Un solo firmato e lappartamento è fuori! ridacchiò il marito al telefono, mentre la sua amante ascoltava dallaltra parte.
Valentina si fermò di colpo sulla soglia del balcone, appena socchiuso. Laria calda di luglio accarezzava i leggeri tende di lino, e la voce di Matteo, proveniente dalla cucina, riecheggiava chiara e spavalda.
Un solo firmato e lappartamento è venduto! Capisci, Rosalba, è facilissimo! continuava il marito, quasi a ridere. Immagina, Valentina, quanto è semplice tutto questo.
Valentina trattenne il respiro. Di quale appartamento parlava Matteo? E chi era Rosalba?
No, è una completa stupida, proseguì Matteo. Firma tutto quello che le chiedo. Limportante è presentarlo bene, per i vantaggi fiscali, per lottimizzazione.
Le parole gli gelarono la pelle, nonostante il sole estivo. Lappartamento di tre locali in pieno centro di Roma era stato ereditato dalla nonna tre anni prima del matrimonio. Sei mesi fa, Matteo aveva convinto Valentina a dargli una procura per gestire limmobile, sostenendo che sarebbe stato più semplice occuparsi delle pratiche mentre lei era al lavoro o in viaggio. Allepoca sembrava ragionevole: la fiducia tra coniugi doveva essere totale.
E se si sveglia? chiese Matteo, rispondendo a un commento immaginario della sua amante.
Sarà troppo tardi! rise lui. Quando arriverà, lappartamento sarà già venduto e noi inizieremo una nuova vita con quei soldi.
Valentina chiuse gli occhi, cercando di assimilare lorrore. Matteo stava architettando un tradimento: ingannare la moglie, farle firmare dei documenti falsi, vendere lappartamento e fuggire con la sua amante.
Non ti preoccupare, Val, la rassicurava al telefono. Lei è così ingenua che non capirà nulla. Diremo che è per una riregistrazione e lei firmerà, perché si fida di me.
Si era fidata di lui. Tre anni prima aveva creduto ciecamente in Matteo, che sembrava affidabile, dignitoso, impiegato in una ditta di costruzioni, con un buon stipendio e un atteggiamento premuroso. O forse era solo un abile attore.
Domani porto i fogli a casa, dico che servono subito. Val non li leggerà nemmeno, si fida di me, confermò Matteo.
Silenziosa, Valentina si diresse verso la camera da letto, facendo attenzione a non farsi sentire. Il suo cuore batteva così forte che sembrava potesse essere udito anche dalla cucina. Aveva bisogno di tempo per pensare.
Ok, Rosalba, ci sentiamo domani, concluse Matteo. Prepara le valigie. Presto saremo liberi e ricchi.
Dopo che il marito si allontanò verso il bagno, Valentina si lasciò cadere sul letto, fingendo di addormentarsi. Qualche minuto dopo Matteo sbirciò nella stanza.
Val, dormi? sussurrò.
Valentina mormorò qualcosa di incomprensibile senza aprire gli occhi. Matteo annuì, poi si diresse verso il salotto per accendere la televisione.
Quella notte Valentina non chiuse gli occhi. Il suo pensiero tornava incessantemente alla conversazione. Matteo aveva una amante, voleva vendere lappartamento e considerava la moglie solo un ostacolo.
Al mattino, Matteo mostrò un affetto eccessivo: preparò la colazione, le diede un bacio sulla guancia e chiese dei suoi programmi.
Val, oggi ho una giornata piena di pratiche, disse, finendo il caffè. Forse domani ti porto qualcosa da firmare, lagenzia delle entrate richiede una riregistrazione di tutti gli atti.
Che riregistrazione? chiese Valentina con cautela.
Una formalità, rispose Matteo, scrollando le spalle. Nuove disposizioni, tutti i proprietari devono aggiornare i documenti.
Valentina annuì, simulando di credere. Nella sua mente, però, la truffa era già in atto.
Al lavoro, le concentrazioni svanivano. I pensieri tornavano a quella telefonata, chiedendosi da quanto tempo Matteo avesse una relazione e quando avesse iniziato a progettare tutto.
Quella sera Matteo rientrò con una cartellina di carte. Sul volto unespressione di serio affare, ma gli occhi brillavano di unanticipazione sinistra.
Val, questi fogli vanno firmati subito, disse, stendendo i documenti sul tavolo. Sono urgenti, domani.
Valentina si avvicinò, esaminando i fogli. La calligrafia era sconosciuta, i timbri sfocati. Era evidente: una falsificazione.
Che ente è questo? chiese, indicando il modulo.
Lispettorato tributario, rispose Matteo senza battere ciglio. Hanno creato un nuovo dipartimento per il settore immobiliare.
Valentina prese una pagina, fingendo di leggerla con attenzione, ma in realtà guadagnava tempo per decidere il prossimo passo.
Perché così urgente? domandò, cercando di mantenere la calma. Di solito danno il tempo di studiare i documenti.
Cè una riforma in corso, spiegò Matteo. Chi non si adegua entro fine mese paga una multa.
Valentina rimise i fogli da parte. Domani mattina li firmo, voglio leggere bene. E se mi sfugge qualcosa?
Il volto di Matteo si scurì leggermente.
Non cè nulla da leggere, è procedura standard. Prima firmi, prima ti lasceranno in pace.
Voglio capire, insistette Valentina. È il mio appartamento, dopotutto.
Il nostro appartamento, corresse Matteo. Siamo una famiglia.
Famiglia. Valentina trattenne un sorriso amaro. Che famiglia, se il marito voleva rubarle il bene più prezioso?
Va bene, disse Matteo dopo una pausa. Ma firmiamo domani mattina, il tempo stringe.
Quella notte Valentina studiò i documenti. Non era avvocata, ma notò termini strani, richieste insolite, timbri dubbi.
La mattina, mentre Matteo faceva la doccia, Valentina fotografò i fogli e li inviò alla sua amica Livia, avvocato di fiducia.
Val, hai già firmato? chiese Matteo uscendo dal bagno.
No, ancora no, rispose Valentina. Devo prima chiamare lufficio dei tributi per chiarire alcuni punti.
Matteo rimase immobile, av





