La mattina prima del suo cinquantesimo compleanno, Maria Giovanna Rossi si svegliò di cattivo umore. E considerando gli ultimi eventi della sua vita, nessuno avrebbe potuto biasimarla per la mancanza di positività. Maria Giovanna rimase a letto, senza aprire gli occhi, parlando tra sé e sé, o meglio, constatando la sua situazione disastrosa: “Domani compio cinquant’anni! È unetà enorme! E cosa ho ottenuto? Ho studiato bene. Mi sono sposata giovane. Non ho mai tradito mio marito. Ho cresciuto una brava figlia, che si è sposata anchella presto. Lavoro da diciotenne anni nello stesso posto. Insegno geografia ai ragazziracconto loro di posti dove non sono mai stata e dove non andrò mai. A meno che, per qualche miracolo, un uragano non porti loceano e la Grande Muraglia Cinese davanti a casa mia. Ma spero di no, perché loceano verrebbe inquinato in un giorno e la muraglia coperta di graffiti. Ho tre attestati dal sindaco e le emorroidi in fase acuta. La maggior parte dei miei studenti mi odia, e anche la mia materia. A che serve la geografia? Perché dovrebbero interessarsene? Secondo loro, spreco il loro tempo parlando di luoghi che non vedranno mai. La prof di geografia è un inutile retaggio della scuola, e loro non lo nascondono. Sono bella, ma di quella bellezza di cui non si parla. Se una donna ha questo tipo di bellezza, si dice che è una brava persona e una buona padrona di casa. Sono un pomodoro rosa, e se mi abbronzo, divento rosso. E i capelli? Del colore delle alima no, nessun uccello ha ali così: sono solo grigi. E poi mio marito si è rimpinzato di pere. No, non in senso figurato, proprio letteralmente. Mio marito, Antonio, era a casa di sua madre, che vive in un altro buco del mondo, allopposto del nostrocome se abitassimo su due natiche diverse, separate da un abisso. Lui ha mangiato pere acerbe direttamente dallalbero e ha perso il treno per la diarrea. Sì, letteralmente. Il prossimo treno passa tra una settimana. Mia figlia e mio genero sono in Giappone perché tanto mamma non festeggi, e il viaggio era in offerta. Risultato: passerò il compleanno da sola. Insomma, mio marito è un idiota, mia figlia pensa solo alle vacanze gratis, nessuno mi ama o mi rispetta. Vogliono solo che cucini e che metta loro un bel voto.”
Con questi pensieri tuttaltro che allegri, Maria Giovanna si alzò dal letto, infilò i piedi nelle pantofole pelose e si trascinò in cucina. Dietro di lei, trotterellando, seguì un piccolo cane grassottello di nome Gucci, regalato di recente dalla figlia. Era lunico oggetto firmato che Maria Giovanna possedeva.
Mentre lacqua bolliva per il tè, aprì i social e la prima cosa che vide fu una pubblicità: “Solo oggi! Webinar Scopri la principessa che è in te. Prima volta in Italia! Condotto dal Dottor Vittorio Furbacchioni (non realmente dottore). Vittorio ti insegnerà ad amarti e a fregartene degli altri. Ma non garantisce il successo. Alla fine, ogni partecipante partorirà la propria principessa in diretta. Inizia tra mezzora.”
“Ecco! Ecco la mia occasione! Questo può cambiare la mia vita grigia e inutile, tanto non ho niente da fare!” pensò Maria Giovanna, e si immerse nel mondo magico del webinar.
Non sappiamo cosa sia successo lì dentronon abbiamo pagato per vederloma quando il webinar finì e il falso dottore disse per lultima volta “Meriti di rinascere”, lespressione di Maria Giovanna lasciava intendere che avesse trovato dentro di sé una principessa nientaffatto piccola, tirandola fuori da quel posto dove le emorroidi erano infiammate. Maria Giovanna era rinata.
Certo, per una trasformazione completa ci sarebbe voluto tempo: rimettersi in forma, studiare, farsi rispettare, cambiare abitudini. Il sedicente dottore aveva parlato di uno o due mesi, ma il tempo mancava. Maria Giovanna voleva festeggiare il compleanno come una principessa, non come un pomodoro rosa e malinconico.
E come si sa, ogni metodo può diventare “express” se cè la volontà. Le ore successive furono un inferno di corse e nervosismo. La principessa appena nata pretendeva tutto e subito. Era così attiva che in poche ore divorò completamente la vecchia Maria Giovanna.
La principessa cercò freneticamente foto di bellezze e ultime tendenze. Il risultato furono ciglia finte, unghie lunghe, tacchi a spillo, shorts firmati (falsi) e una maglietta con la scritta in inglese “Bad girl free tonight”, decorata con labbra rosse e una lingua bluastra. “Sarà di moda”, pensò Maria Giovanna.
Intanto, la principessa seguì corsi online: “Trucco sexy”, “Pole dance in unora” e “Deep throat” (questultimo in omaggio). Ordinò a Maria Giovanna di farsi chiamare “Lulù” e di non fare la timida. Disse che la mattina dopo si sarebbe svegliata con un milionario muscoloso dopo una notte di passione. Parlò di viaggi, shopping e borse firmatenon certo del cane. Maria Giovanna tentò di opporsi, ricordando lamore per Antonio, sua figlia e il rispetto dovuto a uninsegnante, ma la principessa rise sguaiatamente, mostrando una gola molto “profonda”.
Poi, i preparativi per il bar. Trucco sexy, shorts stretti, prove di camminata sui tacchi. Intanto, Antonio, la suocera e la figlia chiamarono per gli auguri. Maria Giovanna avrebbe ringraziato, ma Lulù sfogò tutto il rancore accumulatocome insegnava il finto dottore. Non si sentì meglio, forse leffetto sarebbe arrivato dopo.
A mezzanotte, una splendida Lulù entrò barcollando nel bar locale, ironicamente chiamato “Il Bar”, pronta per avventure e sregolatezze. Il bar cedette dopo il primo cocktail, un “B52”.
Fu lultimo ricordo prima del risveglio. Mal di testa, e stranamente, anche alle gambe. Nella nebbia del post-sbornia, la personalità di Maria Giovanna riemerse più forte. Aprì gli occhi e li richiuse subito. Allucinazioni? Le pareva di vedere sulla porta un suo ex alunno, il somaro Luca Bianchi, in mutande.
“Madonna, che incubo”, borbottò.
“Buongiorno, prof! Non sono unallucinazione. In salotto ci sono anche Marco e Simone che dormono sul divano. Ieri labbiamo riportata a casa e siamo rimasti nel caso avesse bisogno. Vuole un po di brodino?”
Maria Giovanna gemette e tastò il corpo sotto le coperte, terrorizzata allidea di aver fatto chissà cosa con i suoi ex studenti. Fortuna: shorts, maglietta e mutande al posto giusto. Solo il reggiseno mancava.
“Non si preoccupi, labbiamo messa a letto vestita. Se non le serve nulla, andiamo. Se ha bisogno, ci chiami.”
Maria Giovanna tirò un sospiro di sollievo. Niente scandali.
Squillò il telefono. Numero sconosciuto.
“Pronto?” sussurrò.
“Prof, buongiorno! Sono Matteo, il suo ex alunno. Ieri ha dimenticato il portafoglio e… scusi, non credevo di doverglielo dire… anche il reggiseno nel mio bar. Glieli porto stasera? Ora ho gli idraulici.”
“Matteo, certo che ti ricordo! Grazie, che bravo. Hai comprato un bar? Che ragazzo in gamba!”
“Beh, in realtà non è un restauro… Ieri, quando ballava sul bancone, lha rotto. E poi ha provato a usare un tubo come palo…”
A quelle parole, la principessa dentro di lei cercò disperatamente di rientrare nel buio da cui era uscita. Le emorroidi protestarono, il cuore si strinse.
“Matteo, perdonami! Ti risarcisco tutto!”
“Ma no, prof! Lei è stata la mia insegnante preferita. Recentemente sono stato in Francia e ho raccontato alla comitiva tutto quello che ci ha insegnato. Mi hanno chiesto se fossi una guida! E tutto grazie a lei! Ora farò un bancone in acciaio, così potrà ballarci sopra quando vuole!”
Il telefono squillò di nuovo. Era sua figlia, che chiedeva scusa e annunciava che presto sarebbe diventata nonna. Se fosse stata una femmina, lavrebbero chiamata Maria Giovanna.
Maria Giovanna pianse di gioia e le disse di baciare il “moccioso notturno” (il genero).
Poi chiamò Antonio, che le disse che sarebbe tornato quella sera con un camionista amico. Le confessò il suo amore e promise di comprarle una pelliccia, perché una bella donna come lei ne meritava una. Maria Giovanna rispose piangendo che le importava solo di lui.
Alla fine, si alzò, si fece una doccia e si sedette in salone con una tazza di tè. Pensò che, in fondo, la sua vita era meravigliosa. Proprio quella che voleva: un marito che amava, una figlia splendida, ex alunni fantastici. Le piaceva la sua vita semplice, le conserve di pomodoro, il cane grassottello.
Il cagnolino le saltò in grembo, cercando carezze. Maria Giovanna lo accarezzò e disse: “Senti, mi dispiace, ma Gucci non ti si addice. Che ne dici di Po? Il fiume più importante dItalia. Sai quanto è importante per la nostra storia?”
Il cane annuì con un grugnito (i carlini lo fanno spesso). Non gli importava il nome, bastavano le coccole.
In quel momento, da qualche parte dentro di lei, la principessa si rintanò per sempre, lasciandola in pace.





