**L’occasione per non perdere la migliore amica**
Era passato più di un decennio dalla fine del liceo, ma Viola e Sofia erano ancora inseparabili. La loro amicizia era nata in prima media, quando Viola si era trasferita con i genitori in una nuova città ed era stata presentata alla classe.
“Ragazzi, questa è Viola, la nuova studentessa,” aveva detto la professoressa, indicandole il banco accanto a Sofia, una ragazzina dai capelli scuri e gli occhi vivaci.
Viola aveva annuito e si era seduta, rovistando nella borsa senza trovare la penna. Sofia le aveva passato la sua riserva con un sorriso.
“L’hai dimenticata a casa?”
“Sì, grazie, mi hai salvata.”
Da quel momento, erano diventate inseparabili. Vivevano a due passi l’una dall’altra, tornavano a casa insieme, si scambiavano vestiti, trucchi e segreti. Viola non avrebbe mai immaginato che la loro amicizia sarebbe durata così a lungo, ma la vita le aveva dimostrato che insieme erano una forza.
Al liceo, i ragazzi cominciarono a interessarsi a loro, e loro ricambiavano. Dopo la maturità, si iscrissero alla stessa università a Milano, condividendo una stanza nel dormitorio. Poi, negli ultimi anni, entrambe si innamorarono dello stesso ragazzo: Matteo.
Lo avevano conosciuto per caso una sera di pioggia battente, mentre tornavano dal cinema, fradicie. Una vecchia Fiat si era fermata accanto a loro, e il conducente aveva abbassato il finestrino.
“Salve, ragazze, volete un passaggio?”
Si erano sedute dietro, e Matteo aveva chiacchierato per tutto il tragitto, raccontando storie divertenti del suo lavoro come autista occasionale. Giovane, con gli occhi scuri e un sorriso contagioso, aveva conquistato entrambe.
Quando scesero dall’auto, Sofia sospirò, guardando la macchina allontanarsi.
“Credo di essermi innamorata.”
“Non mi sorprende,” rispose Viola, nascondendo il fatto che anche lei era rimasta colpita.
Quella notte, Viola sognò quegli occhi scuri e quel sorriso. Il giorno dopo, trovarono Matteo ad aspettarle davanti al dormitorio.
“Ciao, ragazze.”
“Ciao!” risposero in coro.
“Sofia, posso parlarti un attimo?”
“Certo!” esclamò lei, lanciando un’occhiata complicata a Viola prima di salire in macchina con lui.
Viola li guardò allontanarsi con un nodo alla gola. “Non era destino,” mormorò, tornando nella sua stanza.
Sofia e Matteo iniziarono una relazione seria, e Viola si ritrovò sempre più sola. Una sera, Sofia tornò nel dormitorio raggiante.
“Viola, Matteo mi ha chiesto di sposarlo!”
“E tu cosa hai risposto?”
“Che devo pensarci… ma ovviamente accetterò!” ridacchiò. “Sarai la mia testimone, no? E poi, dovresti trovarti qualcuno anche tu, non puoi vivere come una monaca!”
Il matrimonio si celebrò in un ristorante elegante di Firenze, e dopo la laurea, le loro vite presero strade diverse. Si vedevano sempre meno, ognuna impegnata nel lavoro, ma l’amicizia resisteva.
Sette anni dopo, le cose erano cambiate. Si incontravano raramente, bevendo un bicchiere di vino in qualche caffè, scambiandosi pettegolezzi invece che sogni.
“Sai, Viola, io e Matteo… non funziona più,” confessò Sofia una sera, tormentando il bordo della tovaglia. “Ho conosciuto un altro uomo, Luca. È da due mesi che ci vediamo, e io… non riesco a resistergli.”
Viola sentì un peso sciogliersi nel petto. Sofia continuò a parlare della sua crisi matrimoniale, della difficoltà di fingere, della colpa che la divorava. Ascoltando, Viola si sentì perdonata senza nemmeno aver confessato.
Forse il destino le aveva offerto una seconda possibilità.
Con il tempo, Sofia lasciò Matteo e chiese il divorzio. Viola decise di non rivederlo mai più, spiegandogli che quella notte era stato solo un momento di debolezza. Ma il dubbio la tormentava: doveva dirlo a Sofia?
Anni dopo, Viola sposò Marco, un uomo che la amava sinceramente, e aspettavano un bambino. Ma il segreto rimaneva sepolto in un angolo della sua anima. L’amicizia significava anche condividere le colpe, ma forse, a volte, il silenzio era l’unico modo per proteggerla.





