Scusa, ma abbiamo tutti dei figli. Non vogliamo problemi. Soprattutto di questo tipo, annunciò lamica con un tono carico di tristezza.
Valeria, ma che stai dicendo?..
Alessia si sentì come se le avessero rovesciato addosso un secchio di immondizia: sporco, gelido, umiliante.
Ti siamo tutti vicini, continuò Valeria con delicatezza. Ci dispiace davvero Ma nessuno vuole rischiare. Tu adesso hai beh, capisci una situazione particolare.
Si percepiva che lamica non voleva ferirla, ma non poteva fare altrimenti. Diceva ciò che pensava, proteggeva la sua famiglia. In un certo senso, si poteva anche comprenderla.
Ma il punto era un altro.
Non sono contagiosa! sbottò Alessia. Da dove lhai tirata fuori questa cosa?
Ecco Valeria esitò. Sappiamo tutto. Di tuo marito, di quello che ti ha lasciato.
Ma che cosa sapete? Sì, ho avuto dei problemi, ma ora va tutto bene!
Scusa, ma da quello che ho sentito è per sempre. Non vogliamo correre rischi, si giustificò Valeria. Pensavo che avresti fatto lo stesso. Nessuno ti giudicherebbe. Perdonami, Ale
Il telefono emise il segnale di chiamata interrotta. Alessia abbassò la mano e appoggiò lo smartphone sul tavolo come se le scottasse.
Erano già sei mesi che gli amici di Alessia sembravano essersi dimenticati di lei. A volte le chiedevano come stava, ma nulla più. Non la invitavano più nemmeno ai compleanni. Avrebbe potuto pensare che festeggiassero in famiglia, ma no. Lei vedeva le foto sui loro profili.
Alessia non capiva cosa fosse successo. Forse aveva offeso qualcuno senza volerlo? O era caduta in disgrazia per colpa di qualche sospetto? Era doloroso, perché nessuno aveva provato a parlarle, a darle la possibilità di spiegarsi.
Alla fine, aveva deciso di chiedere a Valeria. Valeria le aveva detto tutto. Ma non laveva aiutata.
Ora tutti la guardavano come se avesse la lebbra, evitandola.
Abbassò la testa e sospirò. Alessia intuiva da dove venisse il problema. E allimprovviso, ricordò comera andata.
Sera. Silenzio. Solitudine. Sulla stufa, la minestra si raffreddava, mentre nella chat con suo marito restavano messaggi non letti. Da parte sua. Paolo, ancora una volta, era rimasto al lavoro.
Allinizio, Alessia si era arrabbiata. Poi era arrivata lansia. Alla fine, la delusione. Si era abituata al fatto che lui tornasse a casa a notte fonda.
Un carico di lavoro assurdo. Tutti si buttano sui prestiti, cercano di entrare nel business, cè troppo da fare, si giustificava lui.
Ma non era solo quello. Paolo aveva iniziato a fare più attenzione alligiene, non lasciava più il telefono incustodito e correva al lavoro anche nei weekend, senza lamentarsi. Inoltre, si tagliava i capelli più spesso. Per lui, era già un miracolo.
Alessia, ovviamente, notava i cambiamenti, ma cercava di ignorarli. Una crisi di coppia, capita a tutti, no? Poi erano arrivate le fitte alla pancia Allinizio aveva cercato su internet, sperando fosse un disturbo passeggero. Ma non passava, e dovette andare dal dottore.
Quello che le dissero le sconvolse la vita. Non era mortale, non per sempre, ma
Mi scusi, ma deve esserci un errore. Ho solo mio marito come partner. Forse è successo che so, sullautobus?
Signorina, cè solo una spiegazione, il medico la guardò come se fosse stupida. Dovrebbe fare delle domande a suo marito.
Alessia uscì dallo studio e si sedette su una panchina in corridoio. Per cinque minuti fissò il pavimento, trattenendo le lacrime. Il terreno le mancò sotto i piedi. Il ritorno a casa fu un vuoto.
La discussione con Paolo fu breve. Allinizio negò, mentì spudoratamente.
Sei stata tu a portarmelo, e ora me lo riversi addosso! attaccò.
Poi cambiò strategia. Ammise di avere unamante, ma senza rimorso.
Sono stanco, e tu con le tue pretese di attenzioni. Certo che ho voluto rilassarmi. Lo sapevi che tra noi non andava bene, e non hai fatto niente, replicò svogliato.
Paolo non era più aggressivo, ma non chiese scusa. Alla fine, domandò solo se potevano sistemare le cose.
Non cè niente da sistemare, Pa. Soprattutto dopo il tuo regalino. È finita, rispose Alessia con fermezza.
Il divorzio fu semplice. Non cera nulla da dividere, Paolo era collaborativo. Sembrava quasi sollevato.
Pensò che i problemi fossero finiti, ma no. Alessia aveva già avuto problemi di salute, e ora cera il colpo di grazia del marito.
In generale, sta tutto bene, le disse il medico alla visita di controllo. Ma potresti avere problemi con la fertilità.
Non potrò avere figli? chiese direttamente Alessia.
Diciamo che le probabilità sono molto ridotte.
Tradotto dal “medichese” allitaliano, significava “nessuna possibilità”. No, Alessia voleva crederci fino allultimo, ma sua cugina, che lavorava in ospedale, le disse senza giri di parole:
Se rimani incinta, sarà un miracolo.
In quel momento, Alessia sentì crollare il suo sogno.
Era cresciuta con tre fratelli. Abituata al caos, alle risate, alle lotte per il computer, ai dolci rubati, alle prese in giro. Le toccava la stessa dose, ma loro la proteggevano sempre.
Alessia voleva ricreare tutto questo. Ma ora era seduta nel suo monolocale silenzioso, ripetendosi le parole del dottore.
Quella sera era orribile. Sembrava impossibile sopportare tutto da sola. Così, si concesse un momento di debolezza: chiamò Giulia. Quella con cui era cresciuta, dalla materna alluniversità.
Giuly stasera ho bisogno di te, le chiese.
Era normale, tra loro. Giulia si sfogava spesso con lei, raccontandole delle liti con la madre, del ragazzo che laveva alzata di mano, del cane che se nera andato. Alessia sapeva tutto. Ed era sempre lì, con una tavoletta di cioccolato e una spalla su cui piangere.
Penso che non avrò mai figli, disse Alessia quando Giulia arrivò da lei.
Sei sicura? Te lhanno detto chiaramente?
No. Ma sembrava come se non volessero deprimermi. O per etica.
Sai, la medicina oggi fa miracoli, la consolò Giulia. Non disperare. E se proprio non riesci ci sono gli orfanotrofi.
Quella sera, Alessia pianse raccontando di Paolo e dei sogni infranti. Giulia la strinse, accarezzandole i capelli.
Io capisci ho così paura di rimanere sola singhiozzò.
Non sei sola. Hai tua madre, tuo padre, i tuoi fratelli. Ci sono io. Non sarai mai sola, la rassicurò Giulia.
Si calmò solo allalba. Quando lamica se ne andò, Alessia le chiese di non parlare con nessuno.
Certo! Non sono stupida. È un segreto tuo, promise Giulia. Mut





