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020
«Mi serve un uomo per il weekend, non per la vita, mi sono già sistemata troppo bene» La posizione sincera di una donna di 52 anniCosì, tra una cena con amiche e una passeggiata in centro, aveva trovato il perfetto equilibrio tra la sua indipendenza e la compagnia di un uomo che sapeva quando arrivare e, soprattutto, quando andarsene.
**Diario di Ginevra** «Mi serve un uomo per il weekend, non per la vita. Ormai sto troppo bene da sola.
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04
RibelleIl ribelle sfidò le convenzioni della sua piccola città toscana, e il suo atto di coraggio cambiò per sempre il destino della comunità.
Tese la mano per accarezzare la bestia feroce, ma la gatta guizzò di lato e, in modo strano, si strisciò
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07
Mio marito disse: “senza di me sarai persa”. Non obiettai — e feci a modo mio.
— Ho cancellato l’idraulico e la consegna dei tubi. Questo weekend resti senz’acqua – così capisci chi
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053
I parenti di mio marito pensavano che avrei accettato in silenzio le loro regole. La mia risposta non se l’aspettavano proprio.
A quarantadue anni sposare un uomo benestante è, sì, un salto sull’ultimo vagone, Ines. Il fratello maggiore
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03
«Mi serve un uomo per il weekend, non per la vita: sono già troppo ben sistemata» La confessione sincera di una signora di 52 anni.
«Mi serve un uomo per il weekend, non per la vita, ormai sto troppo bene da sola» – La posizione schietta
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07
Il cane trascinava Lorenzo verso le antiche rovine: rimase sbigottito da ciò che vide.
– Beh, Rosso, andiamo, dai… – borbotta Valerio, aggiustando il guinzaglio artigianale fatto con una corda vecchia.
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021
I parenti di mio marito davano per scontato che accettassi docilmente le loro regole. La mia risposta li ha colti di sorpresa.
A quarantadue anni sposarsi con un uomo benestante è certo un salto sull’ultimo treno, Ginevra.
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017
— Non date il cane al canile — implorava il bambino! I grandi non lo ascoltarono — e se ne pentironoIl cane ritornò da solo quella notte, portando con sé un biglietto che diceva: “Grazie per avermi lasciato andare, ma io avevo già scelto la mia famiglia.”
Oggi ho scritto questa pagina di diario con una mano che ancora trema. Ma ho bisogno di fissare ciò che
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07
Il cane trascinava Marco verso le rovine: ciò che vide lo sbalordì persinoTra le macerie, un antico affresco raffigurava un volto che somigliava in modo inquietante a quello di suo nonno.
– Dai, Rosso, andiamo… – borbottò Valerio, sistemando il guinzaglio improvvisato di una vecchia corda.
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031
«Togli i gioielli di tua madre!» ordinò la cognata. Sofia li tolse e indossò i suoi. A quella vista la cognata impallidì.
—Ridai i gioielli a mamma, non sei degna di portarli. Giulia allungò la mano col palmo verso l’alto