Una mamma inviterebbe ospiti a casa di sua figlia!

Immaginate che, grazie a un piccolo miracolo, io abbia comprato il mio primo appartamentino in una città di mare. Era piccolo, ovviamente, ma bastava per iniziare una nuova vita vicino alla spiaggia. Fino a quel momento, nessuno della mia famiglia sembrava interessato a cosa facessi, o se stessi bene, o come mi sentivo. Nessuno chiedeva se lavorassi troppo, perché non andassi mai in vacanza, nulla.

In genere noi italiani siamo ospitali, pronti ad accogliere chiunque per una notte. Tutto fila liscio finché qualcuno non esagera e cerca di vivere a spese degli altri. E ci si chiede: qual è quel sottile confine dove lospitalità diventa unesasperazione tale da far desiderare di restare soli in casa propria?

Non sempre parenti o amici si presentano alla porta di chi improvvisamente ha una casa in una bella zona, ma quando qualcuno ha un appartamento sul mare, iniziano le visite senza fine.

Una volta venne da me Laura, che soffriva di difficoltà respiratorie. Sentiva un peso sul petto, come se qualcosa la bruciasse dentro. Lhanno visitata, certo, ma i medici non trovarono niente. Si scoprì che era sottoposta a uno stress continuo che ormai nemmeno lei percepiva più. La questione era tutta lì, nascosta appena sotto la superficie

Tutto iniziò con lacquisto dellappartamento. Laura ebbe la follia di dare a sua madre un mazzo di chiavi di riserva. Al momento le sembrava giusto. La madre abitava a quattro ore di treno da Laura, ma la visitava spesso. Laura doveva prendere permesso dal lavoro per accoglierla.

Per evitare disagi, diede alla madre le chiavi: sembrava una soluzione perfetta. Allinizio tutto funzionava. Poi la madre iniziò a venire non più da sola, ma accompagnata da parenti, amici e pure vicini!

Laura, che bella vita fai, facci stare un po nella tua casa! Bisogna ricambiare gentilezza con gentilezza.

Il marito di Laura era quasi sempre via per lavoro, spesso in trasferta, e non vedeva questo incessante via vai. Laura era davvero convinta di fare la cosa giusta, di essere generosa. Nonostante la città fosse piccola, casa sua divenne luogo di passaggio per molti, con la madre sempre pronta ad aiutare tutti. Peccato che aiutasse usando lappartamento di Laura e non spendendo dei propri soldi. Insomma, faceva del bene con le mani della figlia.

Laura continuò a sopportare gli stravaganti comportamenti della madre, vivendo schiacciata in una stanza con suo marito, mentre laltra era occupata da ospiti o parenti. Si prendeva cura di tutti, preparava la tavola, offriva pasti. Si cercò pure un secondo lavoro, perché i soldi mancavano. Poi arrivò la quarantena: il marito rimase a casa senza impiego, ma gli ospiti erano indifferenti alle malattie, arrivavano come nulla fosse e restavano senza chiedere.

Il marito, stanco di tutto ciò, disse:

O togli le chiavi a tua madre e le proibisci di invitare la gente nella nostra casa, oppure chiedo il divorzio.

Non fu facile per Laura decidere; era cresciuta per essere una figlia modello ma non voleva perdere il marito. Decise quindi di parlare con la madre.

La madre la accusò, senza pietà, di essere senza cuore, e provò pure a fingersi malata, sostenendo che Laura le avesse causato un malore. Si giocò le sue carte, manipolò, ma Laura non cedette.

La madre si rifiutò di restituire le chiavi e le disse che ora non aveva più una figlia e non voleva più vederla! Alla fine, il marito cambiò la serratura. Non si sa mai cosa aspettarsi da ospiti indesiderati. Alcuni provarono a venire a salutarci, ma nessuno apriva loro la porta, perché nutrire parenti senza sosta è un compito ingrato.

Laura rimase amareggiata per la rottura con la madre, ma si sentì finalmente sollevata. Ora aveva denaro a sufficienza. E non sentiva più la pesantezza al petto che tanto laveva tormentata quando cercava di compiacere la madre, sacrificando se stessa.

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