Andrea legò Luna al palo di un distributore di benzina, a sessanta chilometri da casa. Scelse apposta
– Fiorenza, firma adesso. Mancano venti minuti alla registrazione. Ero davanti allo specchio in una stanzetta
Il cane si chiamava Nebbia. Grosso, arruffato, grigio come un mattino di dicembre, viveva nel cortile
La volontaria Caterina alzò lo sguardo dal registro e fissò la visitatrice. In tre anni di lavoro al
Michele stava esattamente nel punto in cui, cinque minuti prima, aveva lasciato Ginevra. Si guardava
Marco la legò a un palo del distributore a sessanta chilometri da casa. Scelse apposta un posto lontano
Il cane si chiamava Fumo. Grande, arruffato, grigio come un mattino di dicembre, viveva nel cortile dei
— Elena, ma davvero pensi che dopo il divorzio me ne andrò a vagare per i pianerottoli? — Lidia trasse
Stasera arriva mia madre. Per sempre. Ho già sistemato tutto. Gianna alzò lo sguardo dal computer.
Oggi è successo qualcosa che mi ha fatto quasi impazzire. Ero lì, nello stesso punto in cui avevo lasciato









