UN VIAGGIO INDIMENTICABILE
A volte prepari una vacanza come fosse una festa: amici, un paese soleggiato, promesse di divertimento.
E poi? Una disavventura dopo laltra.
Eppure, sono proprio questi gli imprevisti che restano impressi nella memoria.
Claudia strinse la cannuccia del cocktail così forte con i denti che quasi la spezzò in due. «Avrei dovuto ordinare qualcosa di più forte, magari doppio», pensò rassegnata, cercando di ignorare i lamenti dellamica.
Eppure era iniziato tutto benissimo! Un regalo per sé e suo marito per i venticinque anni di matrimonio: un paese esotico, loceano, hotel, ristoranti, passeggiate senza fretta. Claudia aveva già immaginato gli outfit e fatto le valigie, quando suo marito, un po allegro dopo una serata con gli amici, propose:
«Unitevi a noi! In quattro sarà più divertente, e divideremo le spese per lauto e la guida».
E così, i biglietti furono prenotati, senza possibilità di ripensamento.
Con il marito di Milena, noto critico darte, era piacevole chiacchierare. Ma Milena stessa Una donna cresciuta in una famiglia altolocata, abituata a ristoranti e villeggiature. Dopo lemigrazione, divorziò in fretta, e la sua vita divenne oggetto di pettegolezzi. Nessuno sapeva davvero come guadagnasse, ma raccontava storie così avvincenti che tutti ascoltavano a bocca aperta.
Claudia laveva conosciuta una decina danni prima. Milena laveva presa sotto la sua ala: la portava in boutique, sostenendo che la vita di una vera europea fosse impensabile senza aceto balsamico e prosciutto di Parma («i piccioni sul mio balcone vengono solo per questo!»). La trascinava in filarmonica, ad Amsterdam per mostre darte, la chiamava ogni giorno, «casualmente» passando da quelle parti. Ma più Claudia la conosceva, più notava le incongruenze.
E ora, due settimane insieme.
«Ho chiesto acqua naturale e tiepida, e mi hanno portato di nuovo frizzante e fredda! Non posso berla!» si lamentò Milena con voce lamentosa.
Claudia digrignò i denti e mentalmente chiese scusa al suo dentista.
E così per tutta la vacanza.
Lultimo hotel, con vista sulloceano, sembrava paradisiaco. La mattina partirono allegramente verso le cascate. La strada attraversava la giungla, con ponti sospesi e bastoni pesanti distribuiti allingresso per tenersi in equilibrio.
«Oddio, e io che ho i pantaloni di lino bianchi?! Nessuno me lha detto!» strillò Milena.
Claudia andò avanti, evitando di girarsi. Ma la bellezza del lago ai piedi della cascata ripagò tutto: montagne avvolte nelle nuvole, uccelli, farfalle blu. Claudia, tuffandosi nellacqua gelida e trasparente, per un attimo sentì la pace assoluta.
«Qui è impossibile nuotare! Il fondo è scivoloso!» annunciò Milena a gran voce, uscendo immediatamente. Poi, un minuto dopo, posava in bikini, con tutto il superfluo in bella vista, ordinando: «Fammi una foto! Devo mandarla a tutti». Il marito rassegnato scattava foto.
Le sorgenti di fango? Milena non si spogliò nemmeno. Lo zoo? «Che puzza, questi animali».
E il ristorante? Una storia a parte. Lordine si trasformò in un interrogatorio alla cameriera: costine senza salsa? Pesce alla griglia, ma non quello e non così? Claudia traduceva, perdendo la pazienza. Alla fine Milena ordinò anche lei la carne, poi fece una smorfia e si lamentò che fosse «salata e dura», mentre divorava a velocità lampo le patatine fritte dai piatti altrui.
«Amore, forse basta?» provò a dire suo marito. «Tra poco dovrai metterti in costume».
La risposta fu uno sguardo assassino e unaltra manciata di patatine infilate in bocca dalla moglie.
Lultimo giorno fu caotico: Milena improvvisamente dichiarò di «non tollerare le patate» (dopo due settimane di fritte), il pranzo fu accompagnato da lamenti, ma una volta atterrata, chiamò mezza città dallaeroporto:
«Sì, siamo già in Italia. Non ci danno i bagagli. Tutti sono confusi, solo io sto sistemando tutto!»
Claudia cercò di non reagire. A casa laspettavano le solite incombenze: suo padre, novantaduenne, che mangiava solo minestra densa «come la faceva la nonna», la lavatrice, il lavoro.
Alla fine i bagagli arrivarono dopo unora e mezza. Riuscirono a prendere il treno (in ritardo), poi un taxi sotto la pioggia. Ma Claudia ormai si sentiva unesperta: le piccole cose non la turbavano più.
Limportante era essere a casa. Il giorno dopo lavrebbero attesa il cane, suo padre, le solite faccende. E il silenzio, senza Milena.
Almeno per qualche giorno.
E la cosa strana? Ora Milena e suo marito raccontano a tutti, entusiasti, che è stata la migliore vacanza della loro vita. Che non vedono lora di tornarci.
Claudia sorride ascoltandoli e pensa: «Beh… forse a volte vale la pena sopportare un po di follia, se rende qualcuno così felice».







