Lucia arrivò alla rimpatriata degli ex compagni di scuola. Erano già passati trentanni Aveva deciso di andare soprattutto per salutare la sua professoressa preferita. Lincontro fu pieno di emozioni. Vennero anche i ragazzi dellaltra sezione. Lucia ebbe un sobbalzo quando vide Vittorio! Il suo segreto amore adolescenziale di quei lontani anni scolastici Un uomo alto, con i capelli argentati e una barba curata. Quasi irriconoscibile, molto diverso da quel ragazzo irrequieto di allora. Nellaula magna cera un gran frastuono. Dopo i saluti iniziali, tutti chiacchieravano in piedi a gruppetti. Lucia rimase davvero senza parole nel vedere chi le stava venendo incontro.
Lucia non era certo stata la ragazza più appariscente della classe. O almeno così si vedeva lei. Osservava con un pizzico di invidia le compagne bionde dagli occhi azzurri.
Vedrai che sboccerai anche tu, la rincuorava sua madre. A me è successo solo intorno ai sedici anni. Tu non ti preoccupare, hai tempo davanti. Farai girare la testa ai ragazzi quando meno te lo aspetti
Mamma, davvero non ho fretta, rispondeva Lucia abbassando le ciglia. Ma i suoi occhi verdi non riuscivano a nascondere quello che sentiva.
Si guardava spesso allo specchio sospirando, un po triste.
Lucia era da sempre infatuata di un ragazzo della sezione accanto: Vittorio. Sportivo, alto, spensierato.
La sua intraprendenza, nei giochi e negli scherzi, rasentava lincoscienza.
Durante lora di educazione fisica, osservava la partita di basket tenendo docchio solo Vittorio. Lui riusciva sempre a contagiare tutti con il suo entusiasmo e, grazie a lui, la squadra vinceva spesso.
Anche se Vittorio non fosse stato un ragazzo attraente, a Lucia sarebbe piaciuto comunque; però il suo fascino esteriore la faceva sentire ancora più distante da quella possibilità di amicizia.
E poi, intorno a lui cerano sempre amici e amiche non cera modo di avvicinarsi.
Vittorio non era mai solo, sempre circondato dagli altri. Ma anche solo quelle poche volte che lo incrociava nei corridoi, erano per Lucia una piccola felicità.
E lì la sua insicurezza la bloccava.
Quando passava vicino a Vittorio, abbassava subito lo sguardo, temendo che qualcuno potesse scoprire il suo segreto.
A nessuno aveva mai confidato la sua cotta, ma le sembrava che tutti potessero leggere dentro di lei, che tutti sapessero Arrossiva solo allidea che qualche compagno, o peggio ancora Vittorio stesso, potesse prenderla in giro.
Così Lucia decise di dimenticare il bel ragazzo, di non pensare più a lui e di evitare ogni situazione che potesse metterla in imbarazzo.
Allinizio non fu facile, ma la forza di volontà ebbe la meglio. Lucia si rilassò e si sentì finalmente più serena. Arrivò a essere anche un po orgogliosa di sé stessa.
Basta solo restare alla larga da lui, si diceva ripetutamente.
Quando lo vedeva da lontano in corridoio, cambiava strada, o si nascondeva dietro qualche altra ragazza.
Passarono due anni. Lucia studiava bene, era cresciuta, non era più così timida, perché la profezia della madre si era avverata in unestate si era trasformata da ragazzina in una giovane donna delicata e slanciata.
Dopo la terza media, Lucia si iscrisse a un istituto tecnico.
Le notizie su Vittorio e sugli altri compagni le arrivavano solo da qualche sporadico incontro con la sua ex professoressa.
La signora Teresa Martinelli abitava nella sua stessa strada.
Lucia non andava mai agli incontri scolastici: la sua classe non era stata particolarmente unita, e veri amici lì dentro non ne aveva.
Solo una volta, in occasione dellanniversario della professoressa Teresa, Lucia si convinse ad andare per salutarla.
Daltronde erano già passati trentanni dalla maturità!
Fu un incontro davvero commovente, perché in tanti non si vedevano dagli anni della scuola.
Vennero anche i ragazzi dellaltra sezione.
Lucia palpitò rivedendo Vittorio. Alto, distinto, i capelli grigi, la barba in ordine.
Sembrava unaltra persona rispetto al ragazzo monello di un tempo. Solo gli occhi erano rimasti gli stessi vivaci, pieni di scintille di allegria.
Laula magna era piena di rumore. Dopo i saluti rivolti alla professoressa Teresa, tutti si abbracciavano, parlavano in piccoli cerchi, si riconoscevano dopo anni.
Lucia si pietrificò sorpresa, vedendo chi le veniva incontro!
Era proprio lui! Vittorio le si avvicinò con un gran sorriso e disse:
Ecco qui il mio amore segreto dei tempi di scuola Lucia
Le baciò la mano. Come se quegli anni non fossero mai passati. Lucia arrossì.
Un amore? Io? balbettò sorpresa. E perché lo scopro solo adesso?
Risero entrambi. Ormai tutti avevano famiglia, figli grandi. Anche Vittorio e Lucia erano genitori.
Vittorio e Lucia si appartarono a parlare. Lui raccontava del suo lavoro, della sua vita, del figlio adolescente.
Anche io ho un figlio, rispose Lucia. Era il mio sogno da bambina.
Sospirò, poi guardò Vittorio e chiese improvvisamente:
Ma dimmi, perché? Perché ti piacevo? Io ero tanto timida, così normale e nemmeno carina
Proprio quello era il bello. Non cercavi di starmi sempre vicino, come facevano tutte. Passavi sempre a testa alta Non avrei mai avuto il coraggio di venire a parlarti per primo. Orgogliosa Ma mi piacevi tanto. Adesso, rimane solo un ricordo dolce dellinfanzia
Sai che anche a me piacevi tanto? confessò Lucia tutta dun fiato. Però non riuscivo a farti arrivare neanche un saluto E certo non avrei mai potuto farmi avanti. Tutte fantasie di ragazzina, ormai.
Chissà disse pensieroso Vittorio. Forse abbiamo lasciato andare unoccasione, allepoca, senza rendercene conto.
Forse sì, rise Lucia. Forse nella prossima vita ci incroceremo davvero
Cercherò i tuoi occhi verdi, sussurrò Vittorio con un sorriso malinconico.
Era evidente che era ancora un po stregato da Lucia. E lei davvero era diventata una donna bellissima.
Dun tratto una voce richiamò Lucia:
Mamma! Siamo qui con papà, come ci avevi detto
Un giovane si fece largo tra la folla verso di loro.
Ti presento mio figlio, disse Lucia sorridendo.
Vittorio, disse con energia stringendo la mano il ragazzo.
Vittorio Giovanni, rispose porgendo la mano Vittorio.
Lui guardò Lucia con un misto di stupore, nostalgia e dolcezza.
Lucia fece un cenno di saluto e si diresse alluscita. Giunta quasi alla porta, Vittorio la raggiunse.
Senti, Lucia la guardava con gli occhi lucidi. Ti ringrazio
Di cosa? chiese Lucia sorpresa.
Per tuo figlio. Cresce un altro Vittorio. Grazie per avermi ricordato quei tempi
Lucia fece un cenno con la testa. Si avvicinò alla macchina e salì sul sedile posteriore.
Il marito le domandò:
Comè andata?
Bene, rispose Lucia. Sono venuti in tanti. È stato bello ritrovarsi. Un po di nostalgia Il tempo ci cambia tanto Sono contenta per la professoressa Teresa. Una grande insegnante. Che Dio le dia ancora tanta salute per tante generazioni di studentiPer un attimo, mentre lauto lasciava il cortile della scuola, Lucia guardò nello specchietto retrovisore. Vide Vittorio, ancora fermo davanti allentrata, che le faceva un piccolo saluto con la mano. Lucia gli restituì il gesto, accennando un sorriso segreto solo per lui.
Chiuse gli occhi per un istante, lasciando che quel nodo dolce tra passato e presente si sciogliesse piano nel petto. Si sorprese a pensare che certi sentimenti per quanto vissuti da adolescenti confusi, timidi, insicuri non svanivano mai davvero, ma trovavano una nuova forma dentro di noi, come una lettera lasciata a metà e ritrovata dopo molti anni.
Riprese fiato, guardando suo figlio seduto accanto a lei. Gli occhi verdi del ragazzo la osservarono curiosi, e Lucia si sentì attraversata da una nuova tenerezza: ormai la vita era andata avanti, le storie erano cambiate, ma certe scintille incontrate sotto i corridoi della scuola potevano ancora illuminare i ricordi come luci di una festa destate.
Forse, pensò sorridendo tra sé, non era più il tempo dei sogni acerbi, ma della dolcezza delle cose semplici: un abbraccio di vecchi amici, uno sguardo che diceva più di mille parole dimenticate, la consapevolezza di aver vissuto a pieno anche le timidezze e le illusioni. E, nel cuore, la promessa silenziosa di riconoscersi ancora, un giorno, in una folla, e sorridersi con complicità.
Mentre la macchina si allontanava, Lucia sentì che aveva davvero trovato la pace con il passato. E fu così che, tra le strade familiari della sua città, il viaggio continuò, con una leggerezza nuova e il sapore intatto della gratitudine.







