Un autobus. Tutti i passeggeri sono seduti e non prestano attenzione luno allaltro. Fuori, la pioggia cadeva lenta sulle strade di Firenze. Ad una delle fermate salì a bordo un senzatetto. Anche se luomo non doveva aver superato i cinquantanni, ne dimostrava molti di più. Un odore sgradevole si diffuse in tutto lautobus; era sporco, trasandato.
Brava gente, vi prego, datemi qualche moneta per del pane. Non mangio da tre giorni, disse con voce tremante.
La maggior parte dei passeggeri finse di non sentire; alcuni frugavano a disagio nei portafogli.
Allimprovviso, un uomo scoppiò a gridare:
Non hai soldi per mangiare? Vai a lavorare! Per quanto tempo puoi vivere sulle spalle degli altri? Oggi sono stato licenziato dal mio posto, ma non vado in giro a chiedere lelemosina. Ho anche un mutuo da pagare per lappartamento.
Quel signore sembrava ben sistemato. Il senzatetto abbassò lo sguardo, imbarazzato. Con le mani sporche iniziò a rovistare nelle tasche lise. Tirò fuori i suoi pochi risparmi e li porse alluomo elegante.
Tieni, ne avrai più bisogno tu di me. E la gente di cuore saprà aiutarmi.
Con queste parole, il senzatetto si preparò a scendere dal bus sotto la pioggia battente. Luomo si precipitò dietro di lui, cercando di restituirgli quei pochi euro. Tutti i passeggeri osservavano in silenzio la scena.
Quando infine lo raggiunse, cercò con insistenza di spiegare il proprio punto di vista. Ma il senzatetto scoppiò a ridere:
La vita è bella. Ci sono ancora tante brave persone al mondo. Bisogna saper godere di ogni attimo, disse luomo con uno sguardo profondo.
Laltro rimase immobile, mentre sul viso gli scorrevano le lacrime. Era evidente che quellincontro gli aveva lasciato un segno nel cuore. Stringeva forte fra le mani le monete ricevute dal senzatetto, come se fossero il dono più prezioso.







