Questa storia è successa qualche mese fa. Era sera, stavo tornando dallaeroporto di Roma dove ero andato a prendere mia madre. Sulla strada per casa, ho incontrato una ragazza che stava sulla corsia demergenza dellautostrada, da sola, tremante sotto una pioggia battente. Senza pensarci troppo, sono accostato e le ho offerto un passaggio. Appena salita in macchina, le ho dato la mia giacca perché era zuppa d’acqua fino alla pelle.
Parlando, ho scoperto che suo padre aveva perso la testa e laveva messa alla porta. Mi ha chiesto per favore di accompagnarla almeno fino alla stazione Termini, dove avrebbe passato la notte, sperando di capire il da fare il mattino successivo. Ma io non ce lho fatta a lasciarla lì, così lho invitata a rimanere da me. Così, Sofia ha iniziato a vivere con me in quel piccolo appartamento a Trastevere.
Tre mesi dopo è successo qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Un giorno Sofia si è sentita male, ed è venuto fuori che era incinta. Sono rimasto confuso appena lho saputo, non sapevo proprio che pensare, ma poi dentro di me si è fatta strada una decisione chiara: non avrei mai permesso laborto. Così le ho chiesto di sposarmi.
La cosa divertente è che adesso tutti mi sentono sempre vantarmi di quanto bene cucina mia moglie, di che padrona di casa perfetta sia diventata. Però cè una verità che tengo nascosta: io non sono mai riuscito davvero ad amare una donna, e sto con Sofia soprattutto per compassione. Non so quanto durerà questo matrimonio, però ogni volta che vedo quel sorriso sul suo volto, un po’ di felicità la sento anchio.







