La presenza del fratello di suo marito ha portato caos e tensione nella loro casa, culminando infine in un tragico incidente.

Martina sè trascinata a casa distrutta, cu sacchetti pesanti tra le braccia. Invece di essere accolta dal marito, appena a varcato la porta ha sentito delle urla fortissime provenire dal salotto. Entra e che trova? Suo marito, Davide, e suo fratello, Matteo, completamente assorbiti da una partita di calcio in TV con birra in mano. Martina, già provata, gli ricorda subito che avevano fatto dei programmi per quella sera. Davide però le spiega che la moglie di Matteo laveva cacciato di casa, così ora doveva stare con loro per una settimana.

La mattina dopo, Martina si è svegliata di soprassalto per la musica sparata a tutto volume: era Matteo, che se la prendeva comoda davanti al televisore. Lui era rimasto senza lavoro dopo dei licenziamenti e Davide stava cercando di trovargli qualcosa nel suo ufficio. Quando Martina aveva un giorno libero, si ritrovava a dover fare tutte le faccende domestiche da sola; ma con larrivo di Matteo la fatica era raddoppiata e Davide aveva pure smesso di darle una mano, convinto che non fosse un compito da uomo.

A forza di cucinare, lavare e sistemare tutto quanto da sola, Martina si è sentita sempre più soffocata. Un giorno, al rientro, ha trovato la casa completamente sottosopra. Sfinita, ha sbottato col marito e con Matteo, facendogli notare che la trattavano come una cameriera. E siccome la storia della settimana era ormai diventata un mese, glielha detto bello chiaro.

Ne è nata una lite furibonda, e Davide e Matteo, offesi, sono usciti senza tornare a casa quella notte. Martina ha passato una settimana senza alcuna notizia. Poi, finalmente, Davide è rientrato e ha ammesso di aver completamente sbagliato. A quanto pare, Matteo aveva combinato un casino anche al lavoro, facendo perdere il posto a entrambi. Dopo un brutto litigio tra fratelli, Davide si era reso conto di non aver dato ascolto ai consigli di Martina su Matteo.

I giorni seguenti, Davide non è quasi mai uscito dal salotto, provando a farsi perdonare. Nonostante tutto quello che aveva passato, Martina ha scelto di lasciarsi alle spalle il rancore, pensando che lamore tra loro valeva più di ogni risentimento. Quella situazione è stata una vera sveglia: da allora, hanno deciso di affrontare insieme i problemi e di riscoprire il loro rapporto.

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La presenza del fratello di suo marito ha portato caos e tensione nella loro casa, culminando infine in un tragico incidente.
Colei che riscrive i destini – Entra, cara. Sì, ora ti racconto tutto, ti svelo ogni cosa. Dammi la tua manina. La nonna Marisa non inganna, dice la verità. Come ti chiami? Tiziana? Tizianina, allora? Benissimo! Che manina piccola, quasi da bambina. Morbida… E le linee, come un libro aperto. Se vuoi chiedere qualcosa, non essere timida, parla pure. Altrimenti la nonna Marisa leggerà la tua mano e sentirai cose che non servono. Dire tutto? Va bene! L’amore che hai è puro, luminoso. Ti sposerai. Il marito sarà una brava persona, serio. Ti tratterà con gentilezza. Vedi questa linea? È l’amore… Avrete un figlio. Meraviglioso. Finirà la scuola con ottimi voti, poi l’università. Sì, tutto questo è scritto sulla tua mano. Poi lavorerà in un ministero o all’estero. Guadagnerà tanti soldi. Aiuterà te e tuo marito. Avrai anche una figlia, una dolcezza. Anche lei avrà una vita facile. Avrà una famiglia. Ti darà dei nipotini. Con i bambini, quindi, tutto andrà bene… Il lavoro… Qui, piccola, vedo la tua crescita. Dici che non c’è dove andare? C’è sempre una strada. Ora lo dici, ma poi ti ricorderai della nonna Marisa, andrai in chiesa e accenderai una candela per la mia salute… Avrai tanti soldi. Guarda qui, vedi? Non capisci? Non c’è niente da capire… La salute – lo sai, non è delle migliori. Ma chi ce l’ha buona oggi? Vedrai un dottore, ti dirà come curarti meglio di me. Il dottore è bravo, sì. Lo incontrerai presto… No, non per malattia, solo in buona compagnia. E lui ti dirà. Vivrai a lungo, più di me. E la nonna Marisa ha già tanti anni. Quanti? Quasi ottanta… Non si direbbe. Ho vissuto la guerra, la fame. Ma non parliamo di me! Guarda, questi sono i tuoi interessi. Presto scoprirai qualcosa di nuovo, magari nella scienza, magari altrove. Ti porterà fama, fortuna. La gente verrà da te per chiedere aiuto. Tutto questo è qui, sulla tua manina. Morbida… No, Tizianina, dei tuoi genitori posso dire poco. Solo che… Tua mamma ti scriverà, chiederà perdono. Rispetta la vecchia. Non voleva abbandonarti, è stato il destino. E tuo padre… Non lo vedo più. Ma tua nonna è ancora viva? Ecco, lo dico, è viva! Salute a lei! Ballerà al tuo matrimonio! Non cammina? Come non cammina? La vedo ballare! Forse il dottore aiuterà? Quello che incontrerai! Hai saputo tutto quello che volevi? Va bene, Tizianina. Non ti accompagno, mi fanno male le gambe… Dove metto il regalino? Sul tavolo, sotto la tovaglia. Grazie, piccola, vai, tutto andrà bene! Racconta alle amiche quello che ti ha detto la nonna Marisa, e a tua nonna. Magari qualcun altro verrà a trovarmi… *** – Che guardi, muso baffuto? Hai spalancato gli occhi… Non ti piace che dica la verità? Ma il fegatino fresco e la panna ti piacciono? Eppure il “whiskas” lo schifi, e vuoi il pesce più caro, la vongola non la tocchi! E da dove la nonna Marisa prende tutti quei soldi? Ecco! Tutti vogliono pagare per le belle parole, non per la verità! Cosa dovevo dirle? Che il suo fidanzato è un maiale come non se ne sono mai visti? Che di sera, in un vicolo, li aggrediranno e lui scapperà? Per lui – come l’acqua sul dorso d’anatra! Che dopo un mese sarà già con l’amica, perché il papà di lei è un imprenditore? Che la nostra Tiziana rimarrà incinta dopo quella violenza, e la nonna morirà di dolore dopo un mese? Dovevo dirlo? Che il figlio che Tiziana avrà sarà tutto suo padre, finirà drogato a quattordici anni, picchierà la madre, le succhierà il sangue? Per questo finirà in psichiatria, perderà il lavoro. Vivranno di stenti, finché non farà la bidella. Che a quarantacinque anni le troveranno un tumore? Dovevo dirlo? E che non sopravviverà all’operazione? Dovevo raccontarlo? E dopo questo mi avrebbe dato il regalino? E poi, io la penso così, baffuto, – la sua vera sorte la conosciamo solo io e te. Quella che ho inventato, la conosciamo io, Tiziana, le sue amiche, la nonna. Non strizzare gli occhi, so che lo racconterà a tutti, basta che arrivi a casa! Quanti? Più di noi due? Di più! Ha creduto a me, Tiziana? Ha creduto! Quindi, forse, tutto può ancora cambiare… *** Tiziana uscì dalla nonna Marisa e sorrideva. Si sentiva bene, il cuore leggero. Anche se la sorte raccontata sembrava una favola, ma… Ma forse sarà davvero così? Questa indovina gliel’avevano consigliata… Nel vicolo buio la ragazza sentì passi e risate dietro di sé. Tiziana corse. Ma loro sempre più vicini… E l’avrebbero raggiunta, se dietro l’angolo non avesse incontrato un giovane con un cane enorme. Il cane abbaiò, il padrone estrasse lo spray: – Indietro, delinquenti! Altrimenti… Tiziana riprese fiato, e il suo gentile salvatore sorrise: – Sono Vittorio. Io e Jack ti accompagniamo a casa? E tutto cambiò. *** – Entra, cara! Come ti chiami? Olga? Tiziana ti ha consigliata? La ricordo… Come sta? Si è sposata? Bene! Dammi la mano… Che morbida, che liscia…