Ricordo come fosse ieri il giorno in cui Riccardo uscì dal Comune dopo aver firmato i documenti del divorzio. Inspirò profondamente quella dolce aria primaverile di Firenze, come a scrollarsi di dosso un macigno. Finalmente libero! La sua, ormai ex moglie, Isabella, stava già trotterellando verso un uomo ad attenderla sul marciapiede, baciandolo platealmente e sventolando soddisfatta il certificato di divorzio. Riccardo rise sottovoce: Isabella e il suo eterno bisogno di mettersi sempre in mostra!
Con uno sguardo trionfante verso di lui, Isabella prese il braccio del nuovo compagno e si allontanò con passo deciso. Riccardo rimase qualche secondo fermo, a riflettere su come celebrare quellinaspettata libertà. Proprio allora notò una ragazza che usciva anchessa dal Comune. Il volto cereo, gli occhi lucidi, a un soffio dal pianto.
Scese lentamente le scalette, fin quando vide Isabella e il nuovo compagno mano nella mano. Le lacrime cominciarono a scendere silenziose e continue. Riccardo, già diretto verso la sua Alfa Romeo, si fermò, combattendo con sé stesso se ignorare la scena o meno. Ma, scuotendo la testa, decise di avvicinarsi.
Tutto bene? Posso aiutarla in qualche modo?
N-no non si disturbi, grazie rispose la ragazza con un singhiozzo. Riccardo però era ormai determinato.
Mi chiamo Riccardo, e lei? Nessuna risposta. Anche lei ha divorziato oggi? Silenzio ancora. Quello è suo marito? fece un cenno verso la coppia che si allontanava. Silenzio. Lui sta con la mia ex moglie, sa? Solo allora la ragazza sollevò lo sguardo. Occhi di un blu cupo e profondo, che sembravano trascinarlo giù come vortici.
Mi chiamo Ginevra sussurrò , Ginevra. Anche lei quindi ha appena divorziato?
Sì rispose Riccardo.
E come si sente?
Bene disse Riccardo, un po’ confuso.
Perché?
Era tempo che ci si pensava Ora abbiamo ciò che volevamo.
Non la ama più?
Avrebbe voluto dirle che non erano domande da fare tra sconosciuti, ma negli occhi di Ginevra vide così tanto dolore e voglia di un conforto che si sentì sciogliere.
No, ormai non la amo più sussurrò. E Ginevra ricominciò a piangere.
Sa una cosa? Perché non festeggiamo insieme questo giorno? propose Riccardo, quasi sorpreso da sé stesso.
Festeggiare? Ginevra lo guardò incredula.
Sì! Siamo due colleghi di disgrazia, no? Uniamo le forze!
Ma lei ha detto che non amava più sua moglie
Vero, ma una volta lho amata anchio! Possiamo raccontarci le nostre pene: io le mie passate, lei le sue presenti. Si dice che confidarsi con uno sconosciuto sia più facile che con un amico
Ginevra lo fissò per qualche secondo, poi abbozzò un mezzo sorriso:
Andiamo, va bene!
Perfetto, conosco un bar qui vicino Riccardo le offrì galantemente il braccio.
Quindi, tuo marito e la mia ex moglie se ne sono andati insieme? chiese Riccardo, mentre si sedevano nel locale.
Già Ginevra giocherellava nervosamente con un bicchiere di grappa, poi si animò allimprovviso: Che gente infame, vero?
Non posso darti torto! annuì Riccardo. Appena sono iniziate le nostre difficoltà, Isabella ha subito cercato qualcun altro.
Io invece io lo amavo ancora! Avrei fatto tutto per lui! E lui mi ha schiacciata sotto i piedi, nemmeno nascondeva laltra. Ha detto che, se divorziavo, nessuno mi avrebbe più voluto! Ma io meglio sola che umiliata e tradita per sempre!
Bravo, hai fatto bene! disse Riccardo, sempre più preso anche lui dal vino. Sei ancora giovane e bella, avrai mille uomini migliori di lui!
Dici? Non mi vedo proprio così Ginevra sorrise triste.
Devi solo crederci! protestò Riccardo. Poi, distinto, propose: Senti, e se ci sposassimo noi?
Come sarebbe? Ginevra stentava a credere alle sue orecchie.
Sul serio! Così si convincono che senza di loro possiamo rifarci una vita! Un matrimonio di facciata, nulla di reale. Se troviamo qualcuno che ci interessa, basta, ci si lascia.
Va bene accettò quasi senza rendersene conto.
Il mattino dopo, Riccardo si presentò a casa di Ginevra, che ancora pensava fosse tutto un delirio notturno. E invece, eccolo pronto, con un mazzo di fiori e il classico sorriso ironico.
Si sposarono in gran segreto e Ginevra si trasferì da Riccardo. Lontano da ogni cliché, Riccardo si rivelò una persona tranquilla e rispettosa. Le cedette volentieri la camera da letto, si trasferì sul divano, bussava sempre prima di entrare e lasciava anche qualche euro per la spesa.
Ginevra, dal canto suo, si comportava come una vera moglie: metteva tutto in ordine, preparava manicaretti, si preoccupava persino che Riccardo avesse vestiti sempre puliti, senza mai essere invadente. Da fuori, sembravano una famiglia perfetta.
Tra amici, recitavano la parte dei coniugi felici fatto che faceva letteralmente imbestialire i loro ex, visto che spesso li ritrovavano nelle stesse compagnie.
Ma cosa manca a tuo marito? la domanda, una sera davanti alla TV, colpì Ginevra mentre lavorava a maglia. Riccardo seguiva, svogliato, il calcio su Rai Uno.
E che ti ferma, adesso? Ginevra scherzò.
Improvvisamente Riccardo scattò e la sollevò di peso, facendola girare per tutta la stanza. Risero insieme, come due bambini.
Basta, Riccardo! Ho la testa che gira! protestò Ginevra ancora ridendo. Fece per allontanarsi verso il divano ma perse lequilibrio e lui la afferrò al volo. Le loro labbra si incontrarono, avide e sincere. Ginevra non si tirò indietro: da troppo tempo non si sentiva più desiderata. Ma quando le mani di Riccardo si insinuarono sotto la maglietta, lei si bloccò.
Riccardo, capisco ma non usiamoci lun laltro solo per questo
Passò uneternità prima che Riccardo rispondesse:
Forse hai ragione Non pensare male di me, Ginevra Davvero, mi piaci molto, ti rispetto troppo per trattarti come una qualsiasi!
Senza unaltra parola, lei si rifugiò in camera.
Per una settimana, Ginevra evitò lo sguardo di Riccardo, anche se lui si comportava come sempre, come se quel bacio non fosse mai accaduto. Eppure, Ginevra non riusciva a dimenticarlo, pensava solo a lui, e il ricordo dellex marito divenne improvvisamente insignificante.
Ginevra, andiamo al cinema, stasera? fu Riccardo a rompere il silenzio un sabato pomeriggio, mentre lei lavava i piatti.
E la cena? Dovevo fare le polpette, il macinato è già fuori
Le polpette possono aspettare Riccardo sorrise.
Senza cena rimaniamo Ginevra tentennò.
Dai, una volta tanto! Non capita spesso che tuo marito ti porti fuori!
Va bene, mi cambio subito!
Il film era romanticissimo, e in sala tutte le coppie non nascondevano la propria tenerezza. Ginevra provò un misto di imbarazzo e invidia, chiedendosi se Riccardo lavrebbe baciata davvero. Come se le leggesse nel pensiero, lui la abbracciò e la baciò appassionatamente.
Usciti, Riccardo la condusse in una trattoria tipica: cenarono lentamente, ballarono, parlarono a lungo. Lui non le staccava mai gli occhi di dosso, carichi di unaffettuosa dolcezza che la faceva arrossire e tremare demozione. Presero un taxi per tornare a casa e lui la baciò ancora, per tutto il tragitto.
A casa continuarono a baciarsi. Quando Riccardo si fermò e la fissò serio negli occhi, Ginevra capì e annuì. Lui la prese tra le braccia e la portò in camera.
Passarono sei mesi come in sogno, tra gesti di tenerezza, regali, fiori, cene a sorpresa. Ogni giorno, Ginevra sentiva crescere la gioia e la speranza. Ma, con lavvicinarsi del primo anniversario, lei notò che Riccardo era sempre più pensieroso. Avrà già trovato qualcuno? pensava angosciata. Che sia finita?
In più, da giorni, ogni mattina era preda di una nausea persistente. Decise di comprare un test: era incinta! E ora? Se lo avesse detto a Riccardo, forse lavrebbe sposata solo per senso del dovere; e lei non voleva rovinare la sua felicità. Decise di tacere e si mise a preparare la cena per la loro ricorrenza.
Riccardo arrivò con un immenso mazzo di rose rosse. Presero laperitivo in salotto, dove Ginevra aveva preparato la tavola con cura. Dopo un brindisi, Riccardo la prese per mano e, guardandola negli occhi, iniziò a parlare:
«Ginevra, in questo anno ho capito che tutto tra noi è iniziato in modo bizzarro, ma quella che sembrava solo una commedia ora è diventata la cosa più autentica e bella che mi sia mai capitata. Se ti fa piacere, vorrei davvero passare il resto della mia vita con te»
Poi si inginocchiò e le porse una scatolina di velluto con un piccolo anello doro.
Ginevra, vuoi sposarmi? Per davvero, stavolta?
Le lacrime le riempirono gli occhi.
Ma certo! Nemmeno immagini quanto lho desiderato!
Si abbracciarono e si baciarono, lunghi minuti, senza curarsi del resto. Poi Ginevra scoppiò a ridere:
Ma come facciamo a sposarci di nuovo, se già lo siamo?
Facciamo il viaggio di nozze che non abbiamo mai avuto! rise Riccardo E poi subito ci mettiamo a fare figli!
Non cè nemmeno bisogno Ginevra lo volto guardare misteriosa.
Davvero? Riccardo la fissò sbalordito, e lei, arrossendo, abbassò dolcemente lo sguardo.







