieri. “Alla nuova vita!”

Giulia sorrise, piena di speranza. Ora poteva ricominciare, circondata da chi la amava davvero.

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Oggetti al posto dell’amore