Beatrice, devo uscire per delle faccende disse Alessandro avvicinandosi alla moglie che stava dando da mangiare alla loro bambina.
Va bene, puoi passare dal supermercato al ritorno? Devo comprare alcune cose. Ti scrivo una lista.
Mandamela con un messaggio.
Luomo si preparò in fretta e uscì di casa. Beatrice lo seguì con lo sguardo, poi chiamò:
Lorenzo, hai finito i compiti? È ora di cena!
Il bambino di nove anni entrò in cucina e si sedette.
Mi manca solo la matematica. Dovè andato papà?
Mangia prima, poi finisci. Papà è uscito per lavoro, tornerà presto.
Lorenzo mangiò, si dondolò sulla sedia e giocò con la sorellina di due anni. Poi guardò dalla finestra e saltò su:
Mamma, mamma, con chi sta papà? Chi è quella bambina?
Beatrice, che stava bevendo tranquillamente il tè, si alzò di scatto e sbirciò fuori. Vicino al marito camminava davvero una ragazzina, tenendolo strettamente per mano. “Non sia mai!” pensò la donna, riconoscendo subito la figlia che Alessandro aveva avuto dal primo matrimonio. Conosceva quella bambina, perché lui laveva già portata a casa qualche volta, anche se di solito si vedevano in luoghi neutrali.
Quando Alessandro entrò in casa seguito da Anna, Beatrice li aspettava già nellingresso. Luomo la guardò subito con unespressione colpevole e accennò alla piccola.
Bea, lo so, avrei dovuto avvisarti, scusami Non cè stato tempo.
È successo qualcosa?
Beatrice non aveva intenzione di sgridarlo. Sapeva che Alessandro avrebbe portato la bambina solo in caso di emergenza. Inoltre, Anna era una ragazzina tranquilla, difficile che creasse problemi.
Elena è in ospedale, lhanno ricoverata per precauzione. Suo marito è via per lavoro. Mi ha chiamato allimprovviso chiedendomi di andare, non sapevo che sarebbe finita così. Non cera nessuno a cui lasciare Anna, è troppo piccola per rimanere da sola.
Capisco disse Beatrice, trattenendo un sospiro.
Si rese conto che la bambina sarebbe rimasta con loro per qualche giorno. Poi guardò Anna e cercò di sorriderle:
Hai fame?
Anchio! esclamò Alessandro, rassicurato dalla reazione della moglie, e le strizzò locchio.
Allora lavatevi le mani e sedetevi a tavola annuì Beatrice.
Anna si rilassò. Aveva paura di venire qui, temeva che la zia Beatrice la trattasse male. E poi le mancava la mamma, già sentiva la sua mancanza.
Mamma, chi è? Lorenzo si fermò sulla porta fissando la bambina con curiosità.
Mi chiamo Anna rispose lei, prendendo liniziativa con un sorriso.
Io sono Lorenzo. Che ci fai qui? Vivi con noi adesso?
Beatrice lanciò unocchiata ad Alessandro e intervenne.
Tesoro, Anna resterà con noi qualche giorno. Vuoi mostrarle i tuoi giochi?
Sì! Ma dove dormirà? Lorenzo non era egoista, anzi, era curioso di giocare con lospite.
In salotto, sul divano.
Mentre Anna e Alessandro cenavano, Lorenzo si aggirava intorno, finché Beatrice non lo riprese:
Figliolo, hai finito i compiti?
No, mi serve aiuto, non capisco il problema disse sperando che la mamma lo aiutasse.
Improvvisamente, la piccola Giulia iniziò a piangere e Beatrice dovuto prenderla in braccio.
Forse più tardi disse.
Uscì dalla cucina per calmare la bambina. Lorenzo stava per seguirla, quando Anna chiese:
Papà, passami i biscotti, per favore.
Il ragazzino si bloccò, poi si voltò lentamente verso di lei.
È il mio papà! Non chiamarlo così!
Anna arrossì, ma Alessandro intervenne.
Lorenzo, non urlare. Sono il tuo papà, ma anche il suo.
Come? chiese perplesso il bambino. Lavete adottata?
Per le femmine si dice affidata lo corresse Alessandro. No, non labbiamo fatto. Prima ero sposato con la mamma di Anna. Poi mi sono sposato con la tua mamma. Capisci?
Quindi Anna ha unaltra mamma?
Sì, e un altro papà aggiunse Anna. Io ho due papà.
Alessandro cercò di nascondere la gioia nel sentirsi chiamare così. Faceva del suo meglio per essere presente nella vita della figlia, pagava regolarmente gli alimenti e la portava a passeggio nei weekend. Anche se si era separato dalla madre di Anna poco dopo la sua nascita, la amava comunque, e lei lo ricambiava.
Che figata! esclamò Lorenzo allimprovviso. Quindi ti vogliono bene il doppio!
Alessandro sorrise allingenuità del figlio, ma non lo contraddisse. Lorenzo avrebbe avuto tante delusioni nella vita, e non voleva accelerarne larrivo.
Vieni, ti faccio vedere la mia stanza! gridò Lorenzo, saltellando dalleccitazione.
Alessandro era sempre stupito dallirrequietezza del figlio, che non riusciva a stare fermo un attimo. Lui e Beatrice erano persone calme, anche la piccola Giulia, ma Lorenzo era un vero terremoto.
Hai i mattoncini da costruzione? chiese Anna con interesse. Amava inventare e creare cose nuove.
Sì, un sacco!
I bambini uscirono dalla cucina, e pochi minuti dopo Alessandro raggiunse Beatrice.
Scusa per la sorpresa. Non sapevo nulla finché non sono arrivato da Elena. Comunque, sembra che Lorenzo labbia presa bene.
È socievole disse Beatrice scrollando le spalle. Accoglie tutti a braccia aperte.
Un cuore doro rise Alessandro.
Si sedette accanto alla figlia e tese le braccia.
Giulia, vieni dal papà. Dai, piccola.
La bambina corse verso di lui, mentre Beatrice chiese:
Quanto resterà Anna? Quando torna il patrigno?
Non lo so. Elena ha detto che Luca è via per una settimana, e lei non sa quando verrà dimessa.
Quindi almeno una settimana ce la teniamo.
Beatrice non era affatto contenta, ma sapeva che la bambina non centrava nulla. Poi si ricordò e guardò il marito:
E le sue cose? In cosa dormirà? E per la scuola?
Alessandro arrossì e la guardò con aria colpevole.
Scusa, non ci ho pensato. È successo tutto troppo in fretta.
Beatrice gli lanciò unocchiata severa e sospirò:
Dammi il numero della madre.
Di Elena?
Sì, Elena! Non preoccuparti, le chiederò solo cosa serve per Anna. Voi uomini non capite certe cose.
Alessandro le passò il telefono e lei uscì per chiamare. Luomo era in ansia, temendo che la moglie potesse dire qualcosa di sgradevole allex. Ma Beatrice tornò dopo dieci minuti sorridendo.
Fatto, Elena e io abbiamo sistemato tutto. Ora andiamo a prendere le cose di Anna e questo weekend la porteremo da sua madre.
Vi siete intese in fretta disse Alessandro, senza nascondere lo stupore.
Beatrice gli sorrise e borbottò qualcosa. Anche lei era sorpresa di aver trovato Elena una donna gentile, che più volte si era scusata per il disturbo. “Chiaro da chi ha preso Anna”, pensò, andando nella stanza del figlio.
Ecco, guarda, qui fai la sottrazione. Capito?
Dalla stanza si sentiva la voce di Anna. Beatrice sbirciò dentro e vide i due bambini chini sul quaderno mentre risolvevano il problema. Anna aveva un anno più di Lorenzo e conosceva già largomento.
Oh, mamma si distrasse il bambino Anna spiega meglio della maestra! Che venga più spesso!
Vedremo annuì Beatrice. Anna, preparati, andiamo a prendere le tue cose. Altrimenti non avrai nemmeno il pigiama.
Posso prestarle il mio! si offrì Lorenzo.
No, grazie fece una smorfia Anna, e scoppiarono a ridere.
Beatrice notò con piacere che Lorenzo si comportava meglio in presenza della bambina. Sembrava perfino meno disordinato del solito.
Anna, sbrigati, è tardi.
Posso venire con voi? chiese Lorenzo con voce supplichevole. Per lui era unavventura.
Se non tocchi nulla e se Anna non ha problemi strizzò locchio Beatrice alla bambina.
Anna annuì seriosa, poi scoppiò a ridere e disse:
Certo, andiamo.
La sua paura era svanita. La zia Beatrice si era rivelata gentile, e Lorenzo era esattamente come se laspettava: un po vivace, ma buono.
Quando Elena tornò dallospedale, Anna si rese conto che le piaceva stare con papà e la zia Beatrice. Si divertiva con Lorenzo e adorava giocare con Giulia. Non voleva andarsene, anche se le mancava la mamma.
Puoi tornare quando vuoi! anche Lorenzo non voleva che se ne andasse. Mamma, per favore!
Certo, Anna, sei sempre benvenuta. Chiama papà o me, e verremo a prenderti.
Beatrice non aveva motivo di negarglielo. Anzi, le piaceva quella bambina tranquilla e intelligente, sotto la cui influenza anche Lorenzo migliorava.
Grazie disse Anna, abbracciandola allimprovviso, cosa che non aveva mai fatto prima.
Beatrice si commosse, poi la strinse a sé e le accarezzò i capelli.
Torna a trovarci.
Non avrebbe mai immaginato di affezionarsi alla figlia del primo matrimonio del marito. Ma ora era contenta che Alessandro lavesse portata in casa. Dopotutto, erano fratello e sorella. Non cera modo di cambiarlo.





