Mondo Inconstante

Vive così, ogni giorno: va al lavoro a Milano, cena a casa con la moglie quando i turni coincidono e il fine settimana lo porta a pescare sul Lago di Como. È lì che incontra il gattino, piccolo, grigio e molto giocherellone. Prima di andare al lavoro, passa sempre per le vecchie banchine del lago e gli porta del cibo. Il gattino, che chiama Grigia, si attacca a lui e lo aspetta pazientemente.

Ma ben presto scopre che Grigia è in realtà una gattina. Si infila nella sua barca e aiuta a pescare, anche se più che aiutare combina più guai. Tuttavia, ogni volta riceve il suo pesciolino, che lui pulisce da lische e spine. Sembra che quella piccola felicità non abbia fine.

Arriva lautunno, e come tutti sanno, lautunno segue lestate. Il mondo è mutevole; un attimo passato non si può rivivere, si può solo rimpiangerlo. Allora decide di parlare con la moglie, la signora Valeria, una donna severa, per chiedere il permesso di portare Grigia a casa.

Quella sera non riesce a trovare il coraggio di affrontarla. Aspetta un attimo, Grigia. Parlo con lei, ti prometto, le dice. Grigia gli sfiora il mento con fiducia, credendo alle sue parole, e miagola mentre salta fuori dallauto. Prima di partire, si accoccola sulle sue ginocchia per qualche minuto.

Il dolore gli pulsa sotto la scapola sinistra, ma la febbre lo trattiene a letto. Linfluenza lo colpisce allimprovviso: febbre alta, tosse, naso che cola, come sempre accade con linfluenza. Si riprende al quarto giorno, quando fuori scoppia un temporale, seguito da un tuono così forte da far tremare i vetri.

Piove a dirotto, commenta Valeria, e sembra che ci siano anche dei cristalli di ghiaccio, è ancora presto per questanno. Le gocce pesanti battono sul davanzale, spruzzandosi in mille schizzi, mentre i frammenti di ghiaccio colpiscono il vetro.

Perché non restiamo a casa? dice Valeria, e lui risponde di rimpianto, ricordando lo sguardo di Grigia, pieno di fiducia e speranza. È lì, mormora, sentendo nuovamente il fastidio sotto la spalla.

Chi è? chiede Valeria.
Grigia. Le ho promesso di portarla a casa. È stata con me tutta lestate, le ho dato da mangiare e lho portata a pescare.

Non uscire, la ammonisce Valeria. Sei malato, non reggi neanche in piedi, la febbre è appena calata. Ma lui è già in piedi, afferrando la giacca.

Indossa la giacca! Indossa la giacca! urla Valeria.
Dove vai in questa notte?
Domani mattina. Andiamo insieme!

Non sente più la voce della moglie. Nei suoi occhi vede solo Grigia, che lo aspetta, spera, crede. Le luci dei fari squarciano la pioggia torrenziale. Lauto frena bruscamente e lui nota Valeria seduta sul sedile posteriore.

Andiamo a cercare la tua donna segreta? scherza lei.

Lui insiste che Valeria prenda il volante e giri verso le banchine. Ho bisogno di te al volante.

Scende sotto una pioggia gelida, che penetra subito nella giacca e gli squarcia il viso con piccoli pezzi di ghiaccio. Striscia nel prato davanti alle banchine, chiama Grigia, ma il vento fischia e la pioggia batte a ritmo costante. È ormai fradicio, ma la febbre è un ricordo lontano.

Corre tra i cespugli, tocca gli alberi, ma non trova nulla. Valeria lo chiama dallauto, urlando tra il frastuono della pioggia. Quando la speranza sembra svanire, capisce cosa deve fare. Si ferma al centro del prato, chiude gli occhi, alza il volto verso il diluvio, spalanca le braccia e gira i palmi verso il cielo.

Sei impazzito, grida Valeria dalla macchina.

Lui resta immobile, aspettando che pioggia, vento e ghiaccio diventino parte di lui. Non crede più, ma le parole che sussurra rimangono un mistero. Il vento si placa, la pioggia si trasforma in piccole gocce che cadono leggere sulle foglie e sul lago. Le onde si calmano, lacqua diventa liscia come un tavolo levigato.

Allimprovviso sente un debole cigolio, come un sussurro a destra. Si gira, senza aprire gli occhi, e segue quel suono. Cammina, ascoltando, cade due volte ma si rialza e continua. Valeria scende dallauto urlando disperata.

Vicino a un cespuglio trova un piccolo mucchio di foglie. Sotto di esso sente un flebile strillo. Si inginocchia, apre il mucchio con le mani gelate. Un piccolo corpo umido e tremante lo guarda.

Grigia, dice. Grigia, sono venuto per te.

Raccoglie la gattina e la avvolge al petto, scaldandola con il suo corpo. Torna verso lauto.

Lhai trovata? chiede Valeria, sbalordita.
Sei fuori di testa, risponde lui, ma non gli importa. Il piccolo battito del cuore di Grigia lo rassicura.

Il freddo che gli bruciava la pelle si trasforma in un calore familiare. Si siede sul sedile del passeggero. Valeria mette in moto, parla tra sé e sé, forse ricordando i tempi in cui non correva più dietro di lei. Lui sorride, mentre la piccola faccia di Grigia spunta dal suo cappotto, si accarezza il mento e miagola piano.

Andiamo a casa, risponde.
Come promesso.

Valeria guida in silenzio, scrutando il retrovisore, osservando luomo con cui ha condiviso decenni, ma che ora sembra un altro.

Guarda la strada, dice lui.

Lei sorride. Sei sempre il mio pazzo.

Accarezza la testa di Grigia, sentendo il calore del suo piccolo corpo. Lauto avanza nella notte nera, nella pioggia e nel vento. Un debole raggio di luce quasi invisibile filtra dal cielo, illuminando la strada davanti a loro, come se fossero i fari stessi a guidarli. Dal radio esce una vecchia melodia.

«Non piegarti al mondo mutevole.
Un giorno il mondo si piegherà a te»

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Mondo Inconstante
La trappola della fiducia