Sono venuta a trovarti, mi sei mancata tanto, ma i bambini mi sembrano degli estranei.

Sai, i genitori sono sempre con la testa sui propri figli. A volte però capita che restino delusi dai loro ragazzi ormai cresciuti. Nella storia di oggi ti parlo proprio di alcune figlie adulte.

La storia di una mamma.

Giulia ha cresciuto tre figli. Sono grandi adesso, ognuno con la propria vita. Il figlio maggiore, Alessandro, vive e lavora allestero. Le scrive, manda cartoline e foto per le feste. Giulia custodisce tutto con tanto affetto e ogni tanto si perde tra quei ricordi bellissimi.

Ci manchi davvero tanto, Ale. Non potresti venire a trovarci qualche volta? Magari conosciamo i nipotini e tua moglie, non sarebbe male… gli scrive lei ogni tanto.

La figlia di mezzo, Francesca, è sposata con un carabiniere. Cambiano casa spesso per il lavoro del marito. Hanno una bambina e, ogni tanto, riescono a fare una visita ai genitori. Il marito di Giulia lo stima molto, si vede che Francesca ha scelto bene.

Lultima figlia, Lucia, invece, non ha famiglia. Era sposata e ha un figlio, ma il marito lha lasciata. Su consiglio della mamma, Lucia ha lasciato il paesino ed è andata a Milano per cercare di sistemarsi. Ora fa la sarta in una piccola fabbrica e si è portata dietro il figlio.

Giulia decide di andare a trovare proprio Lucia.

Pensi di cavartela senza di me una settimana? dice al marito, Mario Voglio vedere come sta Lucia, mi manca troppo.

Mario accompagna la moglie fino al treno. Non è facile vedere Giulia partire con quelle borse pesanti, ma sa quanto sia importante per lei. Si fa ore di treno di seconda classe, e il viaggio sembra non finire mai, ma è troppo felice di rivedere Lucia dopo tre anni.

Mamma, perché non mi hai avvisato che arrivavi oggi? Sono al lavoro, posso venire a prenderti solo questa sera.

Volevo farti una sorpresa!, risponde Giulia tutta emozionata. Sicura che posso aspettarti?. Sì sì, non ti preoccupare. Alla fine però, sfinita dallattesa, decide di andare da sola a casa della figlia.

La porta le apre suo nipote, Matteo. È già grande, alto, ricorda tanto il nonno quando era giovane.

Ciao tesoro mio! lo abbraccia stretta la nonna. Mamma basta, sono grande ormai!, si schermisce lui ridendo. Ma come mai siete arrivati così tardi?, chiede la nonna affaticata. Dovevo sistemare casa e preparare qualcosa da mangiare per quando arrivavi. Sono uscita prima dal lavoro: oggi zuppa e fettine di vitello!

Poco dopo Giulia riceve la chiamata del marito che, un po annoiato, vuole sapere come sta. Lei lo rassicura, dicendo che ha trovato la strada grazie a un passante gentile e adesso stanno tutti a tavola insieme grazie a Lucia.

Seduti a tavola, Lucia chiede: Quanti filetti vuoi, mamma? Uno o due? Giulia era davvero affamata, ne avrebbe mangiati anche tre, ma per educazione risponde: Mettili pure in mezzo, poi vediamo.

Alla fine compaiono sul tavolo cinque fettine. Insomma, questa era la cena speciale che la figlia aveva preparato per accogliere la mamma. Giulia si convince che forse hanno qualche problema economico, e pensa che cercherà senzaltro di aiutarli. Ma intanto, a cena appena finita, Lucia le chiede già quando pensa di tornare a casa. Giulia ci rimane male e le dice che, se dà fastidio, può anche ripartire lindomani.

Il giorno dopo, Giulia passa lintera giornata da sola in casa. La sera ognuno sta per conto proprio. Poi il nipote esce a casa di un amico e Lucia esce con le sue amiche. Giulia resta da sola, un po triste a dire il vero.

Col passare dei giorni si annoia, è chiaro che la sua presenza lì non serve a nessuno. Inizia a preparare la valigia quando sente il nipote che fa: Mamma, ma zio quando arriva? Dovevamo andare al derby!

Appena la nonna parte, risponde Lucia, senza troppi giri di parole.

Giulia, col cuore pesante, si mette la giacca e se ne va senza salutare. Quando arriva alla stazione, Mario la aspetta sorridente; aveva sentito la sua mancanza tutto quel tempo. E sai che ti dico? Per quanto amore e attenzione abbiano dato ai figli, ora lei e Mario si sono resi conto che i figli grandi non hanno più bisogno di loro come una volta.

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Sono venuta a trovarti, mi sei mancata tanto, ma i bambini mi sembrano degli estranei.
Avevamo 22 anni quando ci siamo lasciati. Un giorno lui mi ha detto che non provava più lo stesso sentimento, che aveva bisogno di “qualcosa di diverso”. Pochi giorni dopo ho scoperto tutto da un’amica comune: mi ha chiamata chiedendomi se fosse vero che lui usciva con una donna molto più grande. Mi ha mandato una foto: lui abbracciava una donna decisamente più anziana in un bar. Non era una voce, era tutto vero. Quando mi chiedevano spiegazioni, non inventavo nulla: dicevo chiaramente che mi aveva lasciato per stare con una donna molto più grande di lui. Da lì è iniziato tutto. Una settimana più tardi, un’amica mi ha scritto su WhatsApp: “Ehi, tutto bene?”. Le ho chiesto il motivo, mi ha detto che lui raccontava cose strane su di me: che non mi lavavo, che avevo le ascelle maleodoranti, l’alito cattivo, che aveva visto dei pidocchi. Sono rimasta scioccata davanti allo schermo, senza sapere cosa rispondere. Poi i commenti sono aumentati. Un’altra amica mi ha chiamato dicendo che lui aveva ripetuto queste cose ad una festa, ridendo davanti a tutti: “Non sapete cosa ho sopportato”. Quando gli hanno chiesto perché non mi avesse lasciata prima, ha risposto: “Perché mi dispiaceva”. Ho iniziato a notare gli sguardi. Persone che prima mi salutavano normalmente ora mi guardavano male. Una collega gelosa mi ha offerto il deodorante “per sicurezza”. Non riuscivo a credere a quanto velocemente si potesse diffondere una bugia. Lui l’aveva detta una volta e poi continuava a ripeterla. L’ho scritto chiedendogli: “Perché dici queste cose su di me?”. Lui ha risposto dopo ore: “Hai iniziato tu a mentire su di me”. Gli ho detto che avevo solo raccontato la verità: che stava con un’altra donna. Lui ha risposto: “Non sono affari di nessuno”. Non ha mai negato quello che aveva detto, né ha mai fermato i commenti. Lasciava che tutto continuasse. Intanto usciva pubblicamente con quella donna, pretendendo che nessuno parlasse della differenza d’età. Io ero il danno collaterale. La relazione è finita ma il pettegolezzo è durato mesi. Ho dovuto cambiare ambiente, smettere di frequentare certi posti, allontanarmi da chi continuava a ripetere ciò che lui aveva detto. Lui ha continuato la sua vita. Noi donne, spesso, siamo quelle che pagano il prezzo più alto quando gli uomini sono insicuri.