Raffaella, insegnante di matematica, si stava preparando a festeggiare il compleanno della sua cara amica e collega, con la quale aveva condiviso la strada verso la scuola a piedi per ben quarantanni. Di prima mattina, Raffaella si mise allopera, scegliendo con cura una camicetta e una gonna elegante: mica poteva rischiare di sembrare appena uscita dal mercato! Nonostante la pioggia torrenziale della sera prima e le pozzanghere grandi quanto lago di Garda, si incamminò verso la pasticceria per comprare una torta e dei fiori per la sua amica.
Mentre camminava sul marciapiede, una macchina, guidata da una donna bionda con unaria che urlava Milano da bere, passò a tutta velocità, schizzando Raffaella e i suoi regali con una squisita miscela di acqua, fango e chissà cosaltro. La donna sbottò con tono sprezzante: «Nonna, dove vai conciata così? A questora dovresti già essere a casa a fare la calzetta!»
Raffaella, poco incline a mandare giù certe sgarberie, rispose secca: «Ho cose importanti da fare! Vergognati!» La situazione degenerò in discussione, con la bionda che cominciò a criticare Raffaella per aver camminato troppo vicina alla pozzanghera. E proprio mentre la situazione stava per precipitare, sbucò dalla porta accanto un uomo grosso e ben vestito, chiaramente uno che la mattina mette almeno duecento euro di profumo.
Vedendo il trambusto, luomo domandò curioso: «Che succede qui?» La bionda non perse tempo: «Questa vecchietta mi ha creato solo problemi, ora mi dà pure fastidio!» Ma quando luomo si accorse che si trattava proprio della sua amata ex insegnante, il volto gli si illuminò. «Raffaella, che piacere rincontrarti!» esclamò, cingendo la professoressa con un abbraccio che in Italia si dà forse solo alla mamma dopo la vittoria della nazionale.
Scoprendo che la donna bionda era niente meno che la sua segretaria, che aveva guidato come se fosse al Gran Premio di Monza proprio vicino a Raffaella, il signore cominciò a scusarsi sinceramente. Assumendosi tutta la responsabilità, obbligò la segretaria a chiedere scusa come si deve. Lei, borbottando fra i denti, snocciolò un fiacco «Mi dispiace».
Dopo la figuraccia della segretaria, luomo decise di licenziarla seduta stante. Poi, con vero spirito italiano, accompagnò Raffaella fino a casa, aspettò pazientemente che si cambiasse, e infine comprò lui stesso nuovi fiori e una torta gigante da dieci euro per celebrare il compleanno della collega, rendendo la giornata indimenticabile e, almeno per Raffaella, ricca di gusto e buon umore!







