Nel parco zoologico tutto sembrava procedere come al solito le risate dei bambini, il cinguettio degli uccelli e latmosfera spensierata di una tipica giornata estiva. Io e mio marito, Matteo Rossi, passeggiavamo con i nostri figli, gustando gelati e ammirando gli animali. Poi, allimprovviso un urlo straziante squittò laria. Una donna, in preda al pànico, piangendo disperata, correva verso il recinto dei gorilla, implorando aiuto.
La folla accorse. E ciò che videro li lasciò senza fiato: nel recinto, accanto al maestoso gorilla, cera un bambino! In qualche modo aveva superato le sbarre e ora sedeva immobile, indifeso, sulla terra battuta.
Il silenzio cadde come un colpo. Il gorilla, lentamente, si voltò e iniziò ad avvicinarsi al piccolo. Qualcuno si coprì gli occhi, altri gridarono nel terrore. I secondi sembravano eterni.
Poi, accadde limpensabile.
Mentre i soccorritori e il personale dello zoo correvano verso il recinto, la tensione tra tutti saliva alle stelle. Si preparavano al peggio: il gorilla era ormai a un passo dal bambino. Alcuni già distolsero lo sguardo, incapaci di vedere ciò che sarebbe successo.
Ma nel momento successivo, accadde lincredibile.
Il gorilla, respirando pesantemente, si fermò davanti al piccolo. Tutti trattennero il respiro. Con movimenti lenti e delicati, allungò le braccia ma invece di aggredere, lo avvolse in un abbraccio, stringendolo al petto come per proteggerlo.
La folla esalò, ma nessuno poteva credere ai propri occhi. Con cura, il gorilla sollevò il bambino e si diresse verso le sbarre, dove la madre, Sofia Bianchi, era inginocchiata, supplicando con le lacrime agli occhi. Proprio allora arrivò il personale dello zoo.
Con calma, presero il piccolo dalle braccia dellanimale. Il gorilla non oppose resistenza, facendo solo un passo indietro, osservando attentamente.
Sofia strinse il suo bambino, bagnandolo di lacrime. Offrì al gorilla uno sguardo carico di gratitudine. E il piccolo, innocente, sorrise. Senza capire il pericolo scampato, agitò la manina verso lanimale e disse ridendo: “Ciao ciao!”
Nessuno parlò. Nemmeno i bambini. Tutti erano testimoni di qualcosa di straordinario e profondamente umano nel cuore di una creatura selvaggia.




