Dovevi sposare la Valeria! È così curata, slanciata e più giovane di te. Io sono ancora nel fiore degli anni, mentre mia moglie è già vecchia…

**Diario di un Uomo Pentito**

“Dovevo sposare Valeria! È sempre così curata, snella e più giovane di te. Io sono ancora nel pieno delle forze, e invece ho una moglie vecchia…”

“Ma perché ti sei messo a parlare di Valeria Rinaldi? Lhai vista da qualche parte? Pensi che abbia bisogno di te? Si è sposata con un generale e vive nel lusso!”

Raffaella stava friggendo le frittelle di ricotta per la colazione di suo marito. Le adorava. Si sarebbe svegliato da un momento allaltro, e le frittelle erano già pronte, calde, con la panna acida.

“Raffa! Dove sono i miei pantaloni?”

Era sveglio. Raffaella spostò la padella e andò in camera, da dove lui gridava.

“Enzo, li ho messi a lavare, erano sporchi. Ti do un altro paio.”

“Ma sporchi dove?! Non li ho nemmeno indossati! Fai sempre di testa tua!”

“Certo, come no! Se non te li togliessi, saresti ancora in quelli di ieri! Basta lamentarti. Ecco, quelli puliti…”

“Uffa! Questi pantaloni non mi piacciono, sono scomodi, stretti! Lavami subito quelli che preferisco!”

“Li sto già lavando, smettila di urlare Vai a lavarti e vieni a fare colazione, le frittelle sono pronte…”

Enzo andò in bagno. Raffaella gli versò il tè, con due cucchiaini di zucchero, proprio come piaceva a lui. Mise la panna acida in una ciotolina.

“Puzzi di frittelle! Non hai niente di meglio da fare?”

“Le ho fatte per te, Enzo, perché brontoli? Ti sei svegliato con il piede sbagliato?”

Enzo mangiò in silenzio.

“Il tè è bollente! Non potevi aggiungere un po dacqua? Ah, mi sono scottato! E le frittelle sono dure, immangiabili! Meglio un panino con salame e formaggio, mangiati tu questa robaccia!”

“Non dire sciocchezze, le frittelle sono buone come sempre. Mangia, non hai bisogno di panini, guarda che pancia che ti sta venendo…”

“Ah, la mia pancia non ti piace, eh? E tu, quando è lultima volta che ti sei guardata allo specchio? Sei ingrassata! E perché non ti tingi i capelli? Sembri una vecchia!”

Raffaella lo guardò stupita e ferita. Non si era mai permesso di parlare così… Cosa gli era preso?

“Enzo, stai attento a quello che dici! Sono sempre stata così, te ne sei accorto solo ora? Prima ti piacevo…”

“E non voglio tingermi i capelli, sono allergica alla tinta, lo sai. La salute viene prima. E poi non sono più una ragazzina, ho superato i sessanta…”

“Quella pancia ti viene dalla birra, io cucino leggero per te. E dovresti muoverti di più, invece stai sempre davanti alla TV.”

“Dovevo sposare Valeria! Lei sì che è elegante, magra e più giovane di te. Io sono ancora nel fiore degli anni, e invece ho una moglie vecchia…”

“Ma perché tiri fuori Valeria Rinaldi? Lhai incontrata? Pensi che abbia bisogno di te? Si è sposata con un generale e vive come una regina!”

“Lui la vizia, lei si veste sempre bene, si cura. E non hanno figli, nessun problema, hanno vissuto come volevano.”

“Noi invece abbiamo cresciuto un figlio meraviglioso, che ha successo e ci aiuta. E ci ha regalato dei nipotini, non possiamo lamentarci.”

“Che ne sai tu? Valeria mi correva dietro, si offriva…”

“Quando mai? Ma smettila…”

“Una volta… È successo…”

“E cosa le hai detto?”

“Cosa vuoi che dicessi? Sono un uomo. Non potevo offenderla. Era così attraente. Non come te.”

“Mia madre mi diceva: ‘Non sposare Raffaella, è vecchia e non è bella.’ Non lho ascoltata. E ora devo sopportare questa vecchia brontolona che non sa nemmeno farmi un panino decente!”

“E allora vai da Valeria a farti i panini! Non hai saputo dirle di no… Ti attirava…”

“E allora perché hai vissuto con me tutti questi anni, soffrendo con una vecchia come me? Sono solo tre anni più grande di te!”

“Non lo so! Ora che sono in pensione ho capito di aver sbagliato. Con te è noioso. Non sei né carne né pesce. Quante donne mi giravano intorno… E io tornavo a casa, da te, da nostro figlio. E tu non hai mai apprezzato!”

“Come non ho apprezzato? Ho sempre dato il meglio a te e a Sandro, per me mi accontentavo. E ho mai chiesto soldi? Guarda quanti vestiti hai, e io? Compro sempre cose semplici, economiche.”

“Abbiamo messo da parte per la macchina, ti sei comprato il gommone per la pesca, che ora non usi più… Ho mai detto niente?”

“E cosa avresti comprato per noi? Non fare la martire… E poi cucini male! Niente in confronto a mia madre, Dio labbia in gloria!”

“Enzo, è stato davvero così brutto vivere con me tutti questi anni? Non riesci a dire niente di buono? Cosa ti prende? Sei così aggressivo oggi! Forse ti senti male?”

“Sei tu che stai male! Basta, vado a vedere le notizie, mi hai stufato… E poi, oltre a Valeria, cera anche Tamara. Tanto tempo fa, ma cera. Tu eri da tua madre…”

“Ah, Tamara era una donna passionale, non come te… E poi sei sempre malata, prendi pillole, ti lamenti del cuore. Che bella fortuna, sposare una come te…”

Raffaella si tolse il grembiule e uscì di casa. Non riusciva a respirare, e il cuore le doleva.

“Allora tradiva… E io non me nero accorta. Tutto sembrava normale.”

Si erano sposati per amore, avevano fatto promesse, vissuto insieme. E ora le aveva detto tutto quello che pensava. Era una cattiva moglie, a quanto pare. Come si poteva vivere dopo quelle parole?

Lui laveva supplicata di sposarlo, era persino inginocchiato. Lei lo aveva amato per tutta la vita, lo aveva accontentato, e lui lo aveva fatto, anche se da tempo non le diceva più parole dolci. Ma non era mai stato crudele.

“Ma davvero cerano Tamara e Valeria… Come ha potuto?”

Raffaella non aveva mai lasciato avvicinare nessuno, anche se un collega ci aveva provato, e un amico di gioventù era riapparso quando aveva trentacinque anni. “Ti amo, non posso farne a meno, fin da scuola. Lascia tuo marito, ti accoglierò con tuo figlio.”

Gli aveva dato un bel ceffone! Proporre una cosa simile a una donna sposata!

E aveva sempre cucinato bene, suo figlio e suo marito divoravano le sue frittelle, i suoi dolci, la pasta al forno. Come poteva dire quelle cose ora?

“Enzo, Enzo, ho fatto tutto per te…”

Raffaella vagò per la strada, con pensieri tristi nella mente. Il petto le bruciava, ma non ci faceva caso. Si asciugò le lacrime in segreto. Le parole di suo marito lavevano ferita profondamente. Traditore, bugiardo…

Intanto Enzo guardava la TV e mangiava con gusto le frittelle con la panna acida e i panini, bevendo tè bollente.

Era di cattivo umore. Aveva fatto un brutto sogno: Raffaella partiva in treno, lo abbandonava e rideva. Si era svegliato arrabbiato e triste.

Decise di sfog

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Dovevi sposare la Valeria! È così curata, slanciata e più giovane di te. Io sono ancora nel fiore degli anni, mentre mia moglie è già vecchia…
Quando ero giovane, ho preso una decisione che ha rivoluzionato la mia vita: ho lasciato il mio fidanzato e mi sono sposata con un uomo ricco, sperando in una vita bella e stabile. Non avrei mai immaginato quanto tutto sarebbe cambiato.