Lungo dieci anni: Un viaggio attraverso un decennio indimenticabile

10 Anni di Vita

La vita familiare non è stata gentile con Luca. Si è lasciato con la moglie dopo tre anni di matrimonio, quando aveva appena superato i trentanni.

“Almeno non abbiamo avuto figli,” diceva ai colleghi in ufficio. “Sarebbe stato un peccato lasciare un bambino.”

Si era sbagliato su Elena: non voleva una famiglia, solo feste, amiche e compagnia. Lui stesso era caduto nella sua rete, innamorandosi di quella ragazza vivace. Ma poi aveva scoperto che era troppo vivace, persino sfacciata.

“Luca, dovrai andare in trasferta a Montelago, un paesino a cinquanta chilometri dalla città, per sistemare lattrezzatura,” gli disse il capo ingegnere. “Un mese, forse meno, dipende da te. Ora sei libero, senza legami, perfetto per questo incarico,” aggiunse con un sorriso.

A Luca andava bene cambiare aria, soprattutto perché non conosceva quel posto. Una volta arrivato, gli proposero:

“Puoi stare nel dormitorio, anche se è in ristrutturazione, oppure in un appartamento. Cè anche una casetta vicino alla centrale, dove lavorerai.”

“No, le ristrutturazioni non le sopporto. Preferisco stare da una signora, magari mi cucinerà qualcosa di buono,” rise Luca. “Sono un uomo solo…”

Lo sistemarono davvero in una piccola casa, da una vedova. La donna, di nome Beatrice, era austera. Parlava poco, indossava abiti scuri fino ai piedi e un velo sulla testa, ma si capiva che era giovane. Al primo incontro, Luca pensò:

“È anziana? Vestita di nero e con quel velo…” Ma poi notò i suoi movimenti pieni di energia.

Vivevano in silenzio, comunicando poco, ma Beatrice cucinava benissimo. Luca aveva concordato con lei per i pastipreferiva quello alla mensa locale, e poi, che differenza faceva a chi pagare?

“Senti, Marco,” chiese un giorno al suo collega, “la mia padrona di casa, Beatrice, non è vecchia, ma si veste in modo strano. Pensavo fosse religiosa, ma non la vedo mai pregare.”

“Beatrice? Ma tu non lhai mai vista senza velo?” chiese Marco.

“No, la mattina è già pronta con quel suo abito monacale. Ci scambiamo due parole e basta. Però mi prepara colazioni strepitose, per non parlare di pranzi e cene.”

“È importante, Luca. Lo so bene io. La mia Carla mi sfama sempre, anche se torno ubriaco. Prima mi sgrida, poi mi nutre. È sua moglie, no? Ma poi resta lì a brontolare, per farmi capire che non è contenta… La conosco bene,” disse Marco, con gli occhi che brillavano. Amava sua moglie.

“Concordo, Marco. Noi uomini abbiamo questa debolezza per il cibo,” sorrise Luca.

Dopo un silenzio, chiese:

“Ma perché mi chiedi se lho vista senza velo? Cè qualcosa che non so?”

“Niente di che. Ha dei capelli bellissimi, ma li nasconde. È giovane, eppure si veste come una vecchia.”

“Perché?”

“Perché ha avuto un dolore. Lei e Michele si amavano alla follia. Lui la proteggeva. Poi si sposaronoio cero al matrimonio. Michele era mio cugino, ma eravamo più che fratelli. Erano una coppia magnifica. Ma vissero insieme solo un mese. Una primavera, Michele andò in città. Cera ancora neve, il ghiaccio sul fiume sembrava solido. Forse voleva tornare in fretta, faceva buio… Prese la scorciatoia con la sua Fiat Panda, ma il ghiaccio cedette. La macchina sprofondò, si vedeva appena il tetto. Michele non riuscì a uscire. Lo trovarono solo dopo lo scioglimento, lontano dal paese.”

Luca fischiò.

“Che storia terribile. Ha voluto fare prima…”

“Era solo un ponte a cinque chilometri, ma lui… Beh,” Marco scrollò le spalle. “Da allora, Beatrice è rimasta vedova. Ora avrà ventisette, ventotto anni.”

Luca rimase colpito. Che tragedia. Tornò a casa pensieroso, entrò e si bloccò: Beatrice gli voltava le spalle, pettinando i lunghi capelli neri che le scendevano a onde. La porta scricchiolò traditrice, e lei si voltò. Lui rimase senza parole: era bellissima, il viso incorniciato da quei capelli folti.

“Oh,” si affrettò a dire lei, raccogliendoli in una crocchia e rimettendosi il velo, calato fino alle sopracciglia.

“Beatrice, perché nascondere tanta bellezza? E poi, sei così giovane. Credevo… ma è per come ti vesti.”

“Ho fatto una promessa…”

Uscì in cucina. Luca la seguì dopo essersi lavato le mani. Beatrice apparecchiava, era ora di cena. Da quel momento, lei evitava ogni contatto, e lui non sapeva come rompere il ghiaccio.

Poi, un giorno, tornò dal lavoro con un mazzo di margherite di campo. La vide in giardino e gliele porse, sorridendo.

“Per te. Non rifiutare, oggi non puoi dirmi di no.”

“Perché?”

“È il mio compleanno,” disse Luca, e era vero.

Beatrice sorrise appena.

“Grazie. Avvisami la prossima volta, ti avrei preparato una torta.”

“Non importa.” Sfilò lo zaino e tirò fuori una torta, una bottiglia di vino buono e due cioccolatini. “Era tutto quello che cera al negozio. Festeggiamo.”

Beatrice apparecchiò, Luca stappò il vino. Lei assaggiò un sorso e posò il bicchiere.

“Auguri. Ma io non bevo, non offenderti.”

La sua voce era dolce, un sussurro.

“Beatrice, approfittiamo di questo momento. Parlami della tua tragedia, ne so qualcosa. So che sfogarsi aiuta.”

Rimasero in silenzio, ma Luca iniziò a raccontare di sé.

“Anchio non ho avuto una vita facile. Dopo il militare, mi ammalai gravemente. Lottai a lungo, ma guarii. Poi mi sposai, mi innamorai di una ragazza vivace, credevo fosse per sempre. Ma… Eravamo troppo diversi. Lei non voleva una famiglia, figuriamoci figli. Non so perché non lavevo capito prima. Divorziammo, e ora vivo solo.”

Beatrice ascoltava attentamente. Vide che aveva deciso di aprirsi.

“Sai, Luca, amo ancora mio marito. Me lo mandò il destino, ma poi me lo portò via… Troppo in fretta. Non ho nemmeno avuto il tempo di godermi il matrimonio. Il dolore coprì tutto. E sulla sua tomba, promisi di vivere solo di ricordi.”

“Beatrice, la memoria è importante, ma la vita è una sola,” disse Luca piano.

Lei annuì.

“Lo so. Ma non posso rompere quella promessa… Tu sei una brava persona, troverai la felicità.”

Pochi giorni dopo, la trasferta finì e Luca tornò in città. Partì con il cuore pesante. Beatrice non gli aveva promesso nulla, rimanendo seria e distante. Gli disse solo:

“Addio, Luca. Sii felice.”

Per anni cercò di dimenticarla, ma lei gli appariva nei sogni. Non guardava altre donne. Poi, anche quel periodo passò. Dieci anni dopo, Luca era ancora single. Un giorno, tornando dal mare in macchina, vide il cartello per Montelago.

“Fermarmi o no? Forse sì…” Ma già sterzava verso il paese.

In dieci anni, alcune cose erano cambiate: la strada per casa di Beatrice era asfaltata. Si fermò davanti alla sua casa, il cuore

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Lungo dieci anni: Un viaggio attraverso un decennio indimenticabile
Ha bruciato tutto ciò che amavo, ma non è riuscito a bruciare me.