Sei brutta. Non ti ho mai amato!

Sei un mostro. Non ti ho mai amata!

Marina e Giulia erano amiche sin dai tempi dellasilo. Litigavano, poi facevano pace, si confidavano segreti, paure, problemi coi genitori. Erano inseparabili, davvero unite.

Da bambine non cera molta competizione tra loro. Ma verso ladolescenza, quando le ragazze sbocciano e la femminilità si mette in mostra, spuntarono le prime scintille di rivalità. Marina era una bellezza: slanciata, affascinante, con quello sguardo luminoso che incantava tutti. I suoi genitori le permettevano di truccarsi già da giovane e le compravano splendidi vestiti alla moda.

Giulia invece portava i capelli corti, perché sua madre era convinta che solo così si potesse “gestire” la chioma sottile e spenta della figlia. Aveva sempre qualche problema con la pelle e suo padre, rigidissimo, le proibiva categoricamente il trucco. Andare da unestetista? Inimmaginabile, roba da superficiali.

Marina, che aveva già imparato qualcosa sulla cura personale, cercava di aiutare lamica. A volte bastano piccoli accorgimenti per trasformare una “topolina” in una ragazza affascinante. E così, con uno styling azzeccato anche il taglio corto divenne alla moda. La pelle migliorò con i prodotti giusti.

Bastava scegliere un abito semplice ma ben abbinato per fare la differenza. Marina prestava volentieri a Giulia i suoi vestiti migliori per le feste e su di lei avevano un che di sorprendente.

Finite le superiori, andarono insieme alluniversità di Bologna. Linfluenza dei genitori su Giulia iniziò a calare, così la ragazza cominciò a truccarsi leggermente e a scegliere da sola cosa indossare. Anche i suoi capelli divennero più vivaci grazie a una tinta. Piano piano, entrambe iniziarono a suscitare linteresse dei ragazzi.

Eppure, Giulia ormai si sentiva addosso letichetta di “amica meno attraente”. Marina restava la più bella, la più corteggiata. I ragazzi facevano a gara per invitarla al cinema o a prendere un gelato in centro.

Giulia non lo dava a vedere, ma provava una grande invidia. Sognava di poter, come Marina, stancarsi dei corteggiatori e scegliere ogni giorno chi le avrebbe offerto un gelato e un cappuccino. Ma no, tutto questo spettava sempre alla sua splendida amica. A lei, a Giulia, solo qualche attenzione distratta.

Nonostante linvidia, la loro amicizia resisteva. Marina non aveva idea di cosa Giulia provasse e Giulia cercava di cacciare quei pensieri dalla testa.

Un giorno conobbero due ragazzi. Il carismatico Leonardo pensò subito che Marina fosse stupenda, mentre il simpatico Riccardo si interessò a Giulia. Entrambi frequentavano lultimo anno di Giurisprudenza. Erano brillanti, educati, affascinanti.

Tra Marina e Leonardo fu subito colpo di fulmine. Si innamorarono in fretta e stavano sempre insieme. Tutto sembrava andare bene, anche perché Riccardo iniziò a frequentare Giulia. Ma il cuore di Giulia batteva sempre e solo per Leonardo.

Quanta sofferenza nel vederlo guardare con adorazione la sua amica! Quando uscivano in quattro, Giulia sceglieva con cura labbigliamento, si truccava, si acconciava di tutto punto. Marina pensava che lo facesse per Riccardo e la aiutava volentieri.

Giulia, guarda che Riccardo non stacca gli occhi da te anche senza tutte queste onde nei capelli! rideva Marina, mentre le faceva la piega con il ferro.

Giulia sorrideva distatta. Se solo Marina avesse saputo che ogni trucco era per Leonardo! E pure la gonnellina, quella corta che metteva in risalto le sue gambe. E il make-up discreto ma raffinato.

Giulia era carina, sì, ma neanche con il trucco migliore poteva competere con la naturalezza sbalorditiva di Marina, che bastava raccogliere i capelli in una coda e passare un velo di lucidalabbra. Lamica insignificante lo riconosceva con amarezza.

Per Giulia, ogni parola di Leonardo era una speranza. Quando lui la coinvolgeva in una conversazione sulla nuova app del telefono, per lei era chiaro che stesse cercando un pretesto per parlarle. Uno sguardo sfuggente era di certo un sentimento celato. Ma in fondo sapeva mentire a sé stessa: Leonardo vedeva solo Marina.

Fra Riccardo e Giulia non sbocciò mai una vera storia. Lui capì che lei non provava altro che amicizia e si rivolse altrove.

Peccato che con Riccardo non sia andata. Sareste stati una bella coppia commentò Marina un giorno, davanti a un caffè macchiato nel loro bar preferito.

Ma figurati, si capiva subito che né Riccardo né Leonardo avessero intenzioni serie! Sono tipi da divertimento, non da innamoramento rispose Giulia.

Non dire questo, Leo non è così Io vedo quanto tiene a me, mi porterebbe in braccio dappertutto! E secondo me anche su Riccardo ti sbagli, obiettò Marina, infastidita dalla sfiducia dellamica.

Giulia scrollò le spalle. Avrebbe voluto che qualcosa dividesse gli innamorati. Sognava che Leonardo si innamorasse di lei, o almeno che lasciasse Marina. Purché Marina smettesse di essere così felice davanti a lei.

Come capita alle coppie innamorate, anche loro litigavano ogni tanto. Nei momenti di crisi, Giulia sperava che niente potesse più riunirli. Ma Leonardo e Marina facevano sempre pace, diventando ancora più uniti.

Leonardo escogitava sempre qualcosa per sorprenderla. Una volta le fece arrivare cento rose stupende. Unaltra, affittò una Mercedes nera con autista e la portò per una passeggiata romantica sui colli bolognesi. Marina si sentiva una principessa.

Non è altro che un modo per farti abbassare la guardia. Poi ti tradirà, ti userà Giulia fingeva di preoccuparsi per lamica.

Ma in realtà era la gelosia che la rodeva. Era certa che il suo amore sarebbe stato più grande di quello di Marina, che aveva sempre frotte di ammiratori, per lei uno in più o in meno non faceva differenza.

Giulia, ma come fai a parlare così? Si sta impegnando tanto, vuole davvero che lo perdoni la rimproverava Marina.

Sei cieca dal dolore! Lui gioca solo con i tuoi sentimenti, non vedi che ha mille ragazze! insisteva lamica.

Ma come fai a pensare una cosa simile? chiese sbalordita Marina. Il vero motivo di quelle parole non le passava nemmeno per lanticamera del cervello.

Ti ricordi che Leonardo vuole trasferirsi a Milano? Non ti preoccupa che ti lasci qui? riprese lamica insignificante.

Certo che me lo ricordo. Gli avvocati a Bologna sono tanti, trovare un posto buono è difficile. Continueremo comunque a vederci! E appena mi laureerò verrò a vivere da lui confidava Marina, convinta.

Giulia si strinse nelle spalle. Le bastava riuscire a instillare qualche dubbio. E ci riusciva, ogni tanto. Marina assillava Leonardo di domande, si innervosiva, ma dopo ogni litigio lui si faceva ancora più premuroso.

Presto il trasferimento avvenne davvero. Leonardo voleva assicurare un futuro a Marina, e in una grande città come Milano cerano più possibilità. Appena ricevette lofferta da uno studio legale, accettò.

Come farò senza di te? Sei così lontano Prendere laereo tutte le settimane non è possibile, né il treno che ci mette quattro ore! piangeva Marina tra le sue braccia.

Leonardo prometteva che sarebbe tornato appena possibile, e che dalla prima busta paga avrebbe iniziato a mettere da parte dei soldi per una casa tutta loro.

Leonardo partì e Marina iniziò a vivere nellattesa del prossimo incontro. Giulia sembrava sistemarsi anche lei: allinizio soffriva, ma lassenza di Leonardo la aiutava a pensare meno a lui. Iniziò perfino una relazione con un uomo più grande.

Poi, improvviso, il temporale: Marina annunciò allamica di essere incinta. Era alle prime settimane. Giulia la spinse a non dire nulla a Leonardo e a non tenere il bambino.

Ascoltami, Marina, lui è ambizioso. Se sapesse della gravidanza ti odierebbe per aver rovinato la sua carriera la persuase Giulia.

Eppure Marina rivelò al telefono a Leonardo che aspettavano un figlio. Lui rimase un po scioccato, ma fu comprensivo e trovarono una soluzione: i genitori di Marina avrebbero aiutato, e dopo sei mesi lei si sarebbe trasferita a Milano. Nel frattempo, i nonni e Leonardo avrebbero pensato alla casa.

Il primo permesso sarebbe stato dopo sei mesi. Avrebbero fatto subito il matrimonio, visto lo stato interessante di Marina.

Il cuore di Giulia sanguinava: Leonardo non sembrava affatto infastidito dallidea di diventare padre. Lei avrebbe dato tutto pur di essere al posto di Marina, di avere il suo amore e crescere quel bambino con lui.

I mesi passarono. Il rapporto fra Marina e Leonardo divenne più freddo. Lui era sempre più immerso nel lavoro e spesso lontano per trasferte; la sera era stanco o non riusciva a telefonare. Marina si rattristava, ma cercava di comprendere.

Giulia invece sottolineava tutto ciò, insinuando che Leonardo non era più interessato: Che futuro può avere una famiglia dove il marito non trova il tempo per la moglie incinta?

Marina, nonostante il pancione, era ancora bellissima, anzi più di prima. Un nuovo ammiratore, Alessandro, le stava sempre intorno, pur sapendo che lei non lo avrebbe mai ricambiato. Si accontentava di essere un grande amico e voleva anche fare da padrino al bambino.

Alessandro spesso portava Marina in macchina e laccompagnava ovunque servisse. Giulia le suggeriva continuamente che era proprio lui luomo giusto per lei e scattava decine di foto insieme.

Un giorno Alessandro abbracciò Marina in modo poco amichevole, proprio mentre Giulia era pronta a fotografare. Marina si arrabbiò e mise in chiaro che se si fosse ripetuto avrebbe tagliato i rapporti, ordinando a Giulia di cancellare tutte le foto. Lei promise, ma tenne quella foto compromettente.

Le fotografie accumulavano: Giulia organizzava gite al lago e foto in compagnia, sempre pronte a dare limpressione di una giovane madre circondata da affetti e nuove amicizie.

Un giorno Giulia annunciò a Marina che avrebbe dovuto partire per Firenze, dove una zia era gravemente malata. Coincidenza: proprio la città dove lavorava Leonardo.

Se riesci, vedi come sta Leonardo. Ultimamente dice che va tutto bene, ma parliamo di rado e lui è sempre super preso chiese Marina, quasi supplicandola.

Giulia le assicurò che lo avrebbe fatto e che si sarebbe informata sul futuro papà.

I satanici propositi di Giulia incontrarono il terreno ideale perché Marina e Leonardo ormai comunicavano solo via messaggi. Leonardo, stressato dagli orari, spesso non riusciva a chiamare la sera, e la comunicazione era ridotta allosso.

Così, il seme velenoso piantato da Giulia trovò terreno fertile. Raggiunse Leonardo e si mostrò addolorata: Dopo che te ne sei andato, Marina ha perso la testa. Alessandro Tra loro non è nata solo un’amicizia. Mostrò decine di foto, ma non subito quella più compromettente.

Non sapevi di Alessandro? Certo, lei ha tenuto tutto nascosto. Ormai sono inseparabili raccontava Giulia con finto dolore.

Si era preparata per lincontro: dallestetista, con un trucco perfetto, un vestito semplice e impeccabile, unacconciatura curata. Senza la presenza travolgente di Marina, riusciva quasi a emergere dalla sua ombra.

Leonardo stava per chiamare Marina per chiarire, ma Giulia lo fermò: Non ora, Leo. Sei scosso, rischieresti di dire cose di cui poi ti pentirai. Aspetta qualche giorno, vedrai che lei ti cercherà. Devi solo calmarti, suggeriva Giulia.

Forse hai ragione, borbottò Leonardo.

Quella sera Giulia chiamò Marina e le disse che Leonardo stava frequentando una collega.

Quando ti dice che non può parlare perché è a lavoro… Oh, tesoro, come ti sbagli. È che non può parlare con te davanti a lei sussurrò mestamente Giulia.

Quando Marina, infuriata, provò a chiamare, Giulia le diede il medesimo consiglio: aspetta.

Il giorno dopo, Marina provò lo stesso ma Leonardo non rispose. Tutto le fu chiaro, devastante.

Se solo Giulia fosse stata meno persuasiva Se Marina e Leonardo si fossero fidati luno dellaltra. Ma tutto andò secondo il diabolico piano di Giulia. Telefonò in lacrime a Leonardo, dicendo che Marina aveva abortito e si era messa insieme ad Alessandro. Stavolta mostrò la foto dellabbraccio compromettente.

Telefonò anche ad Alessandro, chiedendogli di non lasciare mai sola Marina. Se Leonardo chiama, fatti avanti tu e dilli di non disturbare più la poverina.

Così accadde. Quando Leonardo chiamò, rispose Alessandro che lo allontanò con parole durissime.

Giulia consolava Leonardo dolcemente e, ormai entrata nella sua vita (e nel suo letto…), sembrava lunica a capire il suo dolore. Non era amore ciò che lui provava, ma calore e circostanze. Anche per lei, finalmente, si avverava il sogno.

Marina cominciò a passare sempre più tempo con Alessandro. Se la gravidanza andava bene era solo grazie al sostegno di questultimo, che ormai era diventato il sostituto dellamica traditrice.

Alessandro, innamorato ma disinteressato ai propri vantaggi, si insospettì. Tutto aveva preso una piega strana: troppo in fretta Giulia era diventata la fidanzata di Leonardo. Provò a parlarne con Marina, che però non volle ascoltare. Ormai è andata così pensava Ho perso entrambi.

Alessandro però non si rassegnò: amava davvero Marina e desiderava la sua felicità.

Ci mise un po a contattare Leonardo, sempre indaffarato. Ma quando finalmente ci riuscì, non poté fare a meno di rimproverarlo:

Hai abbandonato Marina, ma ha anche il tuo bambino!

Leonardo rimase scioccato. Lui era convinto che Marina avesse abortito.

Dopo una lunga conversazione, la verità emerse. Leonardo realizzò il disastro commesso, colpevolizzandosi senza pietà per aver dato retta alla serpe.

Sarei dovuto venire subito a Bologna per chiarire tutto disse sconvolto.

Era il minimo che tu potessi fare gli rispose Alessandro.

Appena poté, Alessandro fece visita a Marina: Leonardo non ti ha mai tradita: ha creduto alle bugie di Giulia.

Quindi per tutto questo tempo pensava che avessi abortito e fossi insieme a te? sussurrò Marina, sconvolta.

Alessandro annuì. Leo non ti avrebbe mai lasciata, né avrebbe rinunciato a suo figlio se non fosse stato ingannato.

Ma perché non mi ha ancora chiamata ora che sa tutto? chiese triste lei.

Leonardo non aveva nessun sentimento per Giulia. Non aveva voluto chiamare Marina; voleva vederla, subito. Prese un volo per Bologna senza perdere tempo.

Ma prima ci fu un ultimo confronto con Giulia. Quando rientrò in casa la trovò, raccolse freddamente le sue cose e con voce gelida le intimò di sparire.

E adesso dove vado? si lamentò lei, con aria disperata.

Non mi importa. E non provare più a cercarmi fu lunica risposta.

Leo, ammettilo che qualcosa per me lhai provato. Forse cè sempre stato qualcosa fra noi, azzardò lei in lacrime.

Lui scoppiò a ridere: Non ti ho mai amato. Tu non mi sei mai piaciuta. Sei solo unorribile ombra dellunica donna che abbia mai amato. Brutta dentro e fuori. Non potrai mai competere con Marina le disse, e chiuse la porta sul suo passato.

Leo preparò in fretta la valigia: aereo per Bologna entro poche ore.

La sera stessa, Marina era sola e triste, aspettava invano una chiamata. Quando suonarono, neppure voleva aprire la porta. Ma lo fece, e Leonardo era lì.

Lui la strinse, le baciò il viso, le mani, la pancia. Piangeva e chiedeva perdono. Marina, che sera promessa di tenerlo lontano, non riuscì nemmeno per un secondo a ricordarsi dei suoi buoni propositi: lo abbracciò, pianse con lui, lo baciò tremante.

Il giorno dopo presentarono i documenti in Comune per il matrimonio. Le nozze vennero fissate presto, dato lo stato di gravidanza evidente di Marina. Non vennero richiesti neanche certificati medici.

Il matrimonio fu semplice; non cera tempo né soldi per un grande ricevimento. I genitori di entrambi raccolsero quanto poterono, abbastanza per aiutare la nuova famiglia nei primi tempi.

Questa volta Marina lasciò Bologna con suo marito. Anche se in affitto, presto avrebbero comprato casa.

Di Giulia non si ebbero più notizie. Solo un sms anonimo, perdonami, arrivò. Marina scrollò le spalle e cancellò il messaggio senza più pensarci. Magari pure il mittente aveva sbagliato numero.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

15 − eight =