– Nadia, sono a casa, accoglimi pure! – L-Leonardo?! Ma che ci fai già qui? Dovevi tornare solo tra tre giorni… Una donna sulla trentina comparve in corridoio, avvolgendosi di fretta in una vestaglia di seta e guardando smarrita il marito che stava sulla soglia. – Volevo farti una sorpresa, Nadia. Direi che è riuscita! Non sei contenta? – L’uomo, alto e robusto, sorrideva soddisfatto per l’effetto ottenuto. – Ma certo che sono contentissima! Vai pure in cucina, ti scaldo qualcosa da mangiare. Leonardo, compiaciuto, annuì e si diresse verso la cucina. Ad attenderlo c’era una vera festa: fragole fresche, cioccolato, una cena appena uscita dal forno… Tutto sembrava pensato apposta per lui. – Ma Nadia! Quanta roba hai preparato! Come facevi a sapere che tornavo? Sei proprio una maga tu! Si servì una porzione abbondante e iniziò a cenare di gusto. La moglie continuava a non farsi vedere, ma lui pensò che sicuramente si stava mettendo un bell’abito per accoglierlo come si deve. – Leonardo, io… Noi… – Ma Nadia, che buono l’arrosto! L’insalata, le crespelle… da leccarsi i baffi! Andrea?! Girandosi di scatto, Leonardo vide la moglie Nadia tenere per mano suo fratello, Andrea. Lei guardava a terra, un po’ colpevole; Andrea, in bermuda e canottiera, si strofinava il naso assonnato, come appena svegliato. – Sì, Leo, sono io. Ciao fratello. – Buonasera. Adesso vorrei proprio sapere che sta succedendo qui. Anche se ho già capito… – Leonardo, io… volevo dirtelo da tempo. Amo tuo fratello Andrea e voglio stare solo con lui. Mi dispiace. – sbottò Nadia fissando il marito ormai “ex”. Leonardo lasciò cadere il piatto, che rotolò rumorosamente sul pavimento. – Quindi, fammi capire… Avete appena… – Sì. Proprio adesso stavamo insieme. – Magnifico, davvero magnifico, Nadia! E anche tu Andrea, bravo! Adesso ho capito perché hai preparato una cena così buona… E soprattutto per chi! Nadia non osava guardare il marito. Aveva la sensazione che, se solo alzava gli occhi, tutta la sua forza l’avrebbe abbandonata. – E Irene? Con nostra figlia come la mettiamo? Lo sa già? – No… lei non sa nulla. – E dov’è adesso? – Dalla vicina, a guardare i cartoni. – E la lasci spesso lì? – Da circa sei mesi… Leonardo non fece altre domande. Anche le emozioni sembravano essersi esaurite. Stanco dal viaggio, non aveva voglia di far scenate. Di carattere tranquillo, non era mai stato uno che si arrabbiava a lungo. Ma se uno riusciva davvero a farlo arrabbiare… beh, meglio non trovarsi nei paraggi. Anche se non capitava quasi mai. La situazione lo aveva lasciato senza parole, ma solo per un attimo. – Avete dieci minuti per andarvene di qui. Il tempo scorre. – disse, sorseggiando il tè, senza nemmeno guardare il fratello. – Chissà cosa ci trova, Nadia, in Andrea… Siamo uguali pure di aspetto, persino i nei sono nelle stesse posizioni… Solo che lui non ha voglia di lavorare e di testa ne ha poca… Ci perderà solo del tempo: ma se questa è la sua scelta! – pensava mentre continuava a bere. – Io non me ne vado finché non avrai dato il consenso, – disse Andrea, alzandosi in piedi d’un tratto. – E che consenso vuoi da me? – Al divorzio… lascia andare Nadia, non ti ama più! – L’ho capito, credimi, chi ama mia moglie… – rise Leonardo. – Il divorzio lo volete? Ci sarà, ma tramite giudice! Voglio proprio vedere come vi riducete a spendere tutto per gli avvocati. – Leon… – Nadia posò la mano sul polso del marito – Leonardo, ti prego… lasciamoci da amici, senza litigare. Tu sei una brava persona, io lo so… Lui scosse la testa. – Va bene. Ma Andrea Valente, tu per me non sei più mio fratello! – Dovremmo chiedere ancora una cosa… – E cioè? – Lasciala a me, la casa dopo il divorzio, Leonardo! – supplicò Nadia, sorridendogli dolcemente, e continuando a sfiorargli il polso. – Irene ormai qui si è ambientata, ha tanti amici a scuola… Se dobbiamo venderla per dividerla, noi non avremo mai i soldi per una nuova casa, dovremo tornare in paese… Leonardo appoggiò il mento sulle mani congiunte e si mise a riflettere. Vedendo che era indeciso, Nadia si fece ancora più suadente: – Leonardo caro… Fai un regalo a tua figlia, sei così bravo che i soldi li recuperi in un attimo! Dai, la figlia è una sola… lo faccio solo per lei! – Calmati, Nadia – la interruppe lui bruscamente. – Ho un’idea migliore. – Sì? Magari pensi di lasciarci anche l’auto? Sapessi come sarebbe contenta nostra figlia… – Irene verrà a vivere con me. – Cosa? Ma sei impazzito? Non sai nemmeno come si cresce una bambina! Sei sempre via per lavoro… Non si ricorda neanche più come ti chiami! – Vediamo subito, – rispose lui allontanandosi verso la porta. Dopo qualche minuto tornò tenendo la mano della figlia. Irene era appena passata in quarta elementare, una ragazzina di dieci anni che sorrideva stringendo forte la mano del papà. – Perché l’hai portata qui? Vuoi farle vivere questo dramma pure a lei?! – sbottò Nadia, furiosa. Ma lui non rispose. Si sedette nello stesso posto in cucina, fece salire la figlia sulle ginocchia e iniziò a parlare: – Irene, tesoro, posso farti qualche domanda? – Certo! – rispose la bambina, contenta dell’attenzione del papà. – Promettimi solo che risponderai con sincerità. Ora ti parlerò come se fossi una persona grande. – Come fai con i signori in ufficio? – Proprio così. La figlia annuì, felice che il papà la trattasse da adulta. – Dimmi: la mamma ti tratta male? Ti ha mai dato uno schiaffo questa settimana? Irene abbassò lo sguardo imbarazzata e smise di parlare, manipolando nervosamente l’orlo del vestito. – Ma che domande sono?! – gridò Nadia. – Sei impazzito? Lasciala in pace! – Silenzio, Nadia. Sto parlando con mia figlia. – tagliò corto Leonardo, carezzando la testa della bambina. – Su, Irene, niente paura. Hai promesso che avresti risposto sinceramente? La bimba annuì. Gli occhi le si velarono di lacrime. Abbracciò il papà e gli sussurrò qualcosa all’orecchio: – Sì, tre volte… Una per un brutto voto, una per il latte rovesciato e una perché ho urlato con zio Andrea. Lei si baciava con lui quando tu eri via per lavoro. – Tranquilla, piccola. Ora sono qui, nessuno potrà farti più del male. – Non è vero! – s’infuriò Nadia – Io non l’ho mai toccata! – Vuoi la casa e l’auto in nome di nostra figlia, vero? – domandò con un sorriso furbo il marito. – Irene, posso farti ancora una domanda? – Sì… – Se tu potessi scegliere con chi vivere, con me o con la mamma, con chi vorresti restare? Irene rimase in silenzio, guardando ora il papà, ora la mamma. Nadia cercava di attirarla a sé, tendendole le braccia. – Ma tu prometti che stavolta non mi lasci da sola? – Promesso! – confermò lui senza esitazione. – Allora voglio rimanere con te, papà. – Brutta ingrata! – urlò Nadia, cercando di colpire la bambina, ma Leonardo la strinse forte a sé, proteggendola. Andrea non mosse un dito per partecipare alla discussione. – Ecco, Nadia. È deciso. Non la vedrai più, – concluse Leonardo, andando in cameretta con la figlia. Dopo pochi minuti Leonardo aiutò Irene a preparare le valigie. Per fortuna la sua valigia per il lavoro era già pronta. Padre e figlia andarono a vivere in un hotel dall’altra parte della città, uno che lui usava spesso per lavoro. …Qualche mese dopo ci fu la causa in tribunale. Visto che Nadia e il suo nuovo marito non avevano un lavoro stabile né una casa idonea, il giudice decise che Irene dovesse restare col padre. La bambina era d’accordo: voleva stare solo con il papà. Leonardo divise la casa secondo gli accordi, e la sua parte la vendette. La madre poteva vedere la figlia nei weekend, ma Irene ora abitava col padre nella loro nuova casa. Leonardo cambiò totalmente la sua routine, eliminando lunghi viaggi di lavoro per dedicarsi alla figlia. Nessuna trasferta di tre mesi nel suo calendario. E Irene cominciò a sorridere di nuovo, una gioia più preziosa di qualunque denaro… Scrivete nei commenti cosa ne pensate! Lasciate un like.

Giulietta, sono a casa, vieni ad accogliermi!

L-Leonardo?! Ma che ci fai qui così presto? Dovevi tornare solo tra tre giorni…

Una donna di circa trentanni si affaccia nel corridoio, avvolgendosi in fretta in una vestaglia di seta, guardando il marito sulla porta con aria smarrita.

Volevo farti una sorpresa, Giulia. Vediamo se ci sono riuscito! O non sei contenta? Leonardo, alto e robusto, sorride soddisfatto, godendosi leffetto che ha fatto.

Ma certo che sono contenta! Vai pure in cucina, ti riscaldo qualcosa da mangiare.

Leonardo annuisce, tutto fiero di sé, e si dirige verso la cucina, dove trova una tavola imbandita: fragole fresche, cioccolato, la cena appena uscita dal forno. Sembra tutto preparato apposta per lui.

Ma Giulia, quante cose hai cucinato! Come facevi a sapere che sarei arrivato? Sei una maga!

Servendosi abbondantemente, Leonardo affonda il cucchiaio nella cena. La moglie però non si fa vedere, e lui pensa che starà scegliendo un bel vestito per accoglierlo come si deve.

Leonardo, io… noi…

Giulia, il tuo arrosto è spettacolare! E che dire dellinsalata e delle crespelle… Federico?!

Girandosi, vede la moglie Giulia che tiene sottobraccio suo fratello Federico. Giulia guarda a terra con un misto di colpa e imbarazzo, mentre Federico, in bermuda e maglietta, si stropiccia il naso come se fosse appena stato svegliato.

Sì, Leo, sono io. Ciao fratello…

Buongiorno. Adesso per favore spiegatemi che succede qui, anche se ormai credo di aver capito…

Leonardo, avrei dovuto dirtelo prima. Io amo tuo fratello Federico e voglio stare soltanto con lui. Mi dispiace. Giulia spara le parole in fretta, guardando il marito ormai ex con occhi bassi.

Davanti a quella frase, Leonardo lascia cadere il piatto. La stoviglia rimbalza a terra, sparpagliando gli ultimi resti di cena.

Quindi, se capisco bene… Proprio adesso…

Sì. Siamo stati insieme poco fa.

Fantastico, davvero fantastico, Giulia! E tu, Federico, proprio un genio! Bravi, cari miei! Adesso capisco tutta questa bontà a tavola… Ma soprattutto, per chi era!

Giulia non osa incontrare lo sguardo del marito. Sente che, appena lo farà, perderà tutto il coraggio accumulato.

E Beatrice? Cosa facciamo con nostra figlia? Lo sa?

No… non ne sa niente.

E dovè adesso?

È dalla vicina, sta guardando i cartoni.

E spesso la lasci dalla vicina?

Sono ormai sei mesi che…

A Leonardo finiscono le domande, così come le emozioni. È stanco dal viaggio e un litigio gli sembra inutile. Di carattere pacato, non è mai stato il tipo da arrabbiarsi a lungo con le persone.

Ma quando qualcuno superava il limite, era meglio stargli alla larga. Anche se, ammettiamolo, era più uneccezione che la regola.

Questa situazione, con le due persone più care, lha colto alla sprovvista. Rimane un attimo spiazzato, ma subito si riprende.

Che fra dieci minuti non siate più qui. Il tempo parte ora dice Leonardo, sorseggiando il tè senza neanche guardare il fratello.

Però, cosa avrà trovato in Federico? Laspetto è uguale al mio, persino i nei sono gli stessi… Ma non ha mai combinato nulla nella vita, la testa non proprio… Ma va beh, è la sua scelta! pensa mentre finisce il tè.

Non me ne vado, finché non ho il tuo consenso si alza improvvisamente Federico.

E che consenso vorresti da me?

Quello per il divorzio… Lasciala andare, Giulia non ti ama!

Lo vedo benissimo chi ama mia moglie… Leonardo sorride amaro. Divorzio? Avrete pure il divorzio, ma lo facciamo in tribunale! Voglio proprio vedere quanto spenderete dagli avvocati.

Leonardo… Giulia gli appoggia la mano sul polso. Leonardo, ti prego… Facciamolo pacificamente. Lo so che tu sei buono…

Scuote la testa.

Daccordo. Ma sappi che tu per me, Federico Valentino, non sei più mio fratello!

E… Cè unaltra cosa che vorremmo chiederti.

Sì? Cosa ancora?

Lascia a me lappartamento, dopo il divorzio, Leonardo! Giulia sorride incantatrice, continuando a carezzargli il polso.

Beatrice si è affezionata a questa casa, ha tanti amici alla scuola qui. Se dobbiamo dividere, non abbiamo soldi per una nuova, dovremo tornare in paese…

Leonardo appoggia il mento sulle mani intrecciate e si mette a riflettere. Vedendo che Leonardo è indeciso, Giulia gioca il tutto per tutto:

Leonardo, amore mio… Fai un regalo a tua figlia. Sei bravo, sei capace, guadagnerai altri soldi! Dai, per la bambina… È lunica che hai! Fallo per lei.

Basta, Giulia la ferma Leonardo. Ho unidea migliore.

E qual è? chiede Giulia, battendo le ciglia con speranza. Pensavi di lasciarci anche la macchina? Beatrice sarebbe felicissima…

Beatrice verrà a vivere con me.

Cosa?! Sei impazzito? Tu non sai nemmeno stare con i bambini! Sempre via di casa per lavoro… Non si ricorda neanche come ti chiami!

Ora lo vediamo dice, e va verso la porta.

Dopo pochi minuti, ritorna tenendo per mano la figlia. È una bimba di dieci anni, appena passata in quarta elementare. Stringe forte la mano del papà e gli sorride felice.

E adesso perché lhai portata qui? Vuoi coinvolgerla nella discussione?! sbotta Giulia.

Ma Leonardo non risponde. Si siede sulla stessa sedia della cucina, mette la figlia sulle ginocchia e inizia:

Beatrice, amore, posso farti alcune domande, da brava?

Certo! sorride la bambina, felice dellattenzione del papà.

Ma promettimi che risponderai sinceramente! Parlerò con te come con una ragazza grande, chiaro?

Come quando parli coi signori in ufficio?

Esattamente.

La piccola annuisce emozionata.

Dimmi, la mamma ti ha mai sgridato o fatto del male questa settimana?

La bambina si fa timida e abbassa lo sguardo, giocherellando con la stoffa del vestito.

Ma sei impazzito? urla Giulia. Lasciala stare!

Silenzio, Giulia. Sto parlando con mia figlia risponde Leonardo e accarezza la testa di Beatrice. Non aver paura. Hai promesso sincerità, ti ricordi?

Annuisce, con le lacrime agli occhi. Si getta al collo del padre sussurrando con passione:

Sì, mi ha dato tre sculacciate! Una per un brutto voto, una per il latte rovesciato, e una perché ho urlato a zio Federico. Lei si baciava con lui quando tu eri via.

Non piangere, piccola, sono qui con te. Adesso la mamma non potrà più farti del male.

Non è vero! protesta Giulia. Non lho mai nemmeno sfiorata!

Quindi vuoi casa e macchina per il bene di tua figlia? Leonardo sorride furbo. Beatrice, posso farti unaltra domanda?

Sì…

Amore, se potessi scegliere, con chi vorresti vivere? Con me o con la mamma?

Beatrice esita, gli occhi si spostano dal papà alla mamma. Giulia prova a persuaderla, allungando le mani verso di lei.

Ma tu prometti che non starai più lontano tanto tempo?

Prometto! dice deciso Leonardo.

Allora voglio stare con te, papà.

Ma guarda! urla Giulia, pronta a strattonarla, ma Leonardo stringe la figlia, facendole scudo con il corpo. Federico nel frattempo resta fermo, muto da tutto il tempo.

Bene Giulia, abbiamo chiarito. Non la rivedrai più, dice Leonardo, portando la bambina nella sua cameretta.

Dopo pochi minuti, aiuta la figlia a mettere in valigia le sue cose. Fortuna vuole che la borsa del papà sia già pronta, avendo appena concluso il viaggio di lavoro. Leonardo e la bambina prendono un taxi verso un albergo dallaltra parte di Firenze, lo stesso che lui usa spesso per lavoro.

…Dopo qualche mese cè il processo. Considerando che Giulia e Federico non hanno un lavoro stabile, né lappartamento e poche possibilità di crescere la bambina, il giudice decide di affidare Beatrice al papà.

Soprattutto perché lei stessa vuole stare con lui. Solo con lui.

Leonardo divide lappartamento come aveva previsto e vende la sua parte. Con la madre Beatrice può vedersi nei fine settimana, ma inizia a vivere con il papà nella loro nuova casa.

Leonardo rivoluziona la sua vita per starle più vicino, elimina i viaggi di lavoro di mesi e si dedica alla figlia. Beatrice ricomincia a sorridere e questo, per lui, vale più di ogni euro guadagnato.

Scrivete nei commenti cosa ne pensate? Mettete un like.

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– Nadia, sono a casa, accoglimi pure! – L-Leonardo?! Ma che ci fai già qui? Dovevi tornare solo tra tre giorni… Una donna sulla trentina comparve in corridoio, avvolgendosi di fretta in una vestaglia di seta e guardando smarrita il marito che stava sulla soglia. – Volevo farti una sorpresa, Nadia. Direi che è riuscita! Non sei contenta? – L’uomo, alto e robusto, sorrideva soddisfatto per l’effetto ottenuto. – Ma certo che sono contentissima! Vai pure in cucina, ti scaldo qualcosa da mangiare. Leonardo, compiaciuto, annuì e si diresse verso la cucina. Ad attenderlo c’era una vera festa: fragole fresche, cioccolato, una cena appena uscita dal forno… Tutto sembrava pensato apposta per lui. – Ma Nadia! Quanta roba hai preparato! Come facevi a sapere che tornavo? Sei proprio una maga tu! Si servì una porzione abbondante e iniziò a cenare di gusto. La moglie continuava a non farsi vedere, ma lui pensò che sicuramente si stava mettendo un bell’abito per accoglierlo come si deve. – Leonardo, io… Noi… – Ma Nadia, che buono l’arrosto! L’insalata, le crespelle… da leccarsi i baffi! Andrea?! Girandosi di scatto, Leonardo vide la moglie Nadia tenere per mano suo fratello, Andrea. Lei guardava a terra, un po’ colpevole; Andrea, in bermuda e canottiera, si strofinava il naso assonnato, come appena svegliato. – Sì, Leo, sono io. Ciao fratello. – Buonasera. Adesso vorrei proprio sapere che sta succedendo qui. Anche se ho già capito… – Leonardo, io… volevo dirtelo da tempo. Amo tuo fratello Andrea e voglio stare solo con lui. Mi dispiace. – sbottò Nadia fissando il marito ormai “ex”. Leonardo lasciò cadere il piatto, che rotolò rumorosamente sul pavimento. – Quindi, fammi capire… Avete appena… – Sì. Proprio adesso stavamo insieme. – Magnifico, davvero magnifico, Nadia! E anche tu Andrea, bravo! Adesso ho capito perché hai preparato una cena così buona… E soprattutto per chi! Nadia non osava guardare il marito. Aveva la sensazione che, se solo alzava gli occhi, tutta la sua forza l’avrebbe abbandonata. – E Irene? Con nostra figlia come la mettiamo? Lo sa già? – No… lei non sa nulla. – E dov’è adesso? – Dalla vicina, a guardare i cartoni. – E la lasci spesso lì? – Da circa sei mesi… Leonardo non fece altre domande. Anche le emozioni sembravano essersi esaurite. Stanco dal viaggio, non aveva voglia di far scenate. Di carattere tranquillo, non era mai stato uno che si arrabbiava a lungo. Ma se uno riusciva davvero a farlo arrabbiare… beh, meglio non trovarsi nei paraggi. Anche se non capitava quasi mai. La situazione lo aveva lasciato senza parole, ma solo per un attimo. – Avete dieci minuti per andarvene di qui. Il tempo scorre. – disse, sorseggiando il tè, senza nemmeno guardare il fratello. – Chissà cosa ci trova, Nadia, in Andrea… Siamo uguali pure di aspetto, persino i nei sono nelle stesse posizioni… Solo che lui non ha voglia di lavorare e di testa ne ha poca… Ci perderà solo del tempo: ma se questa è la sua scelta! – pensava mentre continuava a bere. – Io non me ne vado finché non avrai dato il consenso, – disse Andrea, alzandosi in piedi d’un tratto. – E che consenso vuoi da me? – Al divorzio… lascia andare Nadia, non ti ama più! – L’ho capito, credimi, chi ama mia moglie… – rise Leonardo. – Il divorzio lo volete? Ci sarà, ma tramite giudice! Voglio proprio vedere come vi riducete a spendere tutto per gli avvocati. – Leon… – Nadia posò la mano sul polso del marito – Leonardo, ti prego… lasciamoci da amici, senza litigare. Tu sei una brava persona, io lo so… Lui scosse la testa. – Va bene. Ma Andrea Valente, tu per me non sei più mio fratello! – Dovremmo chiedere ancora una cosa… – E cioè? – Lasciala a me, la casa dopo il divorzio, Leonardo! – supplicò Nadia, sorridendogli dolcemente, e continuando a sfiorargli il polso. – Irene ormai qui si è ambientata, ha tanti amici a scuola… Se dobbiamo venderla per dividerla, noi non avremo mai i soldi per una nuova casa, dovremo tornare in paese… Leonardo appoggiò il mento sulle mani congiunte e si mise a riflettere. Vedendo che era indeciso, Nadia si fece ancora più suadente: – Leonardo caro… Fai un regalo a tua figlia, sei così bravo che i soldi li recuperi in un attimo! Dai, la figlia è una sola… lo faccio solo per lei! – Calmati, Nadia – la interruppe lui bruscamente. – Ho un’idea migliore. – Sì? Magari pensi di lasciarci anche l’auto? Sapessi come sarebbe contenta nostra figlia… – Irene verrà a vivere con me. – Cosa? Ma sei impazzito? Non sai nemmeno come si cresce una bambina! Sei sempre via per lavoro… Non si ricorda neanche più come ti chiami! – Vediamo subito, – rispose lui allontanandosi verso la porta. Dopo qualche minuto tornò tenendo la mano della figlia. Irene era appena passata in quarta elementare, una ragazzina di dieci anni che sorrideva stringendo forte la mano del papà. – Perché l’hai portata qui? Vuoi farle vivere questo dramma pure a lei?! – sbottò Nadia, furiosa. Ma lui non rispose. Si sedette nello stesso posto in cucina, fece salire la figlia sulle ginocchia e iniziò a parlare: – Irene, tesoro, posso farti qualche domanda? – Certo! – rispose la bambina, contenta dell’attenzione del papà. – Promettimi solo che risponderai con sincerità. Ora ti parlerò come se fossi una persona grande. – Come fai con i signori in ufficio? – Proprio così. La figlia annuì, felice che il papà la trattasse da adulta. – Dimmi: la mamma ti tratta male? Ti ha mai dato uno schiaffo questa settimana? Irene abbassò lo sguardo imbarazzata e smise di parlare, manipolando nervosamente l’orlo del vestito. – Ma che domande sono?! – gridò Nadia. – Sei impazzito? Lasciala in pace! – Silenzio, Nadia. Sto parlando con mia figlia. – tagliò corto Leonardo, carezzando la testa della bambina. – Su, Irene, niente paura. Hai promesso che avresti risposto sinceramente? La bimba annuì. Gli occhi le si velarono di lacrime. Abbracciò il papà e gli sussurrò qualcosa all’orecchio: – Sì, tre volte… Una per un brutto voto, una per il latte rovesciato e una perché ho urlato con zio Andrea. Lei si baciava con lui quando tu eri via per lavoro. – Tranquilla, piccola. Ora sono qui, nessuno potrà farti più del male. – Non è vero! – s’infuriò Nadia – Io non l’ho mai toccata! – Vuoi la casa e l’auto in nome di nostra figlia, vero? – domandò con un sorriso furbo il marito. – Irene, posso farti ancora una domanda? – Sì… – Se tu potessi scegliere con chi vivere, con me o con la mamma, con chi vorresti restare? Irene rimase in silenzio, guardando ora il papà, ora la mamma. Nadia cercava di attirarla a sé, tendendole le braccia. – Ma tu prometti che stavolta non mi lasci da sola? – Promesso! – confermò lui senza esitazione. – Allora voglio rimanere con te, papà. – Brutta ingrata! – urlò Nadia, cercando di colpire la bambina, ma Leonardo la strinse forte a sé, proteggendola. Andrea non mosse un dito per partecipare alla discussione. – Ecco, Nadia. È deciso. Non la vedrai più, – concluse Leonardo, andando in cameretta con la figlia. Dopo pochi minuti Leonardo aiutò Irene a preparare le valigie. Per fortuna la sua valigia per il lavoro era già pronta. Padre e figlia andarono a vivere in un hotel dall’altra parte della città, uno che lui usava spesso per lavoro. …Qualche mese dopo ci fu la causa in tribunale. Visto che Nadia e il suo nuovo marito non avevano un lavoro stabile né una casa idonea, il giudice decise che Irene dovesse restare col padre. La bambina era d’accordo: voleva stare solo con il papà. Leonardo divise la casa secondo gli accordi, e la sua parte la vendette. La madre poteva vedere la figlia nei weekend, ma Irene ora abitava col padre nella loro nuova casa. Leonardo cambiò totalmente la sua routine, eliminando lunghi viaggi di lavoro per dedicarsi alla figlia. Nessuna trasferta di tre mesi nel suo calendario. E Irene cominciò a sorridere di nuovo, una gioia più preziosa di qualunque denaro… Scrivete nei commenti cosa ne pensate! Lasciate un like.
Quasi ci liberiamo del nostro golden retriever perché ruggì contro la nostra babysitter – ma poi ho guardato il video della telecamera di sicurezza