Lupo aveva scavato una tomba di fronte alla sua famiglia… Quello che cera dentro lasciò tutti senza parole.
Severo gettò la croce e iniziò a scavare la terra come un pazzo. I paesani si radunarono attorno a lui, impauriti. Un pezzo di stoffa bianca emerse dal terreno. Qualcuno gridò. Qualcun altro si fece il segno della croce.
Poi si udì un gemito.
Maria… respirò.
Pallida, debole, con le labbra bluastre… ma viva. I suoi occhi si aprirono lentamente, le ciglia tremolavano mentre la neve le cadeva sul viso. “È risorta!”, sussurrò qualcuno con voce roca. Ma il vecchio guaritore, Niccolò Moretti, che stava accanto a lei, si raggomitolò e sussurrò:
“Non è lei…”
Severo ringhiò e si mise tra gli uomini e il cadavere.
“Indietro!” urlò Ivan, facendosi strada tra la folla. “Il lupo sa chi proteggere…”
Ma Maria parlò. Con una voce che non era la sua. Roca. Strana. Troppo bassa…
“Dovè… mio figlio…?”
La gente fece un passo indietro. Qualcuno cadde in ginocchio. Qualcuno scappò.
Sergio fece un passo avanti:
“Maria? Sono io, Sergio… tu…”
Lei lo fissò. Nello sguardo non cera più niente di riconoscibile.
Severo ringhiò più forte, si avvicinò a Ivan e colpì lo zaino con una zampaun talismano.
“Lo spirito… è entrato nel corpo. Lei è morta. Ma qualcun altro è tornato,” sussurrò Niccolò, guardando le incisioni sulla tomba. “Il cancello è aperto…”
Ivan tirò lentamente una borsa dalla tasca. Lesperto allungò la mano:
“Solo lui. Solo il lupo sa come chiudere quel cancello ora.”
Severo fece un passo avanti, verso “Maria”. La paura gli brillò negli occhiper una frazione di secondo. Paura vera.
E poi il lupo saltò.
Un ululato echeggiò sul campo innevato. Un lampo. Silenzio.
Quando la gente si riprese, la tomba era vuota. Nessun cadavere. Nessun lupo. Solo lamuleto giaceva accanto alla croce, e la terra era liscia, intatta.
Sergio cadde in ginocchio. Il suo volto era senza lacrime. Solo il vuoto era visibile.
“Lha portata dove le apparteneva. Ed è partito con lei,” disse Niccolò piano. “Perché a volte serve qualcuno che sappia aprire una porta, per poterla chiudere.”
E da qualche parte, nel profondo della foresta, nel mezzo del vento urlante, si sentiva ancora un ululato solitario…
Era un addio?
Era un avvertimento?





